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Aggiornato al 16/01/2019

Nicola Lisanti (Contemporaneo - Matera) – Evoluzione di massa

 

Il metodo e gli strumenti

di Gianni Di Quattro

 

Il movimento 5 stelle rappresenta qualcosa di nuovo nel panorama italiano non solo politicamente ma anche e soprattutto da un punto di vista culturale e sociologico.

A prescindere da quella che è la lotta politica e dalle prospettive che il movimento ha e che comunque sembrano, a giudicare da vari sondaggi e sensazioni, molto buone nel senso che la conquista del potere appare per loro dietro l’angolo. L’aspetto tuttavia più interessante è la costruzione teorica del movimento e il senso di appartenenza di tutti i seguaci dello stesso. Costoro si considerano degli strumenti di un metodo che si pone alcuni principali obbiettivi per la società e che sono prevalentemente non programmatici ma valoriali.

In altri termini, il movimento non è portatore di una visione sociale, ma di un sistema di valori derivati da principi morali misti a canoni tecnologici. I seguaci si sentono dunque strumenti di un metodo e così il sistema è teorizzato dai vertici del movimento e da alcuni suoi pensatori di riferimento. I vertici sono costituiti da poche persone che detengono le chiavi dei valori e della tecnologia.

Il fenomeno straordinario è come in poco tempo il movimento sia riuscito ad avere un numero così alto di seguaci e che, inoltre, dimostrano una grande fedeltà nel senso che il loro senso di appartenenza non è compromesso da fatti anche (diciamo così) sgradevoli sul piano operativo e culturale in cui possono incorrere i suoi rappresentanti (proprio perché anche costoro sono da considerare banali strumenti che contano poco e niente rispetto al metodo, l’unica cosa che ha significato e che rappresenta il fine).

Un fenomeno in conclusione questo del movimento 5 stelle che richiede certamente una indagine sociologica molto più approfondita, perché in qualche modo ricalca gli schemi di molte strutture verticistiche dittatoriali anche feroci del secolo passato in varie parti del mondo e, in questo contesto, richiama persino la logica del nazismo di Hitler per fare un esempio eclatante (volendo fare esclusivamente confronti sul comportamento sociale delle masse).

Ecco il comportamento sociale delle masse che allora diventa una variabile indipendente dai progressi sociali, politici e culturali e che non è influenzato da esperienze persino spaventose o per disattenzione storica o, principalmente, per tendenze verso la necessità di credere a pochi e semplici valori ed ai loro portatori e alla voglia di considerarsi strumenti per la realizzazione di un disegno superiore con tutti i mezzi.

Un fenomeno dove la verità è superata dal valore, dove il potere è una necessità sociale, dove in qualche modo si cancella il laicismo figlio dell’illuminismo a favore di una visione religiosa della società e della vita.

 

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Inserito il:21/12/2016 11:23:46
Ultimo aggiornamento:21/12/2016 11:32:09
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