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Aggiornato al 21/09/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Leon Zernitsky (Russia, 1949 - ) - Partnership

 

Finalmente la sinistra italiana pare mettere giudizio

di Giorgio Panattoni

 

L’ultima intervista di Speranza, portavoce di MDP, i bersaniani fuori usciti dal PD, fa chiarezza sulle loro intenzioni.

Dopo una dura e continua campagna contro Renzi e il suo governo, e il suo PD, e le sue scelte, e le sue alleanze, finalmente una dichiarazione che lascia sperare almeno in un accordo elettorale.

La destra è forte e aggressiva, rischia di vincere, è il nostro avversario e dobbiamo combatterlo, dice Speranza, quindi troviamoci e discutiamo, troviamo un piano di intesa che renda possibile ritrovarci per una battaglia da fare insieme.

Le posizioni di partenza, secondo gli ultimi sondaggi, sono le seguenti (in politica è sempre bene capire bene i rapporti reciproci)

PD 26,7%

MDP 2,9%

Quali sono le proposte di Speranza per aprire il confronto?

  • Ridiscussione della LEGGE ELETTORALE. Introduzione delle preferenze, aumento del numero dei collegi, introduzione del voto disgiunto
  • revisione delle riforme realizzate e quindi modifica sostanziale del JOBS ACT, DELLA RIFORMA DELLA SCUOLA, DELLA ESPERIENZA SCUOLA -LAVORO, ETC
  • “RADICALE DISCONTINUITA’” NELLA IMPOSTAZIONE POLITICA DELL’AZIONE DI GOVERNO
  • NEGAZIONE DELLE ALLEANZE REALIZZATE

Viene spontanea una domanda: è una proposta di incontro e di apertura di un tavolo negoziale o l’ennesima proposizione di una richiesta di LEADERSHIP e di guida della alleanza?

E naturalmente, dice Bersani, la porta si chiuderà se la risposta del PD sarà “arrogante”.

E’ bene fare qualche considerazione politica su quanto sta avvenendo in Europa.

Le forze che nelle ultime consultazioni elettorali si sono schierate a sinistra, ribadendo la loro autonomia politica e proponendo programmi socialdemocratici più o meno radicali hanno sonoramente perso, alcune addirittura hanno rischiato di sparire.

E’ avvenuto clamorosamente in Francia, è avvenuto in Germania, è avvenuto in Austria, è avvenuto nella Rep Ceca.

La forte ventata di populismo e di destra, talvolta estrema, sta diventando un uragano che sta travolgendo i riferimenti storici in quasi tutti i paesi.

A questo si sono recentemente aggiunti i movimenti indipendentisti, tesi a lucrare posizioni economiche di privilegio da utilizzare autonomamente nei territori, anche travolgendo costituzioni e assetti definiti per legge, come in Catalogna.

E accenni forti in questa direzione si sono registrati anche in Italia con i referendum consultivi (quindi nell’ambito istituzionale) di Lombardia e Veneto.

Che avranno credo forte impatto nella prossima campagna elettorale.

Non sfugga il fatto che oggi la Lega nei sondaggi, prima dei referendum, ha più consensi di Forza Italia (15% contro 14,1%).

Il che significa che Salvini rivendicherà, come più volte ha affermato, la guida del possibile governo della coalizione.

L’insieme di queste considerazioni e di questi fatti dimostra che oggi, nel clima che si è venuto a creare in Europa, e che in Italia è ancora più caratterizzato dalla presenza dei Cinque Stelle (oggi 26,9%) I PROGETTI PROGRESSISTI E RIFORMATORI SONO IN FORTE MINORANZA E CHE QUELLI DI SINISTRA PIU’ O MENO ESTREMA SONO DEL TUTTO TRASCURABILI.

Appare quindi poco utile una forte sterzata a sinistra se si vuole contrapporre un progetto vincente alle coalizioni populiste e di destra.

In Italia poi sarebbe utile smettere di discutere su quella che viene definita governabilità, intendendo con questo termine un governo espressione omogenea di una coalizione politica. Situazione che è tramontata in Europa, dove dappertutto è necessario ricorrere a coalizioni tra schieramenti diversi. E che in Italia è impossibile.

Ovviamente si potrebbero realizzare condizioni di “governabilità” ricorrendo a forti premi di maggioranza, peraltro del tutto conflittuali con la espressione di una volontà popolare direttamente collegata al risultato finale.

E allora?

In Italia le vie possibili dopo le elezioni sono tre:

 

  • ALLEANZA COALIZIONE DI CENTRO-DESTRA CON CINQUE STELLE (OGGI 61%)
  • ALLEANZA COALIZIONE DI CENTRO DESTRA CON COALIZIONE DI CENTRO SINISTRA ALLARGATO (OGGI 65%)
  • ALLEANZA CENTRO SINISTRA ALLARGATO CON CINQUE STELLE (OGGI 58%)

 

I NUMERI NATURALMENTE VARIERANNO IN FUNZIONE DEI PROGRAMMI, DELLE ADESIONI E DELLE ASSEGNAZIONI DELLE POLTRONE.

OVVIAMENTE NESSUNO E’ IN GRADO DI GOVERNARE DA SOLO.

Una riflessione sul dopo sarebbe quindi quanto mai opportuna, anche per proporre tavoli di confronto e per evitare veti impossibili e irrealistici.

Del resto una recente statistica ha dimostrato come PD e Forza Italia negli ultimi mesi abbiano espresso un voto comune tre volte su cinque.

Aspettiamo l’esito del tavolo proposto da Speranza, se si aprirà, ma le premesse sono quanto mai fragili.

 

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Inserito il:23/10/2017 16:29:32
Ultimo aggiornamento:23/10/2017 16:36:11
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