In questo sito utilizziamo dei cookies per rendere la navigazione più piacevole per i nostri clienti.
Cliccando sul link "Informazioni" qui di fianco, puoi trovare le informazioni per disattivare l' installazione dei cookies,ma in tal caso il sito potrebbe non funzionare correttamente.Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK]
Aggiornato al 23/05/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Axel Scheffler (Amburgo, 1957 - ) -Idea for a EU heraldic animal (Drawing Europe Together 2018)

 

Dichiarazione “scemiseria” di non voto

di Tito Giraudo

 

E ci risiamo….

Manca meno di un mese alle elezioni europee e io che sono di quelli (pochi) che non si vergognano di dire per chi votano, non so che dirvi, cari futuristi.

Un paio di giorni fa, colto da disperazione perché stavo di merda, pieno di dolori sconosciuti che fortunatamente il mio amico Nino Boeti, amico, medico e piddino, ha mandato via, guardavo in negativo e quindi ragionavo su chi non votare: una sola risposta, i Grillini.

Poi il ragionamento è andato per esclusione: non voterei Lega, ma se servisse veramente per far cadere questo Governo sciagurato, chissà…... Non voterei PD perché è tornato ad essere il vecchio Partito con l’obbiettivo di smacchiare, non più un solo giaguaro ma due.

Ritengo che la puzza delle lavanderie sia insopportabile.

Aggiungo che non voterò PD, nemmeno per le regionali. D’altronde il candidato regionale è l’immarcescibile Chiamparino.

Mi capitò di sentirlo alla commemorazione dello storico Direttore della Stampa: Frassati.

Parlò, quasi solo della Tav. Mi chiesi se non era bollito. Poi venne il magnifico movimento delle “madamin” che al di sopra dei Partiti rivendicavano lo sviluppo del Piemonte.

Quando una “madamin” dichiarò di candidarsi nel PD e le altre hanno fatto le gnorri, poi alla seconda manifestazione, eccoti le bandiere Piddine, tutto è stato chiaro e la strumentalizzazione evidente. Non tanto per i SI TAV che finita la campagna elettorale ritroveranno una coesione dal momento che i due candidati che si confronteranno saranno quello del PD e di FI, entrambi per la Tav, ma il boccino sarà in mano del Governo che finché starà in piedi troverà solo compromessi e allora la posizione della lega farà comodo.

Se il PD si illude di prendere un solo voto in più perché ha imbarcato la “madamin”, che sicuramente già votava per il PD, si illude. Certo chi come me aveva visto con simpatia la posizione defilata sarà sicuramente deluso, perciò non credo che in fin dei conti il PD sposterà l’asse della bilancia.

Non voterei Forza Italia perché il bollito mi piace misto, anche con un po’ di testina e oggi la testa di Forza Italia mi serve un bollito ottantenne che, per simpatico che sia, a un quasi gourmet come il sottoscritto rischia di essere troppo “gurign”, come si dice in Torinese.

Non voterei Fratelli d’Italia perché la destra-sinistra, statalista e sovranista per me è indigeribile.

Ma come fa uno come Crosetto che reputo intelligente, a reggere la coda alla pur tostissima Giovanna D’Arco che ideologicamente è lontana da me come la terra nel confronto con il Buco nero.

Sul mio non voto ai sinistri cespugli, ritiro persino la giustificazione.

Due giorni fa soffrivo come un cane non riuscendo nemmeno a compiere il rito della lettura dei giornali seduto sul water; ecco la spiegazione del perché il mio pessimismo politico aveva raggiunto l’apice.

Stamani sono riuscito a infilarmi le calze e quindi vedo tutto più rosa, anche perché il decoratore che è stato mio ospite pagato per 15 giorni ci ha felicemente lasciati e allora mi dico: - Caro Titino, hai sempre votato, non vedo cosa è cambiato perché tu non lo faccia anche quest’anno.-

Una mia amica che mi ha dato una grossa mano per fare il convegno sull’intelligenza artificiale, Benedetta Cosmi, mi ha fatto sapere di essere in lista alle europee per Forza Italia.

