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Aggiornato al 23/10/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Peter A Cerreta (from Palm Coast, Florida - United States) – Liar Liar Liar

 

Intelligence cinese e arte dell’inganno

di Vincenzo Rampolla

 

Se la verità venisse a galla, il Partito Comunista Cinese (PCC) perderebbe la faccia, a livello nazionale e internazionale. Parliamo delle origini del virus. Per sfruttare l’occasione, che c’é di meglio di un dibattito confuso, inconcludente e rinviato a ogni starnuto di Xi Jinping, il Sovrano Imperatore? La sua mossa preferita è il gioco del labirinto, in meandri di corridoi dalle porte inviolabili. Secondo l’adagio cinese: Le serrature diverse devono essere aperte con chiavi diverse, come uscirne allora con un’unica porta con la chiave giusta? Cavarsela senza un graffio, a colpi di coda e di sgomitate, con il putiferio planetario scatenato da una pandemia che ha provocato più di 180 milioni di contagi e sotterrato quasi 4 milioni di persone, non è una bazzecola. E i vantaggi economici, sociali e politici potrebbero anche essere eccellenti per lui e per il resto del mondo, rafforzando sempre più l’immagine sua e il potere del Drago, dell’RPC, la Repubblica Popolare Cinese.

Fin dal principio, la Cina non ha fatto che intralciare le indagini. È stata contro. Totalmente.

È andata ben oltre il puro e semplice nascondere i fatti e ha condotto una massiccia campagna di disinformazione. Strategia vincente. Sembra che l’UE e gli Usa chiedano ora una rinnovata indagine sulle origini del coronavirus. Invitano svogliatamente la Cina a cooperare al meglio e a dare libero accesso agli Ispettori. Dovrebbero essere scontri infuocati con il PCC, messo alle corde, soprattutto dopo che Jake Sullivan, Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Mister Joe Biden, ha dichiarato il 20 giugno che gli effetti della mancata cooperazione darebbero il via all'isolamento internazionale. Non perde l’occasione per ricordare anche che la Cina è stata severamente condannata dagli Usa e da altri Paesi per il genocidio contro la minoranza etnica degli Uiguri. Bocche cucite. Nessuna conseguenza. Chi paga i funerali?

E sul coronavirus approccio blando, timido, da questuante, da chierico imberbe: quando mai un dossier finale d’indagine verrà terminato e consegnato? Non sarebbe ora di tirare fuori gli attributi con la Cina? Tutti lo sanno e tutti tacciono. Chi dice che la forte iniziativa unitaria Usa - Alleati andrà in porto? Nessuno: fallirà. Ha trasgredito i princìpi dell’etica sociale e smentisce la responsabilità per ciò che ha fatto. Nonostante i dubbi sull'origine del virus, che motivo ha Xi di cambiare la sua strategia di vigliaccate e di inversioni di rotta? Ce l’ho fatta, questo pensa. Questo, dice il suo silenzio. Mi godo la buona riuscita. Ne sono venuto fuori.

In effetti, la Cina si è preparata per il giorno in cui potrebbe essere sottoposta a maggiori pressioni e controlli. Ad aprile 2020, i rapporti confidenziali diffusi da fonti europee indicavano che l'apparato di intelligence cinese aveva eliminato definitivamente tutte le tracce di prove del legame tra l'Istituto di Virologia di Wuham e una Divisione di armi biologiche che operava all’interno. Aveva anche cancellato ogni prova dei suoi collegamenti con l'Esercito di Liberazione del Popolo (PLA). Le informazioni che il virus era il risultato di una fuga di laboratorio erano state cancellate per sempre. Non solo la Cina è stata bugiarda, ma si è anche lanciata in una massiccia operazione di disinformazione e di propaganda. Vediamo bene che cos’ha fatto. A partire da marzo 2020, le fonti hanno indicato che il PCC aveva organizzato un'operazione con oltre 2.000 cinesi e $3 miliardi in cassaforte finanziati per insabbiare la storia. Compito primario: garantire che la teoria secondo cui il virus si era sviluppato naturalmente avrebbe prevalso e che quella delle fughe di laboratorio sarebbe stata interamente smentita. Secondo fine: la Cina aveva saputo controllare il virus nel Paese ed era uno dei principali attori nel ridurre al minimo l'impatto a livello mondiale. Per chiudere in gloria, ha cercato di dipingere Usa e il Presidente in carica come canaglie incapaci di reagire alla minaccia. Tutto chiaro e in linea con il gioco del labirinto e l’arte dell’inganno.

