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Aggiornato al 26/05/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Carol Losinsky Naylor (Colorado Springs, USA - ) – A Star is Born (2015)

 

E’ nato…. “una stella”

di Tito Giraudo

 

Ho fatto un profondo respiro prima di entrare nell’agone delle tifoserie pro o contro Mattarella.

Che non fosse un genio politico lo dimostra il fatto di essere sempre stato una di quelle seconde linee buone solo per certe cariche prestigiose ma nulle politicamente.

Nulla a che vedere con gli animali politici alla Craxi, Berlusconi, Renzi, (per non parlare di Napolitano) capaci, loro si, di essere dei veri leader.

Un altro vero leader è spuntato all’orizzonte.

Si chiama Matteo Salvini.

Il nostro non ne ha sbagliata una.

Pensava due anni fa che Berlusconi fosse un catafalco da rottamare ma è riuscito a metterlo nel sacco sfruttando due caratteristiche dell’arzillo vecchietto: la mania di aggregare, non importa chi, e la sua concezione da monarca assoluto nel suo Partito, facendo e disfacendo, sparando improbabili eredi ma rimanendo sempre in sella al di la del buon senso.

L’uscita dal giro elettorale ha fatto il resto.

Pensando di sovrastare Salvini sul piano elettorale, Berlusconi ha accettato la sfida che chi prendeva più voti era il leader e “mal glie ne incolse”.

Il vero capolavoro Salvini, l’ha fatto però con Di Maio presidente del Consiglio in pectore, tanto in pectore che adesso che è stato trombato dallo stesso Salvini, cammina ancora come se passasse in rassegna il picchetto d’onore.

Su Di Maio, ammetto, ho fatto l’errore di considerarlo un Robot etero comandato.

Come è possibile che il, o i manovratori, non si siano accorti che non era un robot ma un pollo che si accompagnava con una faina?

Lo sprovveduto, pensava di giocare Salvini, minacciandolo di avere un’alternativa di sinistra, ipotesi che era nella testa di quattro cretinetti del Fatto Quotidiano e di otto ottuagenari “intellettual tardo sessantottini” che nei ragazzotti penta stellati, vedevano quella società civile che esiste solo nelle loro fantasie bacate.

Quando è iniziata la trattativa per il “contratto” (che c’azzeccavano Merkel e Shulz con Casaleggio e Grillo?) ad uso televisivo, hanno imbandito un tavolo di confronto che avrebbe dovuto fare una sintesi utile tra due programmi che sui temi economici erano diametralmente opposti.

Dopo tanto dibattere, Salvini e Di Maio si sono telefonati per scambiarsi i rispettivi nomi dei ministri e qui la seconda furbata salviniana.

L’accordo, era di fare entrambi un passo indietro e Di Maio ha barattato la Presidenza del Consiglio ad un signor nessuno, per uno dei pochi economisti di vaglia che solo Salvini sapeva inviso agli ambienti europei e a quel buon uomo di Mattarella che, per passare da super partes aveva concesso un iter demenziale, con consultazioni pseudo popolari incorporate, invece di stoppare l

Il poveruomo, ha fatto il duro sul prof. Savona, sperando fino all’ultimo che la compagine potesse mollare almeno quello.

Mal glie ne incolse.

Matteo convince Gigino che il prof. Savona è la battaglia della vita.

Se Mattarella cede, lui si avvia trionfante a fare il Vice presidente del Consiglio ma soprattutto quel Ministro degli interni grazie al quale con pochi sforzi, e rete 4 che la pianta lì di portare in video cittadini incazzati per gli emigrati, o picchiati dalla delinquenza, sempre immigrata e a piede libero, farebbe Bingo! Mentre il suo partner (il De Rege tonterello, per non dire altro), alle prese del ministero del lavoro s’infila in un inferno sindacal dantesco.

E così per tutti i ministeri.

Fa finta di cedere sulla Bongiorno alla Giustizia per un avvocaticchio penta stellato, (la quale Bongiorno, di gestire quella patata bollente probabilmente non ci pensava proprio), e si cucca l’Agricoltura, bandiera leghista da sempre che lo aiuterà nella penetrazione al Sud.

Leggetevi i nomi dei ministri, quelli della lega non saranno dei geni ma certo sovrasteranno i colleghi grillini.

Ma se Mattarella non cede, dato che Salvini non è uno sprovveduto e sa benissimo che già il suo di programma è irrealizzabile, figuriamoci quello sommato dei 5Stelle che tra l’altro non piace per nulla ai leghisti e quindi, sul prof. Savona, rovescia il tavolo, giocandosi la seconda carta, o la torre cha da lo scacco matto al re.

Di Maio e anche Di Battista, hanno dichiarato in televisione di conoscere l’economista anti euro da quindici giorni. In ogni caso, sicuramente l’unico ad aver letto il libro del professore è Giorgetti-Richelieu. L’unico che mi sembra politicamente e economicamente pensante. Ma è un po’ poco….

Ieri sempre alla 7, Di Battista rassicurava sull’europeismo pentastellato, tra l’altro mostrando con evidenza un’intolleranza squadristica verso quel buon uomo, pentito come tanti per la benevola condiscendenza verso i Grillini: parlo di Massimo Franco il quale mostrava sorpresa per tanta arroganza, dimenticandosi di chiedere cosa pensa il “Ché de noialtri” dei Lula, Maduro e compagnia bella che non sono certo esempi di buona amministrazione.

Ma allora c’è da chiedere, questa volta a Di Maio: “passi che tu europeista, anche se dell’ultima ora, ti allei con uno, coerentemente da sempre antieuropeista. Ma che perdi l’occasione di Governare per un mattacchione ottantaduenne che scrive in un libro: che l’uscita dall’Euro deve avvenire in una notte, mentre i cittadini dormono. Mi sembra quantomeno da sprovveduti.

Secondo me, i 5Stelle alla vera prima prova del fuoco stanno dimostrando tutta la loro pochezza di improvvisati alla politica, scaturiti da improbabili primarie in rete. Sembra di assistere ad una puntata della “Corrida”, senza Corrado ma con Grillo e Casaleggio che hanno sostituito il pubblico con fischietti, trombette e tri ce trac, con folle di fans osannanti.

Ma a questo punto è lecito dubitare delle capacità di garanti e teste pensanti.

Sospendo di scrivere perché giunge notizia che andremo a votare a fine Luglio. Se è così cambieranno alcune considerazioni e quindi un po’ di calma….

Cari amici, la telenovela continua: Giggino non “inpacchetta” più Mattarella ma vuole riprendere la trattativa, il tutto con gli osanna di un’opinione pubblica anche moderata che francamente mi sembra abbia perso la testa, peggio che nel 22. Ne scriveremo….

Moderati di “Nel Futuro” come mai così silenti?

Nell’attesa degli sviluppi finisco qui.

 

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Inserito il:30/05/2018 12:05:24
Ultimo aggiornamento:30/05/2018 12:10:00
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