Ho conosciuto Benedetta una sera al Pannunzio, dove con la Elsa Fornero presentava un suo libro.

Benedetta fa parte del mondo sindacale della FIM CISL che oggi reputo il più avanzato. Sono un europeista convinto e quindi ritengo che la qualità degli eletti debba farci superare gli schieramenti.

Non è ancora una dichiarazione di voto, ma si avvicina e avrebbe fatto il paio con il mio voto al PD se in lista ci fosse stato un amico che stimo.

Qui veniamo al nocciolo del discorso politico.

Come mai un Lib-Lab come me (a ben vedere più Lib che Lab), deve ricorrere alle simpatie personali pur di giustificare un voto?

Tra la sinistra antifascista di maniera che sogna di riprendersi i cretinetti grillini e la destra, ahimè salvinista poiché Berlusconi finché campa, mi dovrà dire chiaramente se sta con Salvini o con Maroni, fregandosene dei voti (provvisori) che prenderà Salvini, perché un Centro Destra a trazione Salvini, sovranista, antieuropeista e pallista, secondo me non farebbe certo bene al Paese.

Più volte ho detto che Salvini non è un fascista, a guardare bene sembra un po’ comunista.

“Quota cento” è di sinistra come il reddito di cittadinanza e anche se il secondo l’ha votato, forse fingendo il collo torto dato che pensava se dispiaceva al nord, piaceva al sud, suo nuovo bacino elettorale (ancora più provvisorio).

Io non sono contro le misure in direzione dei ceti deboli, credo profondamente però che il meccanismo della redistribuzione, venga dopo quello dell’accumulazione, dopo di che ci penseranno (fin troppo bene) i Sindacati al riequilibrio.

Sta arrivando un’altra pensata “de sinistra”, il salario minimo garantito.

Anche su ciò, non sono certo contrario per principio.

Ma vi sembra che con una disoccupazione all’11 e quella giovanile al 34, favorirà l’occupazione? Ma che ci sta a fare il sindacato?

Vero che la CGIL rifiuta pervicacemente di affrontare i contratti d’area, ma, da quando deve essere lo Stato a decidere i livelli salariali?

Lo Stato deve essere arbitro, non giocatore o peggio tifoso.

Il delirio Grillino è andato a cimentare quei bravi ragazzi che portano le pizze e similari, arrivando all’eccesso per cui questi che a differenza di Di Maio sanno fare due conti e quindi, se la pizza in pizzeria, fragrante appena uscita dal forno costa 8€, ma anche meno, quella portata in casa potrà costarne 10 ma non 20, un giusto equilibrio lo potranno trovare i Riders se si organizzeranno sindacalmente, possibilmente senza turbare troppo i fragili equilibri di mercato. In questo momento il Decreto Dignità basta e avanza e i risultati sull’occupazione iniziano a vedersi.

Che sta succedendo? Capendo quei lavoratori di essere in un vicolo cieco e non volendo l’onta elemosiniera dei Grillini, i più fantasiosi e magari “de sinistra”, non potendosela prendere con noi poveracci, se la stanno prendendo con i riccastri famosi che notoriamente sono “de sinistra” pure loro, in genere spilorci ed evasori fiscali, minacciando di rivelare in caso di mancata mancia, i loro dati più o meno sensibili: i primi agenti infiltrati di quel genio di Bonafede.

Morale della favola. Tutti i nuovi lavori partono squilibrati, nella prima fase sono tanti gli investimenti fatti e gli oneri da recuperare. Meglio non far morire sul nascere il nuovo perché il vecchio sta male. Cinismo o realismo? Fate voi….

Nel caso delle Pizze da asporto, se non volete essere complici del bieco sfruttamento, alzate il c…! e andate a mangiarvela calda, fragrante e più a buon mercato in pizzeria.

Capirete cari amici che ho le idee confuse su chi votare, ma non su chi non votare. Alla prossima…

(Continua)

Scarica l'articolo in PDFgenera pdf
Inserito il:01/05/2019 19:15:46
Ultimo aggiornamento:08/05/2019 14:25:33
Condividi su
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Questo sito utilizza cookies.Informazioni e privacy policy
yost.technology