Aggiornato al 19/05/2024

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Voltaire

 

I tunnel di Gaza (1/2) - Il mondo sotterraneo del terrorismo di Hamas

di Vincenzo Rampolla

        

Lo smodato culto per la tecnologia, la supremazia aerea e l’intelligence hanno reso Israele vulnerabile a un assalto di terra convenzionale, audace finché si vuole, con fucili d’assalto AK47 e granate al fosforo. Tra il 2016 e il 2018 Israele ha rafforzato parti della recinzione lungo la Striscia di Gaza buttando 3 anni per elevare una barriera di 64 km, alta 6 m, profondamente incassata anche sottoterra, fatta di ferro, cemento e acciaio, muro super tecnologico, con telecamere, radar e sensori adatti a rilevare incursioni malandrine di palestinesi con capricci di attacchi segreti.

Hamas nel frattempo, dall’attacco del 2011, si è preparata a dovere per il 50esimo del Kippur del ‘73 e il 7 ottobre 2023 ha usato bulldozer e altri mezzi campagnoli per sfondare il muro, attraverso i varchi ci ha infilato un migliaio di uomini a piedi e su pickup e con un assalto frontale a sud d’Israele ha scatenato la più grande violazione dei confini del Paese. Roba da lasciare di stucco la Knesset e milioni di ebrei. Cruda foto dei limiti di Tsahal (Esercito), ipnotizzato dalla miracolosa capacità dell’AI, dagli armamenti di ultimo grido, dal silenzio del Mossad e dall’assillo martellante di attacchi di stampo terroristico. Sottostimare i rischi di una dipendenza eccessiva dalla tecnologia, ha creato un falso senso di sicurezza e ha impedito di prevedere le possibili minacce e l’importanza di una adeguata preparazione umana, oltre alla ignoranza del numero di combattenti di Hamas dissimulati tra i civili.

Forte delle relazioni con gli Usa, Israele non ha colto l’incalzante letargo di Hamas, relegando in secondo piano le sue minacce, quelle Hezbollah oltre alla loro connivenza con Teheran e snobbando il reale effetto dell’attacco ai tunnel del maggio 2021. A che prò decantare la distruzione di 100 tunnel, in realtà solo il 5% della rete, a fronte di un tempestivo intervento di riparazione e di ripristino della rete, sfornando nuovi tunnel a getto continuo? Ora, l’esercito israeliano ha montato a Gaza un’operazione in cui dovrà fare affidamento sulla fanteria e sulla artiglieria convenzionale, aree che negli ultimi anni sono state relegate a livelli di bassa priorità, e dove sarà certamente coinvolto in feroci scontri di guerra urbana.

Nel frattempo Hamas, per riprendersi dalle batoste della guerra del 2014, si è data da fare, ci ha lavorato mesi e anni e a sorpresa si è rifatta l’identikit di terrorista: a ottobre ha sfornato una devastante miscela di odio e di missili, navi, droni e combattenti armati che hanno addirittura raggiunto e squartato Ofakim, città a più di 32 km all’interno d’Israele. Israele è stato colto di sorpresa a livello strategico, nonostante tutta la sua sofisticata alta tecnologia, gli armamenti, i programmi di spionaggio e l’agenzia di intelligence di fama mondiale, ha detto Daniel Levy, ex negoziatore di pace israelo-palestinese, Israele non è più in grado di tenere al sicuro il suo popolo e sarà difficile riprendersi da questo colpo basso. Israele ha fallito la sua difesa.   

Cambiano i tempi, e la leadership israeliana si è risvegliata, realizzando che le vere minacce alla sicurezza non sono più le invasioni di terra, come quelle delle precedenti guerre con Egitto e Giordania, chiuse poi da trattati di pace, ma le bordate dei razzi e i violenti attacchi di gruppi armati scatenati come Hezbollah, Hamas e Jihad. E le forze armate avevano investito per affrontare la loro minaccia e fugare, a loro avviso, i rischi di un ricco arsenale missilistico di fattura iraniana. Nel 2011, Israele aveva dispiegato Iron Dome, per colpire i razzi a corto raggio, e ora ha investito nello sviluppo di sistemi per bloccare i missili a più lungo raggio, nel mentre Hamas e Hezbollah, (con alle spalle un decennio nella guerra civile siriana), hanno iniziato a operare più come nemici militari convenzionali, che come ribelli separati da rivalità e lotta di potere.

