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Aggiornato al 20/07/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

 

Una Europa ove possibile e a ritmi diversi

di Bruno Lamborghini

 

La celebrazione del 60esimo anniversario dell’Unione Europea è stato dominato, come previsto,  dal clima di attesa per le prossime elezioni soprattutto in Francia ove incombe il rischio lepenista e in Germania, dove peraltro le elezioni regionali di domenica hanno mostrato il successo dei due grandi partiti di Merkel e Schultz, in vista di una nuova Grosse Koalition in grado sperabilmente di dare alla Germania un più chiaro ruolo di leadership per il rinnovamento dell’Unione. A Roma i risultati quindi sono stati modesti, no ad una Europa a due velocità, ma “agiremo congiuntamente a ritmi e con intensità diversi, se necessario” e ove possibile. Con una Polonia, decisamente anti e con l’incombente Brexit, nessuno ha fatto proposte innovative.

In realtà a Roma vi erano due grandi ombre minacciose, la politica antieuropea e isolazionista di Trump e le continue azioni di Putin, che oltre ad aver influito sulle elezioni in USA, sta intervenendo quasi quotidianamente per indebolire l’Unione Europea, ultimo l’incontro di Putin con Le Pen ed i continui rapporti con i vari populismi.

In fondo, questa tenaglia esterna può accelerare la fine dell’avventura europea, ma all’opposto potrebbe rafforzare la necessità di collaborazione ed integrazione tra i maggiori paesi europei, come è avvenuto in caso di minaccia di guerra. I tedeschi sentono questa minaccia e se in Francia vincerà Macron non è impensabile che qualcosa avvenga.  Un documento che la Commissione sta producendo riguarda il rafforzamento della difesa comune davanti alle minacce presenti ai confini dell’Unione.  Non è la strada che tutti auspichiamo, ma è forse il percorso che potrebbe portare ad una effettiva Unione, almeno per una parte dei 27.

 

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Inserito il:27/03/2017 19:43:34
Ultimo aggiornamento:27/03/2017 19:46:49
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