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Aggiornato al 21/09/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
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Pedro Américo de Figueiredo e Mello (1843-1903) - Voltaire blessing Franklin's grandson, in the name of God and Liberty

Islam e terrorismo.

 

L’attacco di Parigi merita qualche riflessione, di carattere più generale rispetto al fatto specifico.

Innanzi tutto la reazione della opinione pubblica, che si è concentrata sull’attacco al giornale ed al diritto di satira, suscitando nel mondo una diffusa e giusta reazione alla violenta limitazione alla libertà di espressione subita in modo così offensivo.

Reazione che pare fermarsi alla buccia di quanto accaduto, alla sua forma esteriore e alla lacerazione del normale gusto del vivere liberi.

Tutto spontaneo e giusto, naturalmente, ma “normale”, lontano dalla cruda essenza del fatto, come se fosse solo un delitto che indigna perché colpisce degli innocenti sulla barricata espressiva più scomoda e deridente, che è la satira portata su terreni avanzati (e magari ritenuti protetti).

Ma mi pare si sia trascurata la reale motivazione di questo attacco, rivolto contro un giornale per i suoi irriverenti attacchi contro Allah (e non solo), ma che dietro nasconde  una diversa e ben più pericolosa inclinazione dell’estremismo islamico (e non solo).

La sua totale intolleranza per la libertà, non solo di espressione, che è la cosa che viene per ultima, costruita a difesa di un assetto che da solo non reggerebbe all’impetuoso attacco della innata pressione verso la rottura di vincoli artificiali.

Libertà di vita, di parità di sesso e di diritti, di comunicazione formale e informale, di manifestazione sociale e religiosa.

E si badi bene che ciò accade anche nei paesi islamici non “estremisti” (molti dei quali celebrati e adulati come simbolo di modernità) secondo la definizione accettata che fa riferimento a comportamenti aggressivi e delittuosi, ma che in realtà si verifica anche nella struttura delle gerarchie di valori che,  in una concezione di democrazia paritaria, appaiono invece acquisiti.

Questa realtà è purtroppo molto estesa nel mondo, e si fortifica (come sempre) attorno a duri aggregati di potere, spesso violenti (Africa, Jihad, etc), spesso mortificanti (Afghanistan), spesso raccapriccianti (India), spesso oppressivi (Russia e Cina).

Stiamo parlando della maggioranza del mondo, ma non pare.

Il problema è quindi molto più profondo, e occorre pensare anche alla possibilità, che prima o poi, vista la consistenza del fenomeno e il rapporto di forze in campo, ci si debba confrontare definitivamente. Magari dapprima in geografie limitate, ma che si stanno allargando pericolosamente.

E ovviamente non bastano le preghiere, gli inviti alla tolleranza, alla convivenza pacifica, per niente accettati dagli altri.

Noi che ci sentiamo liberi, aperti e vincenti siamo di fatto una minoranza attaccata dall’esterno e sovente anche dall’interno (problema irrisolto dei neri in America, sistemi di mafia estesi e ramificati, movimenti corrosivi interni, etc), che deve proteggersi e organizzarsi per far fronte ad eventi che possono assumere carattere di catastrofe (l’11 settembre ne è stata una prima prova, ormai quasi 15 anni fa, con 3.000 morti ignari e innocenti).

E la presenza di occidentali nelle file degli attaccanti, magari di ritorno da esperienze belliche dirette, sono inquietanti. E parliamo di persone, non di interessi economici in quei paesi, questi diffusi ed estesi, di fatto a sostegno dello statu quo.

E siamo costretti a misure di prevenzione e di controllo sempre più estese, poco compatibili con  stati di libertà diffusa, per costruire sistemi di difesa che, per essere efficaci, devono diventare sempre più invasivi.

Materia difficile da dire, ma soprattutto da affrontare, senza rischiare di essere tacciati come minimo di conservatorismo culturale se non di provincialismo sociale.

Ma il problema esiste e quando si manifesta in casa inquieta e spaventa. Quando è fuori pare non appartenerci.

 

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Inserito il:11/01/2015 00:07:53
Ultimo aggiornamento:24/01/2015 17:34:25
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