E Hamas, padrone della Striscia di Gaza da oltre un decennio, ha costruito una rete di tunnel come centro di comando, di controllo e di intervento per i futuri conflitti e si è fatta le ossa nel lanciare razzi su Israele. A confondere le idee, prima degli attacchi del 7 ottobre, esplode la recrudescenza della violenza in Cisgiordania, astutamente fomentata da Hamas per obbligare il Governo di Netanyahu, sostenuto dai leader dei coloni che vivono in Cisgiordania, a deviare la sua attenzione sul fronte degli attacchi palestinesi. A giugno, Tsahal moltiplica il numero di battaglioni sul terreno in Cisgiordania, da 13 a 25 in 18 mesi, secondo i media israeliani, migliaia di truppe di terra da inserire.

I commentatori israeliani bollano la lentezza della risposta all’attacco di Hamas al confine con Gaza dovuta alla iniezione di truppe in Cisgiordania.  Si corre ai ripari. È vero che lo scenario della sorpresa di essere colpiti al confine meridionale e con l’infiltrazione di oltre 1.000 combattenti di Hamas è stato un evento non previsto negli scenari di pianificazione dell’IDF (Israel Defence Force), ma ora al Tsahal resta solo la mossa di allungare i tempi dell’assedio e del conflitto per costringere i miliziani a tornare in superficie, perdendo i vantaggi del muoversi sotto terra.

Va detto che Hamas, nei tunnel sotto la città, ha stipato scorte per 3 - 4 mesi. Tonnellate di munizioni, cibo, anestetici, acqua e benzina. Senza carburante i generatori per l’impianto di areazione dentro i tunnel non funzionano e si deve risalire in superficie per non crepare soffocati.    I terroristi si sono di certo preparati da anni a questa invasione. E se la guerra durerà mesi, arriverà il momento in cui Hamas perderà questo vantaggio e si troverà in una posizione di debolezza mai vissuta in nessuna guerra a Gaza.

A cosa punta l’assedio israeliano? Impedire che ammassino altre provviste per poter resistere più a lungo nei tunnel. I mezzi israeliani stanno scendendo da nord verso Gaza City e sopra il fiume Gaza, con l’intenzione di tagliare la Striscia e poi accerchiare la capitale. La porzione della Striscia sopra il fiume è quella da cui i civili dovrebbero evacuare. 1.100.000 lo hanno fatto, prima che le forze armate israeliane diffondessero i volantini con le indicazioni sulle evacuazioni, oggi sono circa 400.000. L’esercito potrebbe prendere Hamas per fame e per mancanza di ossigeno a Gaza City e, contemporaneamente, Israele potrebbe aprire i rubinetti degli aiuti umanitari dall’Egitto grazie a una linea del fronte che taglia la Striscia per il lato corto, ammassata di soldati a impedire che le provviste finiscano nelle mani dei miliziani. Israele ha diffuso un video con alcune fasi delle operazioni nei tunnel in cui si dice: Sotto gli ospedali, le scuole, le moschee e le case di Gaza si nasconde l’orribile mondo sotterraneo del terrorismo di Hamas. Per smantellare Hamas dobbiamo smantellare i suoi tunnel sotterranei.

A Gaza, tra i civili sale la tensione, come dimostra l’assalto di migliaia di persone ai magazzini degli aiuti umanitari. Farina, cibo, medicinali sono la dimostrazione che la popolazione è stremata da 3 settimane di guerra.

Quanti sono i tunnel di Gaza? La rete di tunnel sotterranei scavati da Hamas è lunga oltre 500 km. È la metropolitana della Striscia. L'IDF stima 1200 -1300 tunnel che danno riparo e copertura militare alle milizie palestinesi. Apparsi molto prima che questa prendesse il potere nella Striscia, dopo la guerra intestina con Fatah finita nel 2007, il primo è stato scoperto nel 1983. Sono alti 2 m e larghi 1-1.5m costruiti spesso usando il cemento armato. Profondi fino a 45 m, possono scendere anche a 80. In diversi tratti sono larghi da far passare anche asini, vitellini e moto e alcuni hanno i binari su cui scorrono carrelli per trasportare merci, armi e viveri.

