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Aggiornato al 19/09/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Henri Rousseau, Le Douanier (Laval, France, 1844 - Parigi, 1910) - Le Repas du Lion

 

Piattaforma Rousseau e democrazia della rete

di Vincenzo Rampolla

 

A Milano, l’8 aprile 2016, in una stanza dell’Istituto Auxologico di via Mosè Bianchi n.90, dove Gianroberto Casaleggio per privacy è stato ricoverato sotto altra identità, davanti al notaio Enzo Sami Giuliano, sono presenti i signori Gianroberto Casaleggio e il figlio Davide.

Viene siglato l’atto costitutivo dell’Associazione Rousseau (a struttura aperta, non riconosciuta, ovvero senza personalità giuridica).

La sede dell’Associazione fisicamente coincide con quella della Casaleggio Associati e l’atto rappresenta un testamento politico con cui il padre per via ereditaria consegna al figlio il controllo della democrazia diretta del M5s.

Con l’art.4. dello statuto l’Associazione promuove lo sviluppo della democrazia digitale e assiste il Movimento M5s nella sua azione politica e alla morte di Gianroberto, quattro giorni dopo, Beppe Grillo mantiene il ruolo di Garante del M5s e Davide assume quello di Garantito. L’Associazione alla nascita è composta da due persone: Gianroberto e il figlio Davide. Versano due quote da €150 euro, il fondo iniziale, e rispettivamente sono Presidente e Vicepresidente, entrambi componenti dell’Assemblea e membri del Consiglio direttivo, Davide è anche Tesoriere.

Il potere di Davide è conferito dagli art.6 - 13 che gli assegnano i ruoli e le importanti funzioni di Fondatore, ormai unico. Con l’art. 6 entrano nell’Associazione coloro la cui ammissione è deliberata dal Consiglio direttivo. Con l’art. 13 infine il Presidente del consiglio direttivo è nominato dall’Assemblea tra i soci fondatori ridotta a una sola persona, in cui coincidono Assemblea, Presidente, Consiglio direttivo e Tesoriere. Il 5 maggio Davide inserisce due nuovi soci, Max Bugani (consigliere comunale a Bologna) e David Borrelli (europarlamentare che il 4 gennaio 2018 dichiara al Foglio: Tutti e tre gli incarichi sono intestati a Davide Casaleggio. Sono in quell’Associazione ma è come se non ci fossi, bisogna chiedere a lui.

Dal rendiconto sommario del 2016 pubblicato sul sito, Davide è Presidente, Amministratore unico e Tesoriere di Rousseau e concentra tutti i ruoli dirigenziali e di vigilanza, senza alcuna divisione dei poteri, e in forte conflitto d’interessi: nomina il tesoriere, decide sui contratti superiori ai €100.000 e sui propri rimborsi spese, provvede alla gestione economico-finanziaria ordinaria, predispone il rendiconto, presiede il Consiglio direttivo e rappresenta l’Associazione. In pratica Davide nomina se stesso, autorizza se stesso, controlla se stesso e presiede se stesso oltre a gestire un elevato flusso di danaro (superiore inizialmente a €550.000), gestito in maniera approssimativa. Dice Borrelli: Ho partecipato a una sola riunione su Skype, ho visto il bilancio che è online e ho dato l’ok. Il potere di Davide è rafforzato dalle regole del nuovo statuto.

Con l’art.1 il M5s è vincolato all’Associazione e con l’art. 6 del regolamento tutti i nuovi eletti in Parlamento (222 alla Camera, 112 al Senato e 14 a Bruxelles) sono obbligati a versare una tassa mensile da €300 (pari a €6,264 milioni in 5 anni di mandato). Il M5s è giuridicamente, economicamente e tecnicamente subordinato a una struttura privata su cui non esercita potere né vigilanza. Lo statuto prevede una procedura per sfiduciare il Capo politico (Di Maio) e anche una per rimuovere il Garante (Grillo), ma non c’è procedura per recidere i legami con il Garantito (Davide e la sua Associazione Rousseau). L’unica soluzione è modificare lo statuto attraverso un processo molto complesso e una maggioranza praticamente non raggiungibile. Secondo lo statuto la verifica dell’abilitazione al voto e il conteggio dei voti sono effettuati dal sistema informatico della Piattaforma Rousseau (Rousseau).

Fai sentire la tua voce con Rousseau. Il cambiamento è anche nelle tue mani, a partire da qui, recita l’homepage del portale dove gli attivisti M5s, attraverso referendum online, possono esprimersi sulle questioni messe al voto dal capo politico Di Maio.

Nei momenti più delicati della storia del M5s sono stati i referendum online a illuminare il sentiero politico da percorrere sotto il vessillo della democrazia diretta. Rousseau è lo strumento con cui sono stati scelti i candidati alle elezioni politiche, europee, amministrative e regionali.

Secondo i dati del blog M5s gli aventi diritto al voto sono oggi 115.372. La partecipazione, però, alta nel primo periodo, è calata progressivamente. Nel maggio 2018, oltre 44.000 votarono al referendum sull’alleanza con la Lega, 56.127 parteciparono alla votazione di riconferma di Di Maio e 20.000 a quella per la scelta delle 5 donne capolista per Bruxelles. A più riprese sono stati sollevati dubbi sulla gestione dei dati degli iscritti e sulla correttezza dei risultati delle votazioni online. Per questo motivo il Garante della privacy ha assegnato a Rousseau due sanzioni: la prima di €32.000, dopo aver ravvisato il trattamento illecito di dati personali, e la seconda di €50.000, contestando la possibilità di alterare i voti degli iscritti.