E ora, in risposta all'annebbiamento messo in piedi, la comunità internazionale sembra incapace di andare oltre la vuota minaccia di chiedere all’OMS di dare seguito alla sua indagine originale, peraltro inadeguata, e lanciarne un'altra. Per l'Occidente è imbarazzante mantenere l'OMS come Agenzia. Fin dall’inizio burattino della Cina, continua ad esserlo. Margaret Chan, cinese, per 10 anni è stata Direttore dell’OMS fino al 2017, sostituita da Tedros Adhanom, etiope, fortemente criticato per la totale incapacità di gestire la pandemia.

I suoi comunicati dell'OMS incensano la dedizione delle Autorità e la trasparenza dimostrata dalla Cina e al contempo criticano gli Usa accusandoli di alimentare paure e infamie per aver bloccato l'arrivo dei voli dalla Cina. Andiamo avanti. A metà febbraio gli esperti dell'OMS, reduci da un sopralluogo in Cina, esaltano Pechino per aver dispiegato il più ambizioso, agile e aggressivo sforzo di contenimento della storia; la diffusione del virus in altri Paesi travolge l'OMS e lo costringe a dichiarare la pandemia l'11 marzo 2020.

Da quando sono iniziate le vigliaccate cinesi? Xi ha barato da quando è stato invitato ad aderire al WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio). Forse barava anche prima, mentre progettava di aderire. L’11 dicembre 2001 la sua ammissione al WTO è avvenuta nella pigra e arrogante convinzione che i cinesi comunisti si sarebbero, come dire, occidentalizzati, diventando un po' simili a noi: copiando anche noi e il nostro stile, non solo abbigliamento, microchip e motori. Errore grave. Idiozia. Nel mondo libero nessun fronte unito di ferma condanna è nato né può intaccare la dittatura di Xi, innamovibile e imperturbabile con 2.000 anni di storia alle spalle. Troppo tardi. Mea culpa. 20 anni fa Xi entra trionfalmente nel WTO tenuto per mano dal padrino Bill Clinton, allora Presidente uscente che aveva scommesso sul crollo delle restrizioni doganali con la Cina. Da qui a 10 anni, disse, ci guarderemo indietro e saremo fieri di quello che abbiamo fatto. 5 anni fa, La Cina ha distrutto l'America, è stato lo slogan che ha portato Trump a Washington. E poi? La Cina avrebbe distrutto l'America intruppando milioni di esseri nel suo labirinto? Chi oserebbe obiettare all’Imperatore, Sovrano di un miliardo e mezzo di persone? Possiamo resistere alla sovversione culturale e al degrado di etica sociale attraverso la strategia del Ministero della Sicurezza di Stato della RPC? Possiamo fare amicizia con la Cina all'interno del nostro corpo politico o dobbiamo farla? Dobbiamo avere un Ministro degli Esteri che firma a occhi chiusi l’adesione alla Via della Seta e rompe le relazioni con l’Arabia Saudita congelando le licenze di esportazione di materiale bellico in ossequio alla maggioranza rivoltosa del suo Movimento? Liberati dalla zavorra, potremmo forse evitare la minaccia creata dal Drago, l’avversario più intelligente, paziente, crudele e inflessibile che abbiamo mai incontrato. Quanto è imbevuto Xi dei trattati dell'Arte della Guerra di Sun Tzu e dei Trentasei Stratagemmi degli Stati Combattenti? Quanto della percezione del potere del potere e del fatto che la sconfitta più elegante è quella subita dal disarmo morale del nemico?

