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Aggiornato al 20/07/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Emilio Gallo (Disegnatore, graphic designer, animatore 3D) - Ritratto a matita di Emma Bonino

Dato l’avvicinarsi di scadenze elettorali confermiamo che Nel Futuro pubblica nella sezione Politica le opinioni espresse dai diversi Autori senza ovviamente alcuna forma di censura, ribadendo peraltro, come in passato, che queste non necessariamente significano accordo da parte dell’intera Redazione di Nel Futuro.

 

Dichiarazione di voto

di Tito Giraudo

 

Tra il nuovo che avanza e il vecchio che ritorna, opto per il seminuovo o, semivecchio come dir si voglia.

Con questo non pensiate che non sia ancora del parere che in politica ci voglia un forte rinnovamento, tuttavia l’esperimento 5Stelle mi induce ad alcune riflessioni.

I sondaggi pare ci dicano che il Movimento pesca al Sud e tra i giovani.

Del Sud, dove in politica l’elettorato è sempre stato pressapochista passando da un partito all’altro ma eleggendo sempre la stessa minestra clientelare, non mi sorprendo. Sui giovani mi deprimo.

I giovani che masticano di politica sono pochi, una volta venivano reclutati dai Partiti, facevano una più o meno lunga gavetta poi erano pronti per il ricambio. L’esempio più eclatante furono i quarantenni craxiani che rottamarono compagni del calibro di Nenni (forse solo per limiti naturali), De Martino, Mancini, Pertini (che era già stato rottamato e poi ripescato ma dal PCI), persino Lombardi che era l’idolo di noi ragazzi.

Il PCI, dovette attendere la Bolognina perché la gerontocrazia del centralismo democratico si facesse da parte, sostituita prudentemente da cinquantenni di lungo corso i quali, si auto rottameranno durante il Centro Sinistra culminato dalla nascita del PD di Veltroni, a sua volta rottamato dal suo avversario che non nominava. Renzi fece il resto nell’attesa di essere pure lui rottamato ancora imberbe.

Nel Centro Destra, non c’è mai stato nulla da rottamare perché comandava uno solo che conobbe due tentativi di rottamazione, prima da parte di Fini e poi per forza d’inerzia dal duo Napolitano Monti, uno poi rottamato per liniti d’età, l’altro per limiti politici.

Questa ballata, quasi sanremese sui rottamati, introduce il mio discorso elettorale.

Dovremo scegliere il 4 di marzo tra rottamati e rottamatori. I 5Stelle stanno tentando di rottamare a sinistra. Salvini e Meloni a destra. Per indole voterei per i rottamatori, mi piacciono i giovani, se poi sono delle giovani mi piacciono ancora di più (calma, naturalmente in politica).

Questa volta però non sono disposto a rischiare più di tanto e quindi vi racconto per chi voterò.

Voterò per una settantenne come me, tal Bonino Emma, da quel di Brà, paese noto soprattutto per la salsiccia bovina. Come una di Bra potesse diventare la radicale che è diventata, lo poté solo uno come Marco Pannella che se si concentrava faceva pure i miracoli.

Per me, è un ritorno al passato, ho votato radicale in almeno due competizioni elettorali.

Strani soggetti questi Radicali.

Nascono liberali e liberali rimangono nel loro DNA. Anche se le loro battaglie sono più rivolte ai diritti civili si capiva che nessuno di loro era disposto a derogare sui principi del liberalismo e della democrazia rappresentativa. Pur denunciando le degenerazioni partitocratiche, furono tra i pochi nel difendere un Parlamento in preda a una devastante crisi di panico da Magistratura, magari democratica.

Gli stessi non ebbero problemi, quando ritennero che con il Centro destra avrebbero potuto meglio portare avanti le loro battaglie, di allearsi con Berlusconi.

Se Emma Bonino oggi capisce di Europa lo deve, secondo me all’esperienza di Commissario Europeo che Berlusconi le face fare insieme a quel marrano del Prof. Monti, non tanto perché prese il suo posto, quanto perché lo sputtanò, gratis.

Tornando al mio voto per i Radicali, non l’hanno più avuto quando ho pensato che non fosse più un voto utile ma solo ideologico, di principio e di simpatia, non sufficiente per incidere nelle problematiche di questo disastrato paese.

Ho avuto l’impressione che in questi ultimi anni, ancora in vita Pannella, Emma non concordasse con il vecchio leader e seppure timidamente, cercasse di far giocare ai Radicali un ruolo più costruttivo in politica.

Purtroppo gli ultimi mesi di vita di Marco hanno creato una frattura mai sbandierata dai due, ma che ha dilaniato il sia pur esiguo Movimento.

Credo che non tutto il male viene per nuocere perché Emma questa volta ha deciso di far politica sul serio, compromessi compresi (sono il sale della democrazia).

Io non so in quanti la voteremo, potremmo sorprenderci, come lo fummo per quel 8,5% di voti alle Europee venuti dopo la campagna: “Emma for president”.

Era il 99, quello era il momento per i radicali di puntare su un cavallo vincente. Pannella, forse anche un po’ geloso, ancora una volta rinunciò a capitalizzare il successo d’opinione. Emma, non fiatò concentrandosi nuovamente sull’Europa.

