Aggiornato al 22/02/2024

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

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Samba del traditore tradito e della zanzara maledetta

di Graziano Saibene

 

Sono qui - a Rio de Janeiro - da due settimane, e mi sono preso solo il tempo per fiutare l'atmosfera che si respira qui adesso. A parte la temperatura (naturalmente assai calda, com'è giusto, dato che a Rio siamo in piena estate), e il suono di fondo – definito “rumore” o peggio, solo da chi non sopporta samba e carnevale - negli ultimi mesi dell'anno passato e nei primi di questo 2024 si stanno delineando tendenze e novità che marcheranno certamente la vita dei Brasiliani.

Mi ha subito assai sorpreso la grande tenuta della moneta locale, che si è addirittura molto valorizzata rispetto a tutte le altre del Sud-America e anche a quelle di riferimento (dollaro, euro ecc): gli interessi altissimi stabiliti dal Banco Centrale e la stabilità istituzionale dimostrata dal Paese, dopo il brutto scossone iniziale, sono solo due dei fattori determinanti. Ma mi sento di aggiungere anche che le prospettive di sviluppo economico del Brasile non sono state intaccate dalla situazione geopolitica generatasi in Europa in seguito alle due guerre in atto, anzi.

Il Brasile ha risorse energetiche e minerali invidiabili, ed è sempre più in grado di produrre quelle alimentari a basso costo e in quantità assai superiori al suo fabbisogno. I punti deboli sono semmai determinati dall'eventuale rallentamento della Cina, e dal rinvio dei negoziati tra Mercosur e Comunità Europea.

In questi giorni la grande novità politica, è il fatto che stanno venendo alla luce i risultati delle indagini giudiziarie portate avanti subito dopo i fattacci avvenuti a Brasilia poco più di un anno fa, oggetto della mia cronaca in tempo quasi reale “8 gennaio 2023, il giorno più nero di una città luminosa. E adesso?”: tutto abbastanza prevedibile, dopo l'arresto di Anderson Torres – ex poliziotto e poi Ministro di Giustizia e Sicurezza, fortemente voluto a Brasilia proprio da Jair Bolsonaro - al suo rientro in Brasile da Miami, già con l'intenzione di consegnarsi alla polizia federale, negoziando ogni alleggerimento di pena possibile in cambio di rivelazioni documentate.

Molti brasiliani resteranno allibiti e scioccati assistendo alle immagini che da ieri sera (venerdì 9 febbraio) imperversano su tutte le reti TV e su tutti i social media, mostrando il presidente Bolsonaro, democraticamente eletto dalla maggioranza di loro, mentre nella fase finale del suo mandato prepara il “golpe”, dando perentorie istruzioni di comportamento ai suoi ministri, compresi quelli militari. Non tutti gli hanno ubbidito. Ma nessuno in quel momento gli ha fatto la minima obiezione.

Da adesso in poi si succederanno innumerevoli battaglie legali, ma è anche prevedibile che l'esercito dei Bolsonaristi, senza se e senza ma, subirà un sensibile svuotamento, come tutta l'estrema destra, cercando salvezza politica in movimenti più centristi e meno radicali. Che in fondo è anche quello che si augurano gli attuali “governisti”, cioè quelli che appoggiano il governo Lula, molto più ansiosi di continuare a governare, piuttosto che di vendicarsi.

Nei panni di Bolsonaro o dei militari colti in fallo (al VAR, ma da cartellino rosso!), non sarei molto tranquillo: la Costituzione parla chiaro, e restano poche vie di scampo, oltre alla prevedibile via di fuga all'estero (e io spero di cuore che non sia nel nostro Paese, dove qualcuno gli ha regalato la “residenza onoraria” oltre a quella effettivamente dovutagli grazie a una discutibilissima legge italiana che riguarda i discendenti dei nostri emigrati).

Prima di chiudere questa breve cronaca non posso tralasciare di annotare che il Brasile sta affrontando in questo momento anche una grave epidemia di dengue, dovuta al diffondersi delle zanzare aedes aegypti responsabili per la sua diffusione in vaste zone del sud, sud-est, centro e ovest, dove gli ospedali sono già in grave difficoltà, non essendoci ancora trattamenti validi a contrastarne i sintomi, che sono molto dolorosi. C'è un nuovo vaccino con protezione superiore all'80%, prodotto dal Giappone, ma la cui disponibilità è attualmente assai limitata, e quindi distribuita dal Sistema Unico di Salute (SUS) solo per bambini tra gli 11 e i 14 anni.

Gli scienziati sono sicuri che anche questo flagello è una delle conseguenze del sensibile riscaldamento del pianeta.

Mi limito a confermare che anche la temperatura dell'Oceano, - che ho la fortuna di poter utilizzare come insostituibile trattamento diario di idromassaggio - è sensibilmente più calda rispetto agli anni scorsi.

 

Inserito il:11/02/2024 15:19:07
Ultimo aggiornamento:11/02/2024 16:52:26
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