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Aggiornato al 25/05/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Martin Ridley (UK, Contemporaneo) - "Double Trouble", Peregrine Falcons Hunting Wigeon - oil painting

 

Al di là delle chiacchiere

di Tito Giraudo

 

Avrei voluto scrivere solo dell’assise renziana, se si fossero avverate le previsioni di una resa dei conti interna; quella che troppi commentatori prevedevano e che non c’è stata, anzi, quell’assemblea alla fine  si è rivelata, “il serriamo le fila”, del PD attorno al suo leader.

Renzi, non ha detto nulla di nuovo, ha fatto quel minimo di autocritica per non sembrare presuntuoso o più leaderistico di quello che era prima. Tra l’altro, a parte il carattere che in generale uno può stemperarlo ma poi se lo tiene, cosa doveva fare? Sostenere che le riforme costituzionali non erano necessarie? Oppure che il Parlamento era in grado di esprimere una riforma elettorale condivisa? Io attendo l’autocritica di quelli del no. A parte, naturalmente, i 350 Senatori miracolati.

Il PD e Renzi, sono usciti, se non indenni sul piano numerico, rafforzati sul piano del rinnovamento ideologico e, secondo me, della legittimazione del loro leader che è venuta proprio dalla persona da cui si temevano maggiormente fronde. Parlo dell’evidente scelta di campo di Franceschini  su cui stuoli di pennivendoli ipotizzavano frondismo; il quale Franceschini ha fatto il discorso più intelligente di tutta la Kermesse, invitando a guardare avanti e prefigurare fin da ora, non rincorse agli scissionisti ma all’area moderata, Berlusconi compreso. Chapò!

Devo dire che è stato uno strano gioco delle parti (forse concordato): uno, rimarcava la necessità del ritorno al Nazareno, l’altro stemperava, per vellicare i tanti torinesi presenti, e quei quattro pensionati ancora indecisi, di Gramsci e qualche altra amenità di sinistra.

In realtà i figli di Antonio, hanno commesso lo stesso suicidio politico che a suo tempo commisero, il padre e i fuoriusciti comunisti. Mi si obbietterà che però nel 45 si ripresentarono egemoni nella sinistra, già, ma solo perché le vicende della seconda guerra mondiale consegnarono un ruolo preminente a quell’URSS che li aveva spinti alla scissione e poi tenuti in frigorifero alla corte di Stalin. Ma quando potremo smettere di parlare degli ex comunisti?

Oggi, appare evidente che questa scissione è stata propedeutica alla possibile mutazione in senso liberale del PD. Bene ha fatto Renzi, a non inseguirli sul terreno ideologico farlocco, ora però non deve commettere l’errore di farlo con i Grillini. L’abolizione totale dei vaucher è una solenne cretinata dettata dal trauma dell’altro referendum, significa buttare il bambino con la placenta. Forse non sarà un grande danno per l’occupazione ma questo non è però il momento di cedere alle pressioni della CGIL, soprattutto contro la Cisl e la Uil.

Se Renzi pensa che rivedere il suo stile debba significare fare il piacione e dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte, snatura se stesso. Quella sinistra convinta di rappresentare il mondo del lavoro rappresenta lei, solo se stessa, con un’idea distorta e retrò di quello che è oggi quel mondo, che avrà pure votato contro Renzi e le riforme, ma solo come protesta, beneficiari il grillismo e non i vetero-sinistri.

Quanto sta succedendo in Europa deve far meditare il PD. Non è solo in crisi la sinistra pseudo marxista e nostalgica, lo è soprattutto la socialdemocrazia che non ha saputo adeguarsi ai profondi cambiamenti socio economici in atto.

Si è sempre criticato, nel PD, la fusione a freddo tra la sinistra tradizionale e la sinistra cattolica, in realtà non è la sinistra cattolica che ha vinto, anche se apparentemente può sembrare così, ma le forze giovani che non si riconoscono in quegli stilemi.

Hanno ragione i fuoriusciti dal PD, a sostenere che il renzismo non è di sinistra, peccato che non si sono accorti che ormai la stragrande maggioranza del PD, anche i non renziani, hanno ben poco da spartire con quella sinistra.

Ecco perché la faccenda dei vaucher, il reddito di cittadinanza, oltre alle amenità di voler far convivere Baglioni con Bandiera rossa, Gramsci con Blair e Obama, è una grande ipocrisia. Renzi, ha per ora in mano la maggioranza  del Partito. Il congresso non deve servire per inseguire (se è vera) la linea nostalgica verso l’Ulivo di Orlando, tantomeno il grillismo meridionale del Presidente della Puglia. Ma definire linee e strategie che guardano il futuro e l’Europa.

Se l’agenda elettorale la detteranno i Magistrati e i loro lacché, la battaglia sarà impari. Lo dimostrano gli scandali tenuti nei cassetti e poi usati ad orologeria.

Non so se avete notato: leggetevi il blog di Grillo, leggetevi il fatto quotidiano, ci trovate solo moralismo da due soldi, mai l’analisi dei problemi reali e la loro proiezione in un futuro non elettorale ma programmatico.

Non voglio usare il termine populismo, perché il popolo non centra nulla. Grillini, Lepenisti e ci voglio anche aggiungere le sinistre romantiche (oggi sono di buon umore). Tutti questi sono dei pressapochisti, alcuni in buona fede, molti in malafede, che comunque possono contare su un elettorato che capisce le semplificazioni e teme le verità scomode.

Io vorrei che per le prossime elezioni, si creasse un baluardo a tutto questo, al di là anche del PD. Sono purtroppo pessimista. Nulla di nuovo compare a destra. Non credo Salvini capisca in tempo di aver snaturato la Lega per un neo nazionalismo tutto elettorale e volto alla supremazia interna dell’area moderata. Il sud è pieno di demagoghi, più demagoghi di lui, e di questo passo gli elettori leghisti del nord pagheranno il prezzo delle sue ambizioni.

Ce n’è anche per Berlusconi naturalmente. Tutta la mia comprensione, ancora oggi nel PD non si può nominare il nome del “Berlusca invano”. Con questo, se è uno statista, deve guardare i cambiamenti di quel Partito che per lui possono essere un risarcimento morale, a ottant’anni, può e deve accontentarsi.

I temi della prossima campagna elettorale, riguardano due modi antitetici di vedere e praticare la politica. Tutti sappiamo che non ci saranno vincitori ma solo possibili alleanze. Troppi falchi volteggiano su Grillo, falchi di sinistra e falchi di destra, credo non dobbiamo dimenticare che il sindaco Raggi è stata eletta con voti di destra e di sinistra e sono tutti voti anti renziani. Se guardiamo tra le righe anche antiberlusconiani. Sveglia Cavaliere!

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Inserito il:18/03/2017 15:27:48
Ultimo aggiornamento:18/03/2017 15:32:34
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