Ed è proprio sull’Europa, il motivo per cui darò il mio voto alla lista + Europa. Si cari amici io per l’Italia voglio più Europa.

Questo Paese, è stato all’altezza solo per il ventennio del dopoguerra. Ha lavorato e si è arricchito, ha contenuto i Comunisti e ha aperto ai socialisti per quella regola redistributiva delle democrazie avanzate, oltre a tutto ciò ha contribuito in maniera determinante alla creazione europea.

Dal 68 in avanti, il bel Paese è caduto in paranoia, rivolte studentesche inconcludenti, terrorismo, sprechi elettorali di cui paghiamo ora le conseguenze, per finire nella stretta di una giustizia che avrebbe dovuto liquidare i mariuoli liquidando invece la politica, come se fosse un soprammobile facilmente sostituibile.

Nel ventennio a mezzadria tra Berlusconi e Prodi siamo diventati europei, non solo per il consolidamento europeo ma pure perché con il bipolarismo ci siamo adeguati alla prassi politica della maggior parte dei Paesi europei.

Berlusconi, forse è stato più europeista nei fatti che non a parole. Prodi lo è stato a parole ma non sempre nei fatti. Ad ogni buon conto, fatti o parole hanno contribuito nel dare fiato al qualunquismo antieuropeista di destra e di sinistra. Così come, centro sinistra e centrodestra, non riuscendo a consentire che chi aveva vinto le elezioni governasse, hanno creato il virus della faciloneria qualunquista, del moralismo come arma politica e non come valore, il quale con l’aiuto di una delle peggiori crisi economiche ha creato il mostro a 5Stelle.

L’anti berlusconismo fine a se stesso ne ha creato un altro di mostro: la Lega salviniana.

Già quella di Bossi con le sue fesserie padane era un mostriciattolo che però, pur recalcitrante era stato domato e imbrigliato da Berlusconi.

L’eliminazione del Cavaliere dalla scena politica per via giudiziaria, ha consentito a Salvini di appropriarsi dei voti in libertà che Renzi non ha saputo intercettare, anche se ci ha provato quando ha pensato che Berlusconi e Forza Italia fossero liquidati, scorrettezza imperdonabile anche solo dal buon senso.

Non so se gli Italiani abbiano ben presente che forse tra i 5Stelle e la Lega, con le loro mirabolanti premesse (antieuropeiste) e promesse (antieconomiche elementari), possono spingere questo paese verso il disastro. Nel contesto europeo ma soprattutto nell’economia, ci piaccia o meno globalizzata, con questo debito pubblico, non possiamo permetterci il lusso di provare il nuovo che avanza se il nuovo è impreparato, incompetente e passatemi un termine: cialtrone.

In questo momento, Berlusconi e Renzi si sbracciano nel sostenere la purezza del Centro Sinistra e del Centro Destra, ma allora, uno dei due deve avere il coraggio di dire che cercherà l’intesa anche con i 5Stelle, i quali, con quella “faccia di tolla” di Di Maio, dichiarano che dopo le elezioni quando formeranno il Governo accetteranno a titolo gratuito i voti di chi li vorrà concedere per gentile concessione.

Il Cavaliere poi, si spinge a prefigurare una seconda tornata elettorale a breve.

Me li voglio vedere gli eletti!

 

Caro Cav,

Hai sempre domato i tuoi alleati, un po’ perché eri più bravo di loro, ma soprattutto perché tutti insieme non facevano i tuoi consensi. Ora che hai qualche anno più di me, nella coalizione, se ti va bene hai la maggioranza relativa, hai domato Bossi ma con Salvini sarà più dura.

Ti confesso che se non temessi una vittoria del Centro Destra dopo le cose e le promesse che state dicendo, sarei in bilico nel dare il voto a te o a Renzi, forse lo darei a te per simpatia libertina che in fondo è anche libertaria, Renzi, che stimo per il tentativo riformista abortito si è incupito e ridotto a fare manifestazioni antifasciste tra la generale indifferenza degli italiani. Non le spara grosse come te solo perché Gentiloni è al Governo e lui spera di tornarci, tu però hai il merito di fare la simpatica canaglia e quando parli di un milione di posti di lavoro o di modificare (non asfaltare come Salvini) la legge Fornero, quando parli di dimezzare le tasse a tutti, mi strizzi l’occhio, facendomi capire che sono l’unico a cui vuoi dire: “sto scherzando”.

Quindi, forse per quel che vale tra Forza Italia e il PD: questa o quella….(mania melomane).

Per tua sfortuna nel raggruppamento del PD è spuntata la lista +Europa. Da europeista e da ex Radicale, scusami ma non posso esimermi, ti prometto però che non farò pressioni sulla mia signora che è sempre innamorata di te.

 

Postfazione

+Europa+rigore+riforme

Si può vivere una legislatura anche senza spendere, l’importante è cambiare, più che le persone, il Paese.

Non sarà facile ma l’alternativa è peggiore.

 

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Inserito il:21/02/2018 15:20:45
Ultimo aggiornamento:21/02/2018 15:32:58
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