Aggiornato al 26/01/2026

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Immagine realizzata con strumenti di Intelligenza Artificiale

Clicca qui per ascoltare (In lavorazione)

 

Minneapolis: violenza e terrore dell’ICE, la polizia privata di Trump

di Vincenzo Rampolla

 

Mentre l'Amministrazione Trump intensifica le deportazioni attraverso la violenza dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement), Minneapolis risponde con una resistenza popolare senza precedenti. Dai quartieri ai sindacati, la città si organizza tra scioperi generali e reti di mutuo soccorso per proteggere i migranti e difendere i diritti civili dall'autoritarismo. Sindacati, gruppi religiosi e cittadini stanno sperimentando forme di sciopero generale per ostacolare le deportazioni e difendere i diritti civili dall'autoritarismo crescente.

Big Beautiful Bill, è la nuova legge di bilancio varata dagli Usa. Taglia esponenzialmente i sussidi per le rinnovabili, rischia di far perdere l’assicurazione sanitaria a 12 milioni di cittadini, alza il debito pubblico del Paese, per chi? Per che cosa? Per finanziare un massiccio taglio delle tasse di cui beneficerà soprattutto la fascia dei ricconi.

In un documento di 1.000 pagine di provvedimenti, è previsto anche un super finanziamento per le Agenzie che si occupano di confini e immigrazione. In totale, garantisce $170 Mld, di cui ben 75 nelle tasche dell’ICE, la forza di polizia responsabile del controllo dell’immigrazione, che diventa la forza dell’ordine più finanziata del Paese, con un budget superiore a quello di molti eserciti occidentali e arriverà ad assumere circa 10.000 nuovi agenti. Questa forza di polizia è nata, insieme al nuovo Dipartimento per la Sicurezza Interna, dopo gli attentati dell’11 settembre, come valvola per pilotare l’immigrazione da fattore di crescita economica del Paese in problema di sicurezza nazionale e in fattore di rischio.

$45 Mld del budget verranno utilizzati per la costruzione di nuovi centri di detenzione, per poter arrestare una crescente massa di gente, con uno stanziamento totale superiore a quello dell’intero sistema federale delle carceri americane. In pratica, il primo centro di detenzione per irregolari viene costruito nelle Everglades, regione della Florida con clima tropicale; Trump e la Segretaria alla Sicurezza Interna, Kristi Noem, hanno visitato il luogo, lo hanno battezzato Alligator Alcatraz.     Ha anche schernito i galeotti: dovranno imparare a evadere correndo a zig-zag, per non farsi prendere dai coccodrilli che popolano l’area. Costa circa $450 M l’anno, budget per la realizzazione di 20 nuovi centri similari. Che ci fa l’Amministrazione con tale massa di denaro?

Coltiva l’aumento delle carcerazioni e dei successivi rimpatri, anche di immigrati irregolari non accusati di alcun crimine, per poter raggiungere l’obiettivo magico: 3.000 arresti al giorno.

Responsabile delle politiche sempre più dure e controverse del Governo contro l’immigrazione è Stephen Miller, consigliere di Trump sin dall’inizio del suo primo mandato nel 2017 e che si sente responsabile di incarnare la visione politica radicale del Presidente. Contrario all’immigrazione sin da giovane, convinto che il fenomeno abbia portato gli Usa troppo a sinistra, oggi, come predica il New York Times, ha un controllo indiretto su tutti i Dipartimenti che se ne occupano, dalla Sicurezza interna alla Giustizia. A lui si deve l’inasprimento di arresti di questi mesi basato sul mantra: ieri la politica era cercare gli immigrati con precedenti penali, oggi tutti gli irregolari sono nel mirino. Miller ha apertamente consigliato di andare a presidiare le catene che assumono lavoratori migranti, per trovare più facilmente irregolari in cerca di un’occupazione e arrestarli. È quello che è accaduto il mese scorso a Los Angeles e che ha dato vita alle proteste che hanno portato Trump a richiedere l’intervento in città della Guardia Nazionale, contro il parere della sindaca Karen Bass e del governatore Gavin Newsom. Questo ha notevolmente aumentato il numero di detenzioni, con 94.906 arresti fino a metà giugno, di questi almeno 1.000 al giorno a partire da maggio e ben lontani dall’obiettivo di 3.000.

I cittadini statunitensi, non fanno i salti di gioia per queste nuove politiche migratorie. In campagna elettorale Trump aveva avuto vita facile giurando di arrestare tutti i criminali, ma nei fatti le operazioni non si sono svolte così. Se Tom Homan, il responsabile del controllo dei confini, aveva inizialmente detto che gli arresti avrebbero riguardato i peggiori del mondo, oggi l’ICE cerca di catturare tutti gli illegali presenti sul territorio americano, qualunque sia la loro condizione di fronte alla giustizia, nel tentativo di arrivare alla cifra richiesta dal Governo.

