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Aggiornato al 19/09/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Leo von Klenze (1784-1864) - Ricostruzione di Acropoli e Aeropago di Atene -1846

 

Partecipare alla vita politica - (6) Ultimo avviso ai naviganti

di Romeo Gazzaniga

 

Con questo articolo si conclude la serie di sei Corollari a supporto del Tema principale “Libertà (e Portafoglio sano) è Partecipazione” pubblicato il 22 ottobre 2016.

Ipotizziamo a questo punto che alcuni abbiano raccolto i reiterati inviti e abbiano stabilito, o stiano per stabilire, delle teste di ponte nei Partiti per tentare di metterli ad operare per il bene della collettività. A queste pattuglie d’avanguardia è dedicato questo articolo unitamente all’invito ad integrarlo per quanto possibile con i propri intendimenti.

Quando nasce un'Azienda, si progettano Statuti, si fanno programmi, scelte, si delineano indirizzi operativi e quant'altro.

Anche quando nasce una Nazione (o rinasce), si progettano Costituzioni, si fanno programmi, scelte, indirizzi, etc..

Però quando un'Azienda o una Nazione hanno 70 anni di vita non si può più parlare di programmi in quanto è dal bilancio esistente che traiamo le conclusioni quasi obbligatorie sul che cosa fare.

La situazione patrimoniale e finanziaria dopo tale lunghissimo tempo, condiziona ogni tipo di fantasia programmatica degli Amministratori in carica. Peraltro per la Nazione si dovrà anche tener conto del livello di welfare raggiunto dai suoi abitanti e della sua sostenibilità nel tempo, in quanto obiettivo statutario e ragione dello stare insieme.

La situazione del nostro Paese oggi è tale da imporre ai Partiti che concorrono alla guida della Nazione un unico testo di esame uguale per tutti, come accade nei concorsi pubblici, da svolgere cercando soluzioni secondo le capacità e gli intendimenti di ognuno dei concorrenti.

A titolo esemplificativo, ma di fatto quasi obbligato dall’analisi della realtà, scaturisce il seguente Tema che al suo interno tratta i seguenti Punti:

“Debito pubblico, Lavoro, Immigrazione, Welfare, Giustizia, Pubblica Amministrazione, Istruzione”.

E non si dica che sono troppi, in quanto è la situazione estremamente critica che li pervade ad imporne interventi correttivi.

Qui di seguito le linee guida con qualche suggerimento ad integrazione del contributo che scaturirà dalle singole esperienze e personali visioni:

 

Debito pubblico:

Ammonta a circa 2.300 miliardi di Euro ed in continuo aumento. Agli attuali tassi ridicoli ci costa circa 70 miliardi di interessi annui. Comunque una palla al piede che impedisce qualsiasi seria iniziativa di investimenti per un assurdo drenaggio di fondi. Impossibile da trascinare nel tempo senza dimenticare che se si alzano in modo significativo i tassi (sicuramente poco dopo che Draghi lascerà la guida dalla BCE) il default è dietro l'angolo.

Eppure da molti anni, con una irresponsabilità terrificante, dai nostri governanti ci sentiamo dire che l’aumento pressoché mensile di 20 milioni di Euro di Debito Pubblico è dovuto ..... ad esigenze di cassa ! Ovvero per analogia se il Vs. stipendio, pensione o reddito da lavoro autonomo non vi è sufficiente, nessun problema: vi rivolgerete tranquillamene al mercato finanziario per farvi prestare quanto vi serva ad integrazione, senza riscontrare problema alcuno !

Standard operativo consolidato: si vive esageratamente al di sopra dei propri mezzi.

 

Lavoro

Manca per vari motivi:

- produzioni delocalizzate per i minori costi della manodopera all'estero (è la globalizzazione ... bellezze !) che usufruiscono del progressivo abbandono delle politiche dei dazi a protezione delle produzioni interne;

- avvento sempre più accelerato di nuove tecnologie che eliminano posti già occupati non solo dai blue ma anche dai white collars;

- le scelte degli studenti italiani che privilegiano, per pigrizia, il Dottorato facile delle materie letterarie e non quello più impegnativo delle materie tecniche da cui il Mercato del lavoro vorrebbe attingere M.d.O. mancante anche in questo periodo di crisi. (A quando nelle Università i “dottorati” in “Scienze per il trattamento delle acque, del ferro, del legno,, dell’energia elettrica, etc.”, così da avere più idraulici, fabbri, falegnami ed elettricisti incentivati dal potersi fregiare nei biglietti da visita del titolo di Dott.?).

Malthus e Keynes nel passato e Rifkin, De Masi e Zingales ai giorni nostri, hanno formulato tesi e proposte su cui è venuto il momento irrinviabile di valutarle, approfondirle, adattarle al contesto attuale ed infine applicare con adeguate leggi la sintesi raggiunta. Per ulteriori dettagli e stimoli, sia sul Lavoro che sul Debito Pubblico, rinvio a “Il Lavoro” già qui pubblicato il 13 maggio 2016.

 

Immigrazione

È un fenomeno epocale senza precedenti. Non è gestita nel migliore dei modi: si basa su improvvisazione, su un generico concetto di accoglienza senza limiti, con scarsissime risorse a disposizione e relative prospettive, per una massa di arrivi con andamenti via via crescenti.

