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Aggiornato al 05/08/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Henri Lebasque (Champigné, Maine-et-Loire, 1865 – Cannet, Alpes-Maritimes,1937) – La Sieste

 

Pubblichiamo con cadenza variabile, sotto il titolo “La siesta”, spunti, pensieri e osservazioni di Gianni di Quattro relativi a fatti di attualità, principalmente di politica nazionale ed internazionale. Ci auguriamo che questo possa favorire un interscambio di idee con i lettori i quali sono invitati a commentare ed a dibattere sia in caso di accordo che di disaccordo col pensiero dell’autore.

 

La siesta (16)

di Gianni Di Quattro

 

Parte in questi giorni il percorso del Partito Democratico negli Stati Uniti per nominare il leader che alla convenzione di luglio verrà ufficializzato e cui toccherà sfidare Trump a Novembre. Sei i principali candidati che si confronteranno: Elizabeth Warren, Pete Buttigieg (40 anni), Joe Biden, Bernie Sanders, Michael Bloomberg, Amy Klobuchar. La vittoria di Buttigieg in Iowa bel segnale. Ma i sondaggi in questo momento sono ancora a favore del presidente biondo.

Nel discorso sullo stato dell’Unione di fronte alle Camere, Trump ha detto che l’America è più forte, non ha detto che è un paese dove migliora la qualità della vita, dove si conferma la democrazia, che è sempre più riferimento internazionale. Non ha detto queste cose perché non è uno statista, ma un capo d’azienda (like) cui interessa il profitto a tutti i costi e basta.

A proposito di politica populista l’esempio più eclatante è rappresentato senza dubbio da Brexit. Il classico caso in cui i governanti hanno fatto quello che ha detto il popolo, a prescindere che questo sia nell’interesse del paese. Anche in questo caso non siamo di fronte a statisti, ma a gestori del potere.

Il problema catalano in Spagna è sotto controllo e confuso nello stesso tempo. Intanto il Governo e i rappresentanti della indipendenza catalana si parlano, preparano insieme elezioni locali e questa è una buona cosa rispetto al passato (certo non mancano gli ostacoli). Nel gruppo indipendentista catalano, tuttavia, cominciano i distinguo e le differenze (per esempio la posizione dei sindacati e delle imprese). L’emozione è ancora forte, ma la ragione e il tempo stanno lavorando.

Il coronavirus sta isolando la Cina. È proprio vero che anche le migliori previsioni, magari fedelmente rispettate perché fatte da regimi che non ammettono deviazioni spontanee, possono cambiare come conseguenza del fattore imprevedibilità. Ricordarlo è sempre utile.

Il proscioglimento di Trump dal possibile impeachment significa la definitiva sottomissione del Partito Repubblicano americano allo stesso Trump. Una notizia non positiva per la democrazia americana.

In Bolivia dopo avere cacciato Evo Morales e il suo governo socialista, è in atto una restaurazione conservatrice e gli ex ministri e funzionari del passato governo stanno scappando (altrimenti li arrestano). In Messico che conserva da sempre questa caratteristica di ospitalità di chiunque è perseguitato politicamente o per motivi religiosi. La svolta a destra in America Latina continua e si accentua.

La situazione economica del nostro paese è a dir poco difficile. La chiusura dell’anno è stata negativa (Istat dixit), adesso gli attuali governanti esibiscono fiducia, ma le voci contrarie si rafforzano e molti pensano che persino le previsioni del Fondo Monetario siano troppo ottimistiche. I mercati pensano che tre sono gli elementi non positivi e cioè la sfiducia in quello che fa il governo, l’incertezza politica e l’inquietudine sociale non controllata. Certamente il fatto che tra i partiti al governo non c’è identità di vedute, malgrado gli ottimismi di facciata del Presidente del Consiglio, e l’evidenza che costoro pensano a cercare voti più che agli interessi generali, così come la mancanza di una opposizione seria, democratica e professionale rappresenta il centro di tutti i dubbi possibili.

L’unica maniera efficace di combattere Salvini non è quella di confrontarsi duramente con lui, ma quello di lasciarlo fare e di invitare costantemente la gente ad osservarlo. Prima o dopo cade da solo (dicono gli esperti), non ha la cultura, non ha la tempra per fare un percorso lungo e difficile e, soprattutto, complicato. Questo lo sanno benissimo i suoi vecchi amici della Lega, come Maroni ad esempio, che lo stanno lasciando fare e stanno aspettando il suo cadavere seduti tranquillamente sulla sponda del fiume.

Continuo a chiedermi se Zingaretti senza i suggerimenti di Bettini riesce a dire qualcosa sul governo e su qualsiasi altra cosa.

Il problema del mondo non è eliminare i ricchi, è eliminare i poveri. Su questo i politici, gli uomini di pensiero dovrebbero ragionare, non gli economisti perché forse costoro non hanno alcuna attenzione al sociale.

Adesso Johnson fa il gradasso. Dice che gli accordi con l’Europa si possono fare alle sue condizioni, altrimenti la Gran Bretagna tirerà diritto e dice anche molto altro ancora per dimostrare il suo felice distacco dal continente. Non è certamente un uomo che ha capito il futuro, crede di potere mettere le lancette del tempo indietro di alcuni decenni. Un figlio della perfida Albione direbbe la buonanima.

Il problema della sanità è sempre più difficile anche perché, come ha detto Aldous Huxley, la medicina ha fatto così tanti progressi, per cui ormai nessuno è sano.

La telefonia mobile mischiata alla informatica (i-pad) ha consentito a tanta gente di non sentirsi più sola, ha dato l’illusione di parlare, di avere amici, di scambiare idee, di farsi vedere e di vedere. E ha fatto piombare questa stessa gente nella più, e soprattutto definitiva, solitudine. Un gatto che si mangia la coda.

 

Inserito il:06/02/2020 16:40:55
Ultimo aggiornamento:06/02/2020 16:45:47
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