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Aggiornato al 19/09/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Diego Rivera (Messico, 1886 - 1957) - Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central - 1946/47

 

L’America Latina, un continente sospeso

di Gianni Di Quattro

 

Un continente straordinario pieno di spazi, di colore, dove l’orizzonte è davvero l’orizzonte, dove il ritmo è in tutte le cose e le persone, dove la natura si manifesta nei modi più dolci e più violenti, con tante risorse e dove il percorso verso una vita migliore è lungo e faticoso.

Un continente che ha mischiato i nativi con le persone arrivate da altrove in cerca di vita, di futuro. Tanti paesi e tante tradizioni, diverse culture, due sole lingue per tutto il continente e cioè lo spagnolo e il portoghese in Brasile, civiltà antiche i cui resti sono ancora visibili, tanto desiderio di competere, di migliorare senza mai rinunciare alla umanità che pervade quasi tutti i paesi. Purtroppo alcuni di questi, come lo straordinario Messico per esempio, sono invasi da gruppi criminali che trasformano queste terre in veri e propri campi di battaglia dove vige la legge del più forte e dove il diritto e la forza pubblica non riescono a farsi rispettare. 

Non si può dimenticare che quasi tutto il continente è stato depredato prima dai famosi conquistatori (come Cortes in Messico e Pizarro in Perù, altra grandissima civiltà del passato) e poi colonizzato per tanti anni, ancora invaso da strutture religiose a scopo di proselitismo (loro usavano dire impropriamente di civilizzazione), messo sotto protezionismo e sfruttamento per tanti anni dai nord americani (los gringos) che si interessavano al continente in quanto mercato di consumatori nella loro foga di espansione ed anche per controllare le risorse naturali che erano molto copiose in alcuni paesi (il rame in Cile, il petrolio in Venezuela e in Messico).

Un mondo che ha prodotto tanti artisti nelle arti figurative come la pittura (ispirazione e talento che viene da lontano) e uomini di lettere non solo nella poesia come il grande Pablo Neruda, Octavio Paz o Gabriel Garcia Marquez solo per citare qualche nome, ma tanti sono sparpagliati su tutto il continente.

Sul piano politico tutti i paesi da tempo inseguono la democrazia ma finiscono quasi sempre nelle mani di dittatori duri, incompetenti e qualche volta anche sanguinari come è successo in Argentina ai tempi di Videla. E non si può ora non commuoversi davanti a quello che sta succedendo in Venezuela, al disordine brasiliano, alla corruzione argentina per citare i paesi più importanti.

La sensazione che si ha quando si vivono quelle terre, quando si percorrono gli spettacolari percorsi naturali, quando, soprattutto, si incontra la gente, straordinaria, ospitale, con voglia di sapere e di costruire, è di sospensione. Una sospensione tra un passato duro e fantastico e un futuro ancora da costruire.

Perché l’America Latina è un continente da amare per la sua dolcezza, per la sua umanità, per la facilità con cui si entra immediatamente in sintonia con le persone e le cose, per la sua bellezza e le emozioni che regala continuamente, i sentimenti che sono sempre esibiti come le medaglie dei generali, i colori e i sapori dei cibi. Que viva la vida!

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Inserito il:02/05/2017 10:36:15
Ultimo aggiornamento:02/05/2017 10:40:48
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