Con Rousseau entra in gioco la Casaleggio Associati srl, società commerciale installata il 26 giugno 2018 a Milano, in Via Visconti di Modrone 30, 2piano, citofono CA, con 12 dipendenti e attiva nei settori: Strategie di rete, Blockchain per business e E-Commerce in Italia. Rousseau è stata sviluppata gratuitamente dalla Casaleggio Associati per M5s e poi rilasciata e donata al M5s e affidata all’Associazione Rousseau senza scopo di lucro per la gestione informatizzata della democrazia diretta. L’Associazione Rousseau oggi è composta da Massimo Bugani (socio e responsabile organizzazione eventi), Enrica Sabatini (socio e responsabile ricerca e sviluppo), Pietro Dettori (socio e responsabile editoriale) e Davide Casaleggio (Presidente) e ha sede legale a Milano, via G.Morone 6, due dipendenti a tempo pieno, 1 stagista, 4 dipendenti part-time e un collaboratore. È costola e polmone finanziario del M5s, bilancio 2016 chiuso con attivo di €79,786, bilancio 2017 chiuso con passivo di €135.062 e costi di €493.000 incluse le spese per contenziosi legali per l’uscita di associati, su un totale di circa 140.000 iscritti. Nelle casse di Rousseau entrano €1,253 milioni, contributo annuale obbligatorio dei parlamentari sui 5 anni di mandato.

Tra le ipotesi su come risolvere la crisi, è rispuntato il contratto alla tedesca, ventilato da G.Delrio, capogruppo Pd alla Camera. In Germania Koalitionsvertrag esiste dal 1961 con ultima applicazione a marzo 2018, quando, dopo mesi di negoziazioni, si è giunti a formare la grande coalizione tra Cdu, Csu e Spd, che ha sostenuto il quarto governo di Angela Merkel.

La trattativa tra le forze politiche tedesche ha partorito un contratto che nella versione definitiva contava 177 pagine, in cui si descrivevano nel dettaglio le misure condivise da attuare e le relative coperture per portarle a termine. 4 mesi per stilare il documento, 18 commissioni e 100 esperti. Completata la redazione, il contratto è stato sottoposto alla fiducia del Bundestag, il parlamento federale tedesco. L’Spd lo ha anche posto all’attenzione dei suoi 463.723 iscritti, di cui il 66% ha espresso un voto favorevole.

Lo stesso governo Lega-M5s non è nato sotto il segno di un contratto condiviso? Rispetto al documento tedesco, quello giallo-verde era ridotto e meno dettagliato, 57 pagine contro le 177 dei tedeschi. Nel documento programmatico di M5S-Pd da consegnare a Conte i punti su cui basare l’intesa, sono state redatte 5-6 pagine contro 57, con a disposizione incontri a raffica e tempi strettissimi imposti dal Colle: meno di una settimana.

I tre partiti tedeschi hanno deciso di coinvolgere le loro basi con modalità e tempi differenti, con un congresso e un referendum. La consultazione è stata preceduta da conferenze regionali, organizzate in varie città tedesche e due modalità per partecipare al referendum: per posta e online. Emerge un passaggio molto interessante dall'art. 38 della Costituzione tedesca: i deputati sono soggetti soltanto alla loro coscienza, da tempo una costante dei contratti di coalizione in Germania e la si ritrova tale quale, ad esempio, nel contratto Spd-Verdi del 1998. Si tratta della messa in pratica del principio della Fraktionsdisziplin, cioè della disciplina del gruppo parlamentare, che punta a garantire una certa omogeneità nel comportamento di voto di un partito al Bundestag. Un meccanismo che non si basa su sanzioni immediate per chi vi si sottrae (peraltro incostituzionali), quanto su metodi meno diretti, come la mancata ricandidatura alle elezioni successive. In ogni caso, il deputato tedesco che decida di uscire dal partito col quale è stato eletto al Bundestag o venga estromesso da esso mantiene il suo mandato. Si tratta di etica politica o di etica tout court?

E la votazione con Rousseau?

Per poter votare con Rousseau è necessario essere iscritti alla piattaforma da almeno 6 mesi. Ciò per non influenzare una votazione causata da iscrizioni di massa all’ultimo minuto. Inoltre, l’ampia finestra temporale consente di effettuare controlli e verifiche accurate sulle richieste presentate ed è attivo un sistema di segnalazioni quotidiano con cui gli stessi iscritti possono inviare comunicazioni e suggerimenti. L’iscrizione richiede una certificazione, rilasciata solo se l’iscritto è identificato da un documento ufficiale (carta d’identità, patente, passaporto), da un indirizzo e- mail e da un numero di telefono. La certificazione avviene in 3/5 giorni lavorativi a seguito di ulteriori controlli sulla validità delle informazioni fornite. E alla fine spunta il filo spinato: il regolamento sui tempi delle consultazioni online. L'urna virtuale potrebbe essere aperta già domani, date le tempistiche strette sulla soluzione della crisi imposte da Mattarella, ma per dare la parola agli iscritti servirebbe una deroga al regolamento che prevede per ogni votazione un preavviso di 24 ore sul Blog M5s. Il quesito dovrebbe prevedere la ratifica dell'accordo con il Pd, i 10-20 punti annunciati da Di Maio e il ruolo di Conte in caso di nuovi veti dai dem. Non sono escluse sorprese dell’ultim’ora. E Di Maio … Chi pensa a lui?

Zavorra ormai insopportabile per Conte, cocciuto allo spasimo pur di non perdