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Aggiornato al 24/07/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Isaac Robert Cruikshank (London, 1789 - 1856) – Whigs and Tories reforming Parliament in 1832

 

Il gioco della democrazia e il ruolo dei partiti

di Gianni di Quattro

 

La democrazia rappresentativa prevede la partecipazione del popolo al governo del paese in modo mediato. Questa partecipazione, infatti, è organizzata e costruita attraverso i partiti che, dunque, fungono da intermediari e che hanno perciò un ruolo costituzionale, quello prevalentemente di promuovere, canalizzare e organizzare il pensiero e la volontà dei cittadini. In particolare di rappresentare la maggioranza chiamata a governare e di garantire la minoranza che va tutelata proprio perché questa è la democrazia. La democrazia rappresentativa ha il vantaggio di comunque assicurare ordinatamente la partecipazione del popolo e nello stesso tempo di selezionare i rappresentanti dello stesso per garantire competenza e professionalità nella gestione della cosa pubblica.

Almeno così è stato sino a poco tempo fa e in particolare sino a quando i partiti esprimevano visioni ideologiche diverse del mondo e del futuro ben caratterizzate e specifiche e di conseguenza erano anche organizzati per selezionare e formare i cittadini che venivano proposti a rappresentare il popolo. Ad un certo punto però le ideologie sono cadute e i residui delle stesse stanno oggi scomparendo (e i partiti hanno perso il loro ruolo ideologico nel paese e si sono allentate le loro strutture). Infatti, così è del liberismo almeno nella sua formulazione nobile, del comunismo nel suo significato originario, così sta avvenendo della socialdemocrazia (lo spettacolo che sta offrendo in Germania dove rappresentava l’ultimo baluardo ne è la dimostrazione). Ma così è in generale delle vecchie classificazioni sociali di destra e sinistra, mentre scompare pure la classe media e la divisione principale della società diventa tra chi è ricco e chi è povero, tra chi ha successo e chi è un perdente.

Certo nascono nuove vie e interpretazioni come la famosa terza via cinese che cerca di coniugare il comunismo nella società e il capitalismo liberale in economia, perché solo così dicono che si può partecipare al fenomeno ormai inarrestabile della globalizzazione. Altre sperimentazioni di minor significato e livello sono in corso e dimostrano tutti una cosa e cioè che la democrazia così come è arrivata sino a noi, non è la soluzione per il futuro e necessita di revisione e di aggiustamenti che ne possano consentire un efficienza necessaria senza penalizzare oltre misura la giustizia sociale e l’eguaglianza dei cittadini.

I partiti sono sempre più centri di interesse di gruppi e di protagonisti economici o sociali, la tecnologia insiste per sfondare il muro della rappresentanza e per consentire la partecipazione diretta di tutti i cittadini se vogliono (a prescindere da competenze, responsabilità e interessi) e così aprendo la strada al fenomeno definito del populismo che peraltro proviene anche dai fallimenti dei sistemi comunisti come dimostra ciò che sta succedendo in alcuni paesi dell’Europa centrale che sino a poco tempo fa erano entro la cortina di ferro.

Il pericolo sociale si moltiplica quando il populismo affianca fenomeni di nazionalismo ed allora è facile, quasi naturale sperare nell’uomo forte e così nascono i fenomeni di fascismo, evidentemente poi coniugati in forme e modi diversi secondo lo stato economico di ciascun paese ed esperienze precedenti di gestione assolutistica. Ed è per questo motivo che il fascismo è dietro la porta di molti paesi, specie quelli attanagliati da forti crisi economiche e attraversati da fenomeni di populismo in sostituzione di altre visioni sociali.

Generalmente si pensa che il fascismo e il nazismo come il comunismo sono fenomeni sepolti tra le stesse macerie che queste ideologie hanno provocato e lasciato alle loro spalle. Certamente non possono tornare i leader del secolo passato perché sono morti e non possono ripetersi i regimi allo stesso modo perché i tempi e le condizioni al contorno sono cambiati, ma lo spirito e i valori sì che possono tornare e la storia è piena di questi fenomeni anche nel mondo occidentale che si ritiene più preparato e attento. E questi ritorni possono presentare una pericolosità che non è comparabile a quello che questi regimi hanno rappresentato, ma sicuramente non può essere considerata inferiore proporzionalmente nel contesto sociale del mondo di oggi.

 

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Inserito il:17/02/2018 15:26:58
Ultimo aggiornamento:17/02/2018 15:34:12
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