Aggiornato al 09/02/2026

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Voltaire

 

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Il Consiglio per la Pace a Gaza

di Vincenzo Rampolla  

 

Consiglio della Pace. D. Trump, la Guida Presidente degli USA, ha presentato il suo Consiglio per la Pace (Board Of PeaceBOP). Meta iniziale ricostruire Gaza. Ricostruire ciò che non esiste. Meglio forse: costruire una nuova Gaza. Non è così, è la Mente che decide. Sempre e solo Lui. In uno scenario geopolitico impossibile da decifrare e con un obiettivo etereo, invisibile. Lui, Signore Onnipotente ha lanciato una iniziativa di grande peso: invitare almeno 50 Paesi, Pontefice incluso, a partecipare al BOP ideato per potere attivare la Fase 2 del piano su Gaza. Come la vuole Lui.

Gaza, cos’è Gaza? Un nome. Crudo simbolo di comunità spettrale. Lembo di terra della Giudea.

8 gennaio 2026. Nikolay Mladenov, ex coordinatore speciale dell’ONU per il processo di pace in MO, viene candidato Direttore Generale del BOP; tiene subito incontri con B. Netanyahu e il Vicepresidente palestinese Hussein al-Sheikh. Con l’inizio della seconda fase dell’Accordo di pace di Gaza gli USA diramano a vari Paesi inviti per aderire al Consiglio: prima riunione al vertice a Davos, durante il World Economic Forum, in un enorme stand riservato, allestito per 100 persone.

15 gennaio 2026. Dalla Risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza dell’ONU, D.Trump ha annunciato la formazione del Consiglio con un post su Truth Social: È per me un grande onore annunciare che è stato formato il Consiglio Della Pace. I suoi membri saranno annunciati a breve, ma dico con certezza che è il Consiglio più grande e prestigioso mai riunito in ogni tempo e luogo.

17 gennaio 2026. Il Presidente argentino Javier Milei e l'ambasciatore argentino negli USA Alec Oxenford hanno annunciato che D. Trump aveva formalmente invitato l'Argentina a unirsi al Consiglio e a diventarne membro fondatore. Milei ha scritto su X: Ringrazio D.Trump per l'invito, un vero onore. L'Argentina sta dalla parte dei Paesi che a testa alta affrontano il terrorismo e che difendono la vita e la proprietà. Il Presidente turco Erdoğan e il Primo Ministro canadese Mark Carney sono stati invitati. Carney ha confermato la sua adesione. Dal Primo Ministro albanese Edi Rama è arrivato su Facebook il messaggio: L'Albania è stata invitata a unirsi al Consiglio e diventarne membro fondatore, segno della crescente posizione del mio Paese.

20 gennaio 2026. D.Trump ha il dente avvelenato con l’ONU e dichiara: L’ONU non mi ha mai aiutato. Il mio Consiglio potrebbe sostituire l'ONU.

22 gennaio 2026. Il Regista D.Trump ospita una cerimonia per la firma della Carta di Fondazione del BOP. I Leader e i Ministri degli Esteri di 19 Paesi, esclusi gli USA, partecipano e firmano la Carta. A B. Netanyahu è assolutamente vietato partecipare, teme le autorità svizzere, obbligate a cooperare per il mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale, dovuto ai suoi guai con la Giustizia e per crimini di guerra.

Origine del Consiglio. L'ex Primo Ministro britannico T. Blair ad agosto 2025 aveva proposto di porre la Striscia di Gaza sotto Amministrazione Internazionale. D. Trump aveva presentato un piano simile a fine settembre 2025, parzialmente accettato il mese successivo dal Governo israeliano e da Hamas. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha adottato la risoluzione 2803 il 17 novembre 2025, accogliendo con favore l'istituzione del BOP e autorizzando il Consiglio a dispiegare una forza di stabilizzazione internazionale nella Striscia di Gaza. Nell'autorizzazione il Congresso USA non ha svolto alcun ruolo, pur essendo descritto da molti media come un’ennesima manovra di presa di potere da parte del Sovrano Trump. Dopo l'entrata in vigore dell'accordo di pace di Gaza, T. Blair il 12 ottobre 2025 ha incontrato in Giordania il Vicepresidente della Palestina Hussein al-Sheikh per discutere della ricostruzione nella Striscia di Gaza. Quella sera, il Creatore D.Trump ha dichiarato: La guerra è finita e il Consiglio per la Pace verrà formato rapidamente.

Paesi aderenti al Consiglio. Circa 60 Paesi hanno ricevuto l'invito da D.Trump per unirsi al BOP, altri Paesi sono stati invitati a partecipare come membri fondatori. I Paesi che desiderano essere membri permanenti del BOP devono procurarsi un ticket d’ingresso: deporre $1 Mld in un fondo finanziario controllato da D.Trump. In assenza, ricopriranno un mandato di 3 anni che potrà essere rinnovato a sua discrezione. Parliamoci chiaro. D.Trump, nella lista delle 400 persone più ricche del pianeta, nel 2024 ha visto lievitare il patrimonio personale da $3.6 Mld a $6.1 Mld, e continua nel 2026 con i giochetti delle altalene finanziarie pilotate dai dazi e con l’insider trading sull‘oro, magicamente crollato del 10% un lunedì mattina. Benedizioni al Divino piovute dal Cielo.

