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Aggiornato al 22/07/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Werner Horwath (Linz, Austria, 1949 - ) - Democracy

 

I poteri della democrazia

di Gianni Di Quattro

 

In un sistema democratico deve esistere un equilibrio tra i poteri più importanti per la gestione e la cura della comunità, secondo i canoni più tradizionali e i libri di testo più accreditati. Ci riferiamo ai poteri legislativo, giudiziario ed esecutivo. La prevalenza di uno dei tre sugli altri altera il sistema che non può più essere equo e per questo stesso fatto non può essere più in grado di assicurare giustizia e libertà per tutti i cittadini allo stesso modo.

Naturalmente ci si riferisce alla democrazia rappresentativa, altrimenti detta parlamentare, perché mette al centro del sistema il Parlamento dove si fanno le leggi, si approva il governo, si nominano i grandi burocrati dello Stato e gli alti gradi della magistratura, che è il gestore del potere giudiziario.

La democrazia rappresentativa è la forma più diffusa di democrazia, mentre la democrazia diretta quella che scavalca il Parlamento e mette in diretta comunicazione i cittadini con il potere esecutivo e che dovrebbe svilupparsi grazie alla grande maturazione della tecnologia, non è ancora attuata se non in piccoli paesi e per aree limitate di applicazione.

La presenza di movimenti che propugnano la democrazia diretta in alcuni paesi occidentali, tra cui l’Italia, comunque sta favorendo un dibattito aperto in merito. Infatti, coloro che avversano l’eventuale diffusione della democrazia diretta dicono che questa mentre favorisce il populismo, non garantisce la competenza, l’efficacia e la professionalità di quella rappresentativa e, infine, esautorerebbe il Parlamento che rappresenta una diga, una garanzia importante verso derive dittatoriali e forme di concentrazione di potere favorite da consensi popolari opportunamente manovrati o addirittura manipolati. Molto probabilmente la verità sta nel mezzo ed è questo che bisogna trovare, se si riuscisse a fare un dibattito sereno ed equilibrato.

Comunque in questo momento sono pochi, forse pochissimi i paesi democratici formalmente, dove questa forma di governo, la democrazia, è attuata in modo giusto e senza storture o deviazioni di sorta. Ed inoltre il numero si è andato riducendo nel tempo come dimostrano confronti statistici opportuni. Inoltre, per la precisione, molti paesi occidentali oggi considerati democratici, godono di questa forma di governo da relativamente poco tempo e cioè dalla fine della seconda guerra mondiale. E ci vuole tempo per abituarsi alla democrazia così come ci vuole tempo per dimenticare la dittatura, lasciando non solo ai sociologi ma anche e soprattutto agli psicologi questo tema di discussione.

Bisogna anche precisare che ognuno dei tre poteri fondamentali ha poi il controllo di alcuni sottopoteri che possono assumere grandissima rilevanza al punto da scavalcare lo stesso potere di riferimento, soprattutto quando questo è indebolito dagli altri poteri fondamentali o da situazioni sociali anomale. Esempi di poteri aggrappati formalmente a quelli fondamentali o sotto poteri sono quello militare o quello della sicurezza che comprende la polizia nelle sue varie articolazioni e i servizi definiti informativi che sorvegliano lecitamente o illecitamente (lo possono fare in emergenza e questa può avere una interpretazione larga) il paese.

Paesi considerati democratici per definizione e riferimento, oggi sono devastati dal deterioramento del loro sistema di regime anche perché hanno lasciato il potere a spericolati malfattori o prevaricatori che hanno approfittato delle maglie e della natura del sistema democratico. In testa a tutti gli Stati Uniti, ma seguiti anche da tanti paesi europei ex sovietici e persino da altri grandi dove la democrazia è consolidata come la stessa Gran Bretagna, l’Austria, l’Olanda e la stessa Italia.

Stiamo dunque assistendo al fatto che la democrazia, considerata la forma di governo che maggiormente consente libertà e giustizia e opportunità per tutti i cittadini, non avendo per anni subito alcuna opera di manutenzione e di adeguamento ai cambiamenti del mondo sta lasciando le porte aperte a protagonisti che hanno come obiettivo, in modo cosciente o incosciente, la sua distruzione o quanto meno la sua deturpazione che possa consentire la presa di potere e il suo esercizio nel modo più assoluto possibile. E così ormai va il mondo in tutti i continenti e la colpa è solo di chi non ha mai voluto cambiare, ne ha avuto paura, non ne ha avuto la capacità, non ne è insomma stato capace. L’immobilità, il conservatorismo è sempre la causa dei più gravi mali della storia oltre a favorire ingiustizia e a limitare la libertà di tutti a vantaggio di uno o di una elite.

 

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Inserito il:29/04/2018 14:39:27
Ultimo aggiornamento:29/04/2018 14:43:34
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