In questo sito utilizziamo dei cookies per rendere la navigazione più piacevole per i nostri clienti.
Cliccando sul link "Informazioni" qui di fianco, puoi trovare le informazioni per disattivare l' installazione dei cookies,ma in tal caso il sito potrebbe non funzionare correttamente.Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK]
Aggiornato al 16/12/2017

William Hogarth (Londra, 1697 - 1764) - Soliciting Votes - 1754

 

Referendum Fantozziani

di Tito Giraudo e Claudio Bellavita

 

Ricevo dall’amico Claudio Bellavita:

Han cominciato Lombardia e Veneto, le regioni governate dalla Lega, a indire referendum per avere anche loro uno “statuto speciale”. E immagino che in ogni altra regione ci sia qualche populista che pensa di raccattare voti proponendo la stessa cosa e andando in giro a proclamare la sua volontà indefettibile di lottare con lo stato centrale. Cioè dovremmo passare i prossimi secoli col bilancino in mano a discutere che spetta qualcosa di più alla Lombardia perchè è la più ricca, al Veneto perchè è il più cattolico, alla Toscana perchè ha le banche più massoniche e scassate, al Lazio perchè ha la capitale, al Piemonte perchè ha fatto l’unità d’Italia, alla Liguria perchè discendono dai neanderthal e via cazzeggiando.

A me sembra che, se mai, dopo 70 anni dalla costituzione, siano da abolire le regioni a statuto speciale, con un bel referendum di riforma costituzionale, preceduto da una commissione di indagine sugli sprechi e gli insuccessi delle costosissime regioni a statuto speciale.A partire dalla Sicilia, di cui bisognerà conteggiare il personale e i costi del medesimo e confrontarlo con l’incapacità decisionale, dall’Alto Adige dove la Volkspartei è un’associazione a delinquere, dalla Val D’Aosta che sta per fallire per sostenere il casinò dove tutti quelli che han fatto i consiglieri regionali han fatto assumere un parente, e adesso che non serve più alla ‘ndrangheta per riciclare non ci va più nessuno. Non so molto della Sardegna e direi che il Friuli va preso a esempio per come funziona la sanità: ma prima che tutti gli italiani ci si trasferiscano sarà meglio mandarci gli assessori regionali a imparare.

E mentre ci siamo, pur nel massimo rispetto delle autonomie, che però non comprendono l’autonomia di buttare i soldi dalla finestra, raccogliere le firme per un’azione collettiva alla Corte dei Conti per i 70 milioni (140 miliardi delle vecchie lire, ci si fa un grande ospedale ruberie comprese) che Maroni ha buttato per comprare dei tablet che per il voto referendario non han funzionato. Da chi li ha comprati? e quanta è stata la tangente? Non dimentichiamo che si tratta della regione dell’eterno Formigoni...

 

Carissimo Claudio,

Hai ragione da vendere. Sono convinto però che il vero scopo di un tale spreco di tempo e di denaro per un referendum dichiaratamente consultivo, sia stato quello di risolvere alcuni problemini in casa Lega.

La nazionalizzazione della Lega con l’abolizione del Nord dal logo, forse ha creato qualche perplessità nei pur fedelissimi leghisti, secondi solo ai grillini.

Ci stiamo preparando all’ennesima campagna elettorale della non troppo lunga storia politica di questo Paese. Usciti faticosamente da un periodo di profonda recessione, vediamo Partiti politici che da una parte fanno a gara a spararle grosse, dall’altra si guardano bene di avvisare gli italiani che il piatto piange e qualsivoglia forza politica dovesse governare non potrebbe mantenere quanto promette in campagna elettorale.

Personalmente, credo siano due i grandi temi che dovrebbero essere in campo: il lavoro e il welfar. Entrambe le problematiche, ahimè, prescindono dalle possibilità di chi potrà governare questo Paese, poiché sono soprattutto il frutto di eventi che pur essendo in sé positivi, nel breve termine, richiedono decisioni impopolari.

Mentre i Partiti si palleggiano responsabilità, non hanno una visione strategica di problemi nati soprattutto in questo terzo millennio: l’automazione che è la vera causa della disoccupazione) e l’allungamento esponenziale delle speranze di vita, cosa in se magnifica ma aimè, perniciosa per i conti previdenziali e per la speranza di poter mantenere questi, sia pur poco esaltanti livelli, per le future generazioni di pensionati. Il tutto, con un debito pubblico crescente e politici che si fanno vanto dell’eventuale sforamento.

Quali sono le risposte del mondo politico?

Da sinistra lo ius soli e il fine vita, per vellicare la cosiddetta società civile.

Da destra: il ritorno agli sprechi previdenziali e all’improbabile riduzione della pressione fiscale impossibile, senza affrontare alla radice gli sprechi e le inefficienze della pubblica amministrazione.

Ma torniamo ai referendum. In sé potrebbero anche avere una giustificazione perché è indubbio che, chi produce, paga le tasse e amministra un po’ meno indecentemente, possa disporre di maggiori risorse. Nella realtà, quanto avviene in Lombardia e nel Veneto è virtuoso solo se paragonato: alla Sicilia, alla Calabria e alla Campania (e non sono le sole). Il premio del cosiddetto virtuosismo, a mio parere, potrebbe essere solo quello di non essere commissariate come invece dovrebbe succedere per Regioni e Comuni in piena bancarotta. Davvero non si spreca al Nord? Davvero municipalizzate e partecipate a go go, non rubano il denaro dei contribuenti?

Ci lamentiamo con ragione delle burocrazie europee, ma le nostre? Vi sembra possibile che ogni Regione italiana dalle più grosse alle più piccole ripropongano le macchinosità e le inefficienze della struttura politico amministrativa nazionale? Vi sembra possibile che si faccia credere ai cittadini che la soluzione sia l’abolizione dei vitalizi, che in sé, sono una schifezza ma che in pratica sposterebbe ben poco i conti dello Stato?

Sarei tentato di sostenere che l’altro problema di facile pubblicizzazione è la riduzione dei Parlamentari, ma devo prendere atto che con l’ultimo referendum costituzionale gli Italiani hanno detto che gli stanno bene così come sono, e quindi di ciò, taccio.

Se la lega avesse veramente a cuore l’autonomia regionale, invece di indire referendum chiedendo agli elettori l’ovvio, porrebbe il tema di nuove ed efficienti macroregioni rispetto la realtà europea. Ma la lega si è scoperta sovranista e nazionalista e con loro, i grillini e parte della sinistra.

Io non so se sia giusto chiamarli populisti, a me basta considerali pericolosi, nel momento in cui le forze un tantino più responsabili (ma proprio solo pochino): PD e Forza Italia, invece di indicare agli italiani una via possibile, si preoccupano di allearsi con il fronte degli sfascisti per una manciata di seggi elettorali che tutto sommato non garantiranno certo la governabilità ad alcuno.

Lo spettro dello sfascismo che si era allontanato dalla Francia, sta cupamente ritornando nella pur virtuosa Germania il che, non lascia presumere nulla di buono, neppure da noi, dal momento che Renzi vuole sfidare Berlusconi e quest’ultimo tornare a governare…..magari con il deambulatore.

 

Scarica l'articolo in PDFgenera pdf
Inserito il:25/11/2017 20:00:35
Ultimo aggiornamento:25/11/2017 20:08:34
Condividi su
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
nel futuro, web magazine di informazione e cultura nel futuro, archivio
Questo sito utilizza cookies.Informazioni e privacy policy
yost.technology