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Aggiornato al 20/04/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Martin Chiu (Chiayi, Taiwan, 1940 - 2012) - Wind’s Whistle (2006)

 

Fischia il vento, arriva la bufera

di Gianni Di Quattro

 

Enrico Letta è il nuovo segretario del PD, il partito più forte della sinistra in questo paese. Gli altri partiti che si ispirano alla sinistra o quanto meno, come dicono, al centro sinistra, hanno consistenze irrilevanti da un punto di vista quantitativo, possono forse rappresentare movimenti di opinioni, case di riposo per chi ha provato senza riuscirci a fare altro o vuole provare l’illusione della popolarità, ma non possono essere considerati dei veri e propri aggregati politici in grado di influenzare il potere e gli intrecci economici e sociali del paese.

La verità è che con la nomina di Letta, persona degnissima sul piano umano e professionale, si va completando la espulsione dai quadri politici, istituzionali e direzionali in genere di protagonisti che non appartengono al pensiero liberale e conservatore. Scompaiono del tutto leader e protagonisti provenienti dalla cultura marxista e socialista. È vero che molti vanno parlando di liberal socialismo, ma i due mondi sono diversi sul piano della dottrina, come pensare al modello cinese che è comunista socialmente e liberale nella economia. In alcuni paesi, come gli Stati Uniti, il termine liberal è sinonimo di socialista e forse anche di comunista, comunque di progressista, ma è un fatto solo relativo alla cultura di quel paese.

Il fenomeno non è relativo solo al nostro paese, ma è un fenomeno   globale. Non ci sono più un po’ dovunque partiti organizzati e influenti che si pongono come principale obiettivo il perseguimento della giustizia sociale, che cercano di combattere le diseguaglianze sempre più accentuate, che possono rappresentare un argine contro le elite finanziarie e tecnologiche che stanno assorbendo i poteri, tutti i poteri, mentre tutto questo avviene con la democrazia che rappresenta solo uno sfondo nel palcoscenico della vita di tutti e che si allontana sempre più con studiata lentezza ma decisamente.

Tanti giustificano quello che accade con la necessità di aderire alla modernità, al processo di cambiamento in atto, dicono che siamo in un momento critico perché è il momento di transizione, alla diffusione della tecnologia che governa e soprattutto governerà sempre di più la nostra vita, al fatto che ancora una larga parte della popolazione ha una età non compatibile con questa diffusione  tecnologica e che tuttavia il processo è in atto, è irreversibile e non tanto lontano, quando fra  un paio di decenni la parte della popolazione non attrezzata per questo tipo di  futuro non ci sarà più o sarà relegata in un dimenticatoio sociale.

Questa prospettiva si manifesta già con l’aumento della violenza e la cancellazione di tutte le conquiste sociali in tanta parte del mondo e con l’indifferenza del resto del mondo, di quello che comprende quella parte che sinora abbiamo considerato aperto ed evoluto socialmente, che per conto suo continua scivolare verso un passato vestito da futuro e forse ancora più ingiusto e violento quantomeno sul piano umano e sociale. Io provo una grande tristezza e penso che quello che accade non è un buon viatico per i giovani di oggi.

 

 

Inserito il:19/03/2021 11:55:14
Ultimo aggiornamento:19/03/2021 12:01:31
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