Ai neofiti del BOP non chiede, impone un sussidio, esige $1 miliardo, pedaggio per entrare nella lobby del Consiglio del BOP.  Da dove salta fuori un’elemosina di $1 Mld? Non può che uscire dai bilanci delle società dei Paesi aderenti. Sul totale di 62 invitati, almeno 35 Paesi hanno aderito pubblicamente all’invito a entrare a far parte del BOP. Tra questi: Israele, Turchia, Egitto, Arabia Saudita e Qatar e tra i primi: Emirati Arabi Uniti, Albania, Armenia, Azerbaigian, Kazakistan, Vietnam, Ungheria, Bielorussia, Marocco. Mosca sta valutando di aderire e V. Putin ha proposto di inviare al Consiglio $1 Mld provenienti dai beni russi congelati negli USA. Parallelamente sarebbero in corso colloqui tra USA e l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) per una possibile adesione al BOP. E il miliardo del ticket d’ingresso, l’ANP da dove lo prende?

19 sono gli Stati che hanno firmato lo Statuto del Consiglio. Pochini. Sono la manciata di Leaders che ha accettato gli inviti di Trump e ha confermato di avere pagato l'adesione, quelli che saranno inondati dalle commesse dei lavori per costruire una nuova Gaza e dai benefici di plusvalenza del fondo BOP. Domanda. Quanto ci ha messo Trump a svenare i firmatari e a spolparli per il futuro?

La struttura del Consiglio. D.Trump è nominato Presidente nello Statuto del BOP e ne è membro a vita. Lo Statuto delinea una struttura multilivello per un’organizzazione che include:

  • Il Presidente D.Trump, non soggetto a limiti di mandato e membro a vita,
  • Il Consiglio Principale della Pace, composto principalmente dai Leader dei vari Paesi,
  • Il Consiglio Esecutivo, concentrato su diplomazia e investimenti. Il suo capo è l'Alto Rappresentante per Gaza Nickolay Mladenoy nominato insieme ad altri 10 membri.
  • Il Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza, per amministrare il territorio; sono stati nominati 7 membri a dirigerlo.

Il Presidente del Consiglio. D.Trump, l’Artefice, è esplicitamente nominato nello Statuto del BOP come Presidente inaugurale. Il Presidente non ha limiti di mandato e solo lui ha l'autorità di nominare il suo Apostolo designato. Solo il Presidente ha la facoltà di invitare i Paesi a far parte del Consiglio. Il Presidente ha l'autorità esclusiva di creare, modificare o sciogliere entità sussidiarie del BOP. Tutte le revisioni dello Statuto e le direttive amministrative emanate dal BOP sono soggette alla approvazione del Presidente. La Presidenza del BOP è indipendente dalla carica di Presidente degli USA e D.Trump ha dichiarato di voler rimanere Presidente a vita. Sua Maestà è l'unico individuo nominato, con il potere esclusivo di assumere e licenziare i membri, stabilire gli ordini del giorno e emettere risoluzioni. Gli altri membri possono ottenere lo status permanente solo procurandosi il ticket e lasciando concentrato il controllo effettivo nelle mani di D.Trump.

Reazione dei leaders mondiali. Il BOP non è riuscito ad attirare l'entusiasmo della maggior parte dei Leader mondiali. Lo Statuto firmato a Davos prevede infatti una Presidenza del Board affidata a D.Trump a vita e con poteri molto ampi, elemento che ha alimentato dubbi e critiche. Diversi Paesi europei hanno escluso il sostegno, in particolare Regno Unito e Spagna che temono si tratti di una struttura alternativa all’ONU percepita come sbilanciata su posizioni filo-palestinesi, di scarsa credibilità e capacità di incidere. Anche la Francia ha espresso timori per il palese tentativo di tentare di usurpare il ruolo dell’ONU. In risposta alla dichiarazione della Francia della sua intenzione di non rispondere favorevolmente all'invito di D.Trump a unirsi al suo cosiddetto "Consiglio della Pace", D. Trump ha minacciato tariffe del 200% su vino e champagne. Ha anche rilasciato dichiarazioni su E. Macron affermando: Nessuno lo vuole perché lascerà l'incarico molto presto. In Canada il Primo Ministro Mark Carney intendeva accettare l'invito ma non alle condizioni dichiarate. Il Ministro delle finanze François-Philippe Champagne ha poi confermato pubblicamente: Ottawa non pagherà il prezzo di $1 Mld. D. Trump ha revocato l'invito del Canada pochi giorni dopo il suo discorso a Davos in cui metteva in guardia contro un’era di rivalità tra grandi potenze insieme a Carney che sosteneva che l'ordine mondiale guidato dagli USA era finito. Il Brasile, con il Presidente Luiz Inácio Lula da Silva, che ha fiutato la proposta con cautela, esprimendo preoccupazione per l’eccessivo potere concentrato sulla Presidenza USA e per la messa in ombra del ruolo dell’ONU. La Norvegia ha bocciato l’adesione; secondo il Segretario di Stato Kristoffer Thoner la proposta solleva una serie di questioni che richiedono un ulteriore dialogo con gli USA. Keir Starmer inoltre Ha definito preoccupante il ruolo di V. Putin. La Svezia non ha espresso una risposta formale; il Primo Ministro Ulf Kristersson ha negato l’adesione del Paese al Comitato a causa del testo. Il Primo Ministro della Slovenia Robert Golob ha rifiutato l'invito perché l'organismo interferisce pericolosamente con l'ordine internazionale più ampio. Il Ministro degli esteri del Portogallo Paulo Rangel ha dichiarato che il Governo era in attesa di chiarimenti dall'Amministrazione Trump, esprimendo dubbi: Il modo in cui è scritta la Carta è alquanto ambiguo potendo toccare un ambito diverso da quello di Gaza, mentre la firma di accordi internazionali potrebbe comportare procedure interne incompatibili con un semplice sì, dall'oggi al domani. Anche la posizione dell’Italia appare incerta. Roma ha annunciato la volontà di aderire, molto probabilmente non parteciperà per scappatoia costituzionale.