Per farlo, Peter Thiel, miliardario ombra di Trump, auto proclamatosi il burattinaio di una massa di individui che ritiene inferiori, con la sua azienda Palantir fornisce gli strumenti per combinare i dati presenti nei sistemi governativi in modo da velocizzare gli arresti. A Los Angeles, nei dieci giorni che hanno portato alle rivolte, secondo New Republic, il 58% delle persone messe in stato di detenzione non era mai stata citata in giudizio per alcun crimine. Inoltre, più del 75% del totale degli arrestati finora in tutti gli Usa non ha condanne penali, se non infrazioni minori legate alla guida. Ad aprile, il 53% degli americani era contro queste tattiche. Perché? Una larga maggioranza degli abitanti è aperta a deportare i criminali e a tenere a bada il confine, evitando l’arrivo in massa di nuovi migranti, ma non concorda a colpire gente che già si trovi sul territorio americano, lavori e rispetti le regole.

Inoltre, nell’ultimo mese sono sempre più lampanti le modalità violente con cui ICE arresta le persone: sabato 24 gennaio un gruppo di agenti ICE, secondo le prime ricostruzioni, circonda e fredda una persona accusata di essere armata e pericolosa. A questo si aggiunge l’episodio ormai virale dell’uccisione di una cittadina in auto, ci sono video che mostrano una donna presa dopo averle spaccato il vetro dell’auto, un addetto alle pulizie inseguito da un agente con un fucile semiautomatico, cittadini americani a cui viene imposto con la forza di cancellare i video con cui si documentano gli arresti, utilizzo di gas lacrimogeni e granate stordenti in assetto tipico di guerra. Per di più, gli agenti possono compiere le loro operazioni a volto coperto, rendendosi di fatto irriconoscibili e causando ancora più paura nella popolazione. Per questo, i senatori democratici stanno cercando di portare avanti un progetto di legge, il VISIBLE Act, che richiederebbe alle forze ICE di non mascherarsi. Dati i rapporti di forza al Congresso, non passerà.

Il modo in cui l’Amministrazione si pone verso queste tattiche violente non è solo di approvazione, ma anche derisorio nei confronti delle persone migranti. Una visione sempre più disumanizzante degli irregolari, che non fa mistero del fatto che è proprio la loro condizione di irregolarità a renderli obiettivi delle forze dell’ordine, e non le loro fedine penali. Da inizio anno 13 persone sono morte in custodia all’ICE, e nel frattempo sono stati tagliati i fondi alle Agenzie che dovevano monitorare su questi decessi.

Inizio modulo

Fine modulo

Il target di 3.000 arresti al giorno, totalmente autoimposto dal Governo, continua a non essere raggiunto: una nuova idea per aumentare il numero, come segnalato da Vox, è di denaturalizzare cittadini, in modo da poterli deportare. Una tattica utilizzata durante il maccartismo per colpire i comunisti, in un periodo in cui gli Usa denaturalizzavano circa 20.000 persone all’anno, che l’Amministrazione vorrebbe utilizzare su larga scala. Il General Attorney Pam Bondi intende colpire chi mette in pericolo la sicurezza nazionale, affermazione molto vaga, già usata per revocare i visti agli studenti che avevano partecipato alle manifestazioni per l’invasione di Gaza.

Poiché gli agenti possono arrestare senza mandato, a volto coperto, avendo come obiettivo gli immigrati irregolari e chi sembra un migrante irregolare, i cittadini, soprattutto quelli di origine latina, hanno paura ad uscire di casa. In un Paese che sembra avvicinarsi a grandi passi a uno Stato di polizia, in cui alcuni sono arrivati a uscire con il passaporto per dimostrare velocemente la propria cittadinanza, un conduttore radiofonico di Los Angeles ha detto fuori dai denti: Oggi si ha paura ad avere la pelle scura.

(Consultazione: Rapporti  sicurezza interna ICE; Mattia Marasti giornalista, Marco Arvati giornalisti Valigia blu; New York Times; New Republic; Vox; Palantir, Società consulenza governativa)

 

Inserito il:25/01/2026 11:44:44
Ultimo aggiornamento:25/01/2026 11:49:46
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)


Questo sito non ti chiede di esprimere il consenso dei cookie perché usiamo solo cookie tecnici e servizi di Google a scopo statistico

Cookie policy | Privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology | 04451716445