In un eccesso di pressappochismo si confrontano molte ipotesi che vanno dal partito della accoglienza senza limiti senza se e senza ma, che rende perplessi anche i più fanatici seguaci di Madre Teresa di Calcutta, al partito che vorrebbe sostituire le navi di soccorso con delle cannoniere.

Manca un'analisi dettagliata di tutti gli scenari e relative soluzioni possibili: oltre all'accoglienza, esiste anche l'assistenza che è tutt’altro che l'abbandono al loro destino delle cause degli esodi di massa. Eppure fa fatica ad essere ragionevolmente considerata come strumento complementare di pari efficacia.

 

Welfare

Esistono troppi stipendi, prebende e consulenze erogate dallo Stato e dal Parastato fuori da ogni ragionevole parametro europeo e nordamericano. Come pure pensioni regalate, opere faraoniche tanto costose quanto inutili e spesso abbandonate, ampie aree della Sanità a costi fuori controllo, etc. finanziate, da legislatori irresponsabili e bancarottieri, non dalla fiscalità ma dal Debito Pubblico.

Questo non è Welfare: questo è il permettersi lussi e sprechi che l'ammontare raggiunto dal nostro Debito non ci consente (e gli incauti sottoscrittori dei titoli di tale debito rischiano, meritandola, la mancata restituzione del loro finanziamento).

Questa è sottrazione di risorse al genuino Welfare che è il principale obiettivo che giustifica lo stare insieme in una Società, e ne è il collante..

 

Giustizia

Le procedure in essere soffrono di eccessive lentezze prevalentemente dovute, sia all’esasperato quanto farraginoso garantismo dell’impianto legislativo in essere, sia a non trascurabili vuoti negli organici, sia alla mancata completa informatizzazione di tutti i supporti logistici velocizzanti il sistema.

 

Pubblica Amministrazione

Abbisogna di un continuo riesame delle incombenze che gravano sui richiedenti quei Servizi che la P.A. dovrebbe erogare nei tempi più brevi possibili. Il successo di questa operazione sarà formalizzato solo quando il termine “burocrazia” riavrà il significato di “procedure minime indispensabili” all’ottenimento di tali Servizi, con un peso temporale non penalizzante dovuto agli irrinunciabili controlli.

 

Istruzione

Il contesto formativo scolastico non si addentra mai sul quadro operativo in cui gli allievi al termine degli studi dovranno trovare, volenti o nolenti, la propria collocazione: l’Economia di Mercato.

Vengono trascurati concetti elementari come il funzionamento della domanda e dell’offerta in cui la loro capacità di inserimento sarà determinante per la qualità della loro vita futura.

Da ciò deriva anche il loro approccio all’obbligo scolastico: dovranno capire che lo studio non è un cilicio per le menti bensì un “processo di formazione ed informazione” la cui assimilazione più o meno completa potrà nella vita fare la differenza fra il successo e l’insuccesso.

 

 

Conclusioni

Una volta raggiunta la sintesi dei correttivi da attuare bisogna far sì che i Partiti li recepiscano come obiettivo di lavoro del Parlamento.

Suggerirei comunque di non dare troppo peso alla indiscutibile valenza riformatrice del Progetto in quanto è storicamente dimostrato che la gran parte dei componenti gli organici dei Partiti è pervasa da una perenne “sindrome da organigramma” tipica di chi è lì per pura ambizione personale e non per la capacità nell’affrontare i problemi del Paese. Cercano in continuazione, in nuove leggi elettorali, in nuovi rimpasti, in nuove elezioni, le forme più sicure per essere titolari delle caselle dei nuovi organigrammi e possibilmente occuparne le parti più alte.

È la prova che sono privi di senso della realtà, di prospettive per il bene comune, ciechi all'evidenza dei problemi ed incapaci alla loro soluzione in antitesi al mandato elettorale avuto dai cittadini: se ne fossero effettivamente immersi ne sarebbero talmente impegnati che si troverebbero alla scadenza naturale del mandato senza accorgersene.

Con tali interlocutori varrebbe più la pena di agire come le lobby che per interessi solo privati offrono in cambio garanzie di supporto elettorale atte al raggiungimento dell'agognato accesso alle caselle desiderate nell'evoluzione degli organigrammi.

L’avviso ai cittadini/naviganti, oggettivamente classificabili come consapevoli e capaci, é quindi l’ennesimo ed ultimo invito ad impegnarsi nei Partiti per controllare ed indirizzare i timonieri di turno della Nazione. Invito accorato a non dare alcuna delega in bianco (per spossatezza o disillusione o pigrizia) e lasciarsi “naufragare in un mare che è tutt’altro che dolce”.

In realtà il colore ed i componenti del liquido, dopo 70 anni, sono contro ogni la più benevola tentazione di dolce naufragio. Dalle analisi chimiche, del liquido azzurro ed accogliente in cui si illuderebbero di naufragare, risulta una impietosa sentenza: tracce.

E poi non va dimenticato che se esperienza, consapevolezza, capacità, non vengono utilizzate trasmettendole nell’impegno sociale finché si è in tempo, andranno irrimediabilmente perdute.

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Inserito il:25/06/2017 20:01:04
Ultimo aggiornamento:26/06/2017 10:11:59
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