Il dossier Groenlandia ha ulteriormente accentuato la diffidenza europea verso il BOP. L’isola rappresenta un asset strategico cruciale per rotte artiche, risorse minerarie e terre rare, considerate da Washington fondamentali per la sicurezza americana ed europea, ma fonte di tensioni con UE, Danimarca e Paesi Nordici. Nelle ultime ore l’invito è stato rivolto a Ursula von der Leyen Presidente della Commissione Europea. limitatasi ad apprezzare l’iniziativa, condividendone l’obiettivo di pace. L’Europa manca di reali alternative e ignora oggi cosa in pratica sia stato fatto per chiudere le ostilità a Gaza, oltre a considerare inaccettabile il riconoscimento dello Stato di Palestina, irreale oggi e privo di effetti pratici.

Reazione della stampa internazionale. Il BOP è stato descritto dal Sydney Morning Herald: Un progetto vanitoso e dal Financial Times: Un club di autocrati alle prime armi. Secondo fonti indipendenti Il suo nome è spesso scritto tra virgolette, quasi segnale intimidatorio. The Guardian ha sostenuto che l'istituzione ha poca somiglianza con ciò che era stato previsto dalla risoluzione 2803 e lo ha definito: Un club pay-to-play dominato da Trump, una versione globale della sua corte di Mar-a-Lago volta a soppiantare le Nazioni Unite stesse, sostenendo che l'organismo alla fine delineato aveva poca somiglianza con ciò che l’ONU credeva di approvare. Bloomberg lo ha descritto: Un Trump che detiene il potere decisionale finale del Consiglio. Sania Faisal El-Husseini, professoressa di relazioni internazionali all'Università arabo-americana in Palestina, ha osservato:

Il BOP è una Organizzazione, non un Organismo internazionale con personalità giuridica.

Esperti e analisti hanno detto che Trump sta cercando di indirizzare il BOP verso un'alternativa al Consiglio di sicurezza dell’ONU, in cui lui solo Maestro, Artefice, Signore, Guida, Mente, Onnipotente, Creatore, Sovrano, Divino, Presidente, ha potere di veto. Hugh Lovatt, ricercatore senior presso l' European Council on Foreign Relations, ha definito l'organizzazione: Un progetto dall'alto verso il basso, per affermare il controllo di Trump sugli affari globali.

Osservazione. La Carta dell’ONU (art.7) prevede un Consiglio composto di 15 membri di cui 5 permanenti (Cina, Francia, Russia, USA, Regno Unito) e 10 eletti ogni 2 anni dall’Assemblea Generale ONU. In base alla procedura di voto (art.27) i membri permanenti hanno il potere di veto sull’adozione di delibere del Consiglio, privilegio di cui si è chiesto più volte l’emendamento, sempre respinto dai membri permanenti. Basta un No per bocciare una delibera.

L’ONU è esempio di Organizzazione. Nelle organizzazioni internazionali il fondamento giuridico del principio operativo è un accordo internazionale concluso tra Stati. L’attività unitaria posta in essere dagli organi collettivi deve essere disciplinata da norme di diritto internazionale e non da norme di diritto interno di uno degli Stati membri.

Nell’organismo internazionale il principio operativo esclude accordi internazionali ed è riferito a strutture di assistenza industriale, tecnica, finanziaria, sociale o commerciale che influenzano o gestiscono politiche economiche o strutture dei mercati, esempio FMI, WTO.

 

(Consultazione: Rapporto Davos, 24 gennaio 2026; Statuto Carta dell’Organizzazione ONU)

 

Inserito il:09/02/2026 17:29:49
Ultimo aggiornamento:09/02/2026 18:31:49
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