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Aggiornato al 10/04/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

David Hettinger (Aurora, Illinois, 1946 - ) - Red Flannel

Pubblichiamo con cadenza variabile, sotto il titolo “La siesta”, spunti, pensieri e osservazioni di Gianni di Quattro relativi a fatti di attualità, principalmente di politica nazionale ed internazionale. Ci auguriamo che questo possa favorire un interscambio di idee con i lettori i quali sono invitati a commentare ed a dibattere sia in caso di accordo che di disaccordo col pensiero dell’autore.

 

La siesta (20)

di Gianni Di Quattro

 

Prima o dopo non sarebbe male conoscere la situazione della presenza Nato in Italia. Il ruolo di Sigonella in particolare. Un qualche organo dei media del paese impegnato a raccontare e documentare le litigate tra cantanti o matrimoni e divorzi vari, potrebbe magari fare informazione utile al paese, almeno alla parte più attenta dello stesso?

Ci sono delle persone che sembrano grigie a vederle, lo stesso a sentirle parlare e poi si viene a sapere che sono leader, che condizionano, che determinano successi o insuccessi di qualcuno, insomma che sono quello che non appaiono ed anzi hanno forte determinazione, cinismo e spregiudicatezza. Per esempio Franceschini del PD.

Nella riforma del processo penale non sarebbe male introdurre la norma per cui l’appello dopo il primo grado di giudizio è riservato esclusivamente alla difesa.

Una domanda sorge spontanea ad osservare la battaglia del movimento 5 stelle a proposito della norma che vuole introdurre l’abolizione della prescrizione, un colpo alla civiltà giuridica di questo paese: perché? Per motivi di principio, per impegni con alcuni alti rappresentanti della magistratura, per non sapere fare altro, per la necessità di alzare una bandiera, per pura polemica, per fare vedere che sono vivi, per stupidità del ministro? Chissà!

Esistono ancora i tribunali militari nel paese? Dove sono, quanti processi fanno all’anno, quali sono gli organici, quanto costano, i giudici da dove vengono e che carriera fanno? E poi da un punto di vista democratico è giusta la loro esistenza in regime di pace? Un paese dove si sa poco per capirlo veramente. Una ragione ci deve essere.

La storia che Salvini quando era Ministro, bloccava porti e navi e il Consiglio dei Ministri non era al corrente assolutamente di quello che faceva e diceva, forse non è credibile. Anche perché è possibile che tra tutti questi ministri, Presidente incluso, nessuno leggeva i giornali o vedeva un telegiornale? Se lo avessero saputo avrebbero dovuto fermarlo infatti e nessuno lo ha fatto e quindi ha ragione Salvini che erano coinvolti tutti e comunque complici.

È vero che di donne nel nostro paese ai posti di comando o comunque nei posti dove vengono prese decisioni che riguardano tutti e specialmente il futuro, ce ne sono ancora poche, molte meno degli uomini. Se ne parla, ma i progressi sono pochi, lenti, quasi inavvertibili. Adesso comincia la stagione delle nomine negli Enti e nelle aziende di Stato (pare circa 600) e vediamo che cosa questo governo riuscirà a fare, vediamo se qualche partito o movimento farà una battaglia per portare avanti questo valore.

Salvini dice che l’idea di copiare la Brexit è opportuna. Quello che dice contrasta con altre dichiarazioni del suo stesso partito, del quale però lui ha per il momento la leadership indiscussa (anche se in politica del diman non v’è certezza). È difficile dire se riuscirà in questo intento, spinto anche dai suoi collaboratori più diretti. Ha un grande vantaggio dalla sua parte e cioè che non si rende conto cosa vuol dire per il paese uscire dall’Europa e anche se qualcosa riuscisse a percepire ha la forza di fregarsene completamente. Ognuno può interpretare come vuole.

Mentre l’attività del governo è concentrata sulla prescrizione e sulla battaglia in corso tra la visione di Bonafede e quella di Renzi, l’economia peggiora, i licenziamenti in corso, già annunciati o previsti ufficialmente, aumentano, le statistiche sono sempre più impietose. In questo contesto è da rilevare la totale inattività del Parlamento. Tutti i dati lo dicono, tutti i confronti lo mettono in risalto. Qualcosa non funziona, i partiti non fanno proposte, il governo prima fa decreti e poi cerca di tramutarli in legge magari con la fiducia, i Presidenti non riescono a sollecitare le assemblee, i partiti sono impegnati a rubarsi deputati e senatori, a fare accordi, a fare campagna elettorale per le elezioni regionali e a fare campagna per le elezioni politiche che molti dicono dietro l’angolo. Il Parlamento quello che faceva le leggi (il potere legislativo), forse ormai è più una camera di compensazione, una sala borsa che un posto dove si studia, si scrive, si pensa e si discute.

Secondo una rielaborazione della Cgia di Mestre sull’indagine di Unioncamere ed Anpal, il 32% del personale ricercato dalle imprese è di difficile reperimento, soprattutto nel Nordest, ma anche in molti centri del Sud. La mancanza di competenza è la ragione principale di questa difficoltà. Tutto questo mentre i licenziamenti aumentano e i giovani cercano lavoro magari all’estero. Quando in questo paese si riuscirà a capire che serve un piano di formazione megagalattico come fondamento per costruire un futuro?

 

Inserito il:19/02/2020 12:12:11
Ultimo aggiornamento:19/02/2020 12:18:29
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