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Aggiornato al 19/10/2018

Stella Viopoulos (Tessalonica, Grecia – Atene) - Arrogance

 

L’arroganza della politica

di Giorgio Panattoni

 

Davvero inquietante l’andamento di questi due mesi post elezioni.

La politica ha perso tutta la sua credibilità, e anche di più, con gli inaccettabili e rocamboleschi veti incrociati in una situazione, ampiamente annunciata, che prevedeva tre contendenti a misurarsi per il governo.

Ce l’ha fatta faticosamente la Spagna, ce l’ha fatta la Germania, l’Italia no.

Chi ha vinto, nell’ordine Centro Destra e Cinque Stelle, continua a rivendicare la esclusiva capacità di gestire un forte cambiamento rispetto all’esistente, ma non riesce ad esprimere un minimo di programma condiviso.

Chi è arrivato terzo, subisce questa faida stando fuori dei giochi, credo giustamente, aspettando che succeda qualcosa di positivo. E non va bene a nessuno.

E intanto il mondo va avanti senza l’Italia, vedi Francia, Germania, Inghilterra e USA proporre e decidere qualcosa del futuro.

E tra poco un summit europeo della massima importanza, che segnerà il futuro dell’Europa.

Senza l’Italia.

E poi una legge di bilancio che attende di essere fatta, senza governo e senza chi decide.

E i primi segni di scricchiolio dell’economia.

Ma tanto tutti si addossano la colpa reciprocamente, è colpa tua se non si riesce a fare quello che voglio io.

Infine arriva il Capo dello Stato, che, preso atto del fallimento della politica, dice che così non si può andare avanti, che occorre un governo, e che ci penserà lui a farlo, per ridare all’Italia un minimo di guida in questi momenti tanto importanti.

Poi però si lascia andare a concedere un credito a questa politica tanto assurda e lontana dagli interessi reali dei cittadini, fate ogni sforzo, decidete voi quando andare a votare.

No, Presidente, non va bene.

Non si vota a luglio, con la prima sessione delle Camere a ferragosto!

Non si può fare, per dignità, per senso civico e per rispetto dei cittadini.

Qualunque cosa proponga questa politica arrogante e presuntuosa.

LA POLITICA HA PERSO IL DIRITTO DI DIRE LA SUA, ORA BISOGNA DAVVERO OCCUPARSI DELL’ITALIA, e ci deve pensare un governo sì di transizione, ma autorevole e capace di fare.

In caso contrario diamo ragione a chi per mesi ha tenuto in stallo il paese, per andar dietro ai propri interessi, che non sono quelli dei cittadini.

Lo facciano in Parlamento, apertamente, di fronte al paese.

Quindi basta balletti, si faccia il governo, si faccia il summit europeo, si faccia la legge di bilancio, ci si occupi di uomini e di donne, di lavoro, di industria, di sviluppo, si rifaccia la legge elettorale (altrimenti si rischia il balletto bis) con serietà e competenza.

Come del resto eravamo abituati a fare e abbiamo del tutto dimenticato.

Ma davvero basta così poco per perdere tutto quello che si è costruito in tanti anni di lavoro, non sempre condiviso, ma capace di fare dell’Italia un interlocutore autorevole?

Se non ci si riesce è ora che i cittadini facciano sentire la propria voce, nei modi più autorevoli possibili, perché non è possibile precipitare nel baratro per colpa di pochissimi, incapaci, arroganti, aggressivi, lontani dai reali interessi dei cittadini, insopportabili e dannosi nella loro commedia.

 

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Inserito il:09/05/2018 10:27:06
Ultimo aggiornamento:09/05/2018 10:30:40
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