Più di 10 anni fa Israele ne ha scoperto uno che da Gaza penetrava nel proprio territorio, percorrendo un tragitto di circa 2,5 km sotto 20 m di terra. La Striscia ha una superficie di 365 km ², si estende per 41km su una larghezza di 10 km, con la rete che copre quindi la quasi totalità dell’enclave. Con ingressi vicino a edifici civili, case e scuole, i primi furono costruiti negli anni ’80, per collegare la Striscia all’Egitto; in quegli anni non erano usati per scopi militari ma per il contrabbando con l'Egitto e per importare illegalmente a Gaza beni di vario tipo, in un territorio occupato da Israele con modalità simili a quelle applicate oggi in Cisgiordania, con insediamenti separati dal resto del territorio palestinese.

Con la caduta dei Fratelli Musulmani molti sono stati chiusi o destinati ad altro. Dopo la presa della Striscia da parte di Hamas e il relativo rafforzamento dello stato d'assedio israeliano, sono diventati uno strumento chiave per le milizie, in particolare per al Qassam, il braccio militare delle brigate.  

Secondo il Telegraph, per combattere nella rete di tunnel le Forze dell’IDF hanno testato le Sponge Bombs (bombe spugna), composti chimici che non esplodono, ma producono un’improvvisa emissione di schiuma che si espande rapidamente e poi si indurisce; sono usate per sigillare varchi o ingressi di tunnel da cui sgattaiolare o in cui rintanarsi. Le prime esercitazioni su queste bombe sono state eseguite nel 2021. La rete è disseminata di trappole e si ritiene che Hamas vi custodisca molti dei 240 ostaggi, soprattutto rende possibili improvvise incursioni nel territorio dello Stato ebraico e consente di piazzare esplosivi sotto le postazioni israeliane. Esemplare il rapimento del soldato israeliano Gilad Shalit, poi rilasciato con uno scambio di prigionieri, catturato nel 2006 con un blitz dei militanti palestinesi penetrati nello Stato ebraico al valico di frontiera di Kerem Shalom.

Negli ultimi anni, la milizia ha integrato in molti modi il sistema clandestino, mutato da difensivo a offensivo in un mix di guerra militare, guerriglia e terrorismo.

Si ritiene che i tunnel abbiano ingressi situati ai piani inferiori di case, moschee, scuole e altri edifici pubblici per consentire ai militanti di eludere il rilevamento. La rete di tunnel segreti è l’arma - scrive Bloomberg – con cui Hamas punta a sterilizzare la potenza dell’esercito israeliano. La rete di tunnel annullerà anche i vantaggi dell’Idf in termini di tecnologia e intelligence, amplificherà le difficoltà della guerra urbana e rappresenterà una minaccia letale per le truppe israeliane, ha commentato alla BBC Daphné Richemond-Barak, esperta di guerra e docente alla Reichman University. E ancora: «Hamas ha avuto tutto il tempo necessario per piazzare trappole esplosive sull'intera rete. Potrebbero semplicemente lasciare che i soldati entrino nella rete di tunnel e poi eventualmente far saltare tutto.

A partire dal 2007 la rete ha subito un notevole ampliamento, con il trionfo elettorale di Hamas e con la sua presa di controllo della Striscia, estromettendo con la forza Fatah, il partito palestinese relativamente più moderato nello schieramento politico. In risposta, Israele e Egitto hanno imposto un rigidissimo embargo sul territorio e hanno preso il controllo di tutto ciò che entra a Gaza, inclusi carburante, acqua potabile, energia elettrica e medicinali (almeno ufficialmente). L’importazione di apparecchiature elettroniche e di materiali per l’edilizia è assolutamente vietata. 

Daniel Hagari, portavoce Tsahal, ha mostrato in una conferenza stampa le prove che lo Shifa, il principale ospedale di Gaza City e il più grande della Striscia, viene usato come Comando Centrale di Hamas.  ha mostrato foto, video, registrazioni e immagini satellitari e ha scatenato una terribile denuncia: Hamas gestisce la guerra dagli ospedali e usa i civili come scudi umani, usa la rete elettrica della struttura sanitaria e nasconde ingenti quantità di benzina.  Abbiamo le prove concrete che centinaia di terroristi si sono riversati nell'ospedale per nascondersi dopo i massacri del 7 ottobre. Hamas nega e parla di menzogne». L'accesso al Centro di Comando sotterraneo avviene sia tramite tunnel esterni alla struttura ospedaliera che da alcuni punti interni dell’ospedale. L'ospedale dispone di 1.500 posti letto e 4.000 dipendenti che costituiscono uno scudo umano per i capi dell'organizzazione terroristica.

 

Inserito il:08/11/2023 09:02:14
Ultimo aggiornamento:08/11/2023 09:26:09
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