Senza rendercene conto, apertamente, da almeno un decennio siamo in una guerra viscida e oscura con la nuova alleanza tra Cina, Russia, Iran e Corea del Nord (CRINK), atterrati e abbagliati nel Paese delle Meraviglie di Xi. Nel gergo dei burattinai cultori di Intelligence c'è un nome per questo: attacco ombra. Inserire l’arte dell’inganno e dell’attacco ombra e infilarsi in un nuovo corridoio alternativo del labirinto. Giocare a fare la guerra, insomma. Xi non ha bisogno di studiare manuali. Ce l’ha nel sangue il saper dare la chiave giusta all’avversario, obbligandolo con arte a cambiare di continuo corridoio, distraendolo, confondendolo alla ricerca della porta. L'attacco ombra lavora così, dall’arte militare a quella commerciale o politica, ovunque: Fase uno, Commettere atti di guerra non attribuibili, o fattibilmente negabili, che fanno avanzare il proprio potere nazionale e danneggiano fisicamente gli avversari, ma non si adattano agli standard legali tradizionali per mobilitarli a un formale risposta. Fase due: Fomentare il caos, fare avanzare la tesi della tua innocenza e sottolineare l'incompetenza dell’avversario attraverso la guerra dell'informazione. Un recente articolo a circolazione limitata porta l’esempio di due attacchi ombra: l'epidemia di covid e la denigrazione dei vaccini occidentali, entrambi destinati a coprire i perfidi maneggi dei Servizi di Intelligence comunisti cinesi sulle notizie della pandemia. È possibile che l’origine sia naturale, ma gli accertamenti ora stanno invertendo l'onere della prova oltre ogni ragionevole dubbio a favore del fatto che SARS-CoV-2 sia una fantasia originata dal cosiddetto guadagno di funzione (termine corrente dell’intelligence per dire, in due parole: mi va bene così) e che quasi certamente sia uscito per caso dall'Istituto di Wuhan per errori di procedure incomplete, errate o eseguite male. Le prime analisi biochimiche diacroniche (su evoluzione e mutazioni) e quelle forensi eseguite in Norvegia all'inizio del 2020 verranno pubblicate a breve con gli aggiornamenti, dopo un blocco forzato di oltre un anno. Un rapporto anglo-norvegese annesso, redatto da Sørensen/Dalgleish, noti virologi e vaccinologi, è stato sottoposto a embargo e ampiamente discusso nella stampa mondiale dopo una lettera pubblicata su Science il 14 maggio 2021; anch'essa è stata scritta da scienziati del settore; trova gravi carenze nell'indagine dell'OMS e chiede una revisione ben documentata e equilibrata dell'ipotesi di fuoriuscita dal laboratorio. Il documento è la risposta chiara e tonda. Il 26 maggio, il Presidente Biden ha ordinato un'indagine di 90 giorni da parte della CIA; il 2 giugno, c’è stata la diffusione di 860 documenti da parte del Washington Post spuntati fuori dalle e-mail di Anthony Fauci, immunologo di fama mondiale, dietro richiesta del FOIA (Freedom of Information Act). Dai dati è emerso chi, come, dove e quando è stata effettuata la manipolazione calcolata e voluta. Fortissima la pressione per mettere a tacere le malefatte dell’intelligence cinese. Il muro di protezione si è incrinato ed è destinato a frantumarsi. Ciò che interessa sono le implicazioni geo-strategiche di questa violazione: la RPC ha perso totalmente il controllo delle informazioni sul caso, gestito a puntino dal febbraio 2020, con la complicità dei compari occidentali di alto livello della Cina, in particolare Università e riviste scientifiche. Se allora il gruppo di comando di Xi ne era al corrente, come suggerisce la sua scomposta risposta verbale all'incaricato della CIA, non è forse il momento di scovare come sia nata una tale rete di complicità? Nel mondo dell'analisi dell'intelligence, questa tecnica è denominata Net Assessment (Valutazione netta) e subito balzata alla luce: reazioni da parte della RPC e di Xi che hanno evidenziato la perdita di controllo sull’informazione della pandemia e copertura con attacchi ombra. C’è l’imbarazzo della scelta: genocidio Uiguri, imminente guerra nel Mar Cinese Meridionale, accordo con l’Iran, intervento sul Bitcoin… Esempi illuminanti sono le sintesi dei due casi Iran e Bitcoin.

Iran. Nel 2016 Xi lancia l'idea di un importante accordo Cina-Iran durante la visita di stato. A fine 2019, Cina, Iran e Russia conducono le prime esercitazioni militari congiunte nell'Oceano Indiano. Nel giugno 2020 la bozza di un Iran Comprehensive Strategic Partnership nella politica della Via della Seta (One Belt - One Road) trapela da fonte iraniana: piange l'Iran per le condizioni capestro del contratto. La Cina concede un termine di 25 anni e investimenti nelle infrastrutture di trasporti, petrolio e gas per $400 miliardi in cambio di consegne di petrolio scontato e l'Iran diventa il 5° fornitore di petrolio della Cina: chi esulta e chi si piega.

Bitcoin. Colpito dal lievitare dei costi di estrazione del BTC, in fretta e furia Xi convoca le massime autorità bancarie minacciandole di gogna in caso di mancato arresto del mining della criptovaluta. Azione interna, tra eletti, pur di non delegittimare il mercato. Nessun rischio. La corsa alle criptovalute continua inarrestabile e tutti i cinesi del PCC stanno alla finestra e non alzano un dito. Chi è il regista? Se non lo fa un esterno, eroe candidato alla forca, lo fanno i cinesi. Conoscono il gioco: disinformare, ingannare e nascondere i fatti sul BTC chiuderà la storia come la pandemia. Nessun colpevole. Avanti con il prossimo attacco.

(consultazione:   pete hoekstra - parlamentare michigan - ex u.s. ambasciatore olandese; gatestone institute; gwythian prins - prof. emerito london school of economics, direttore csiru (cambridge security initiative research unit) - ex membro comitato strategico del capo staff difesa britannico; gatestone institute; giuseppe gagliano – start magazine; la repubblica)

 

Inserito il:09/07/2021 11:04:24
Ultimo aggiornamento:09/07/2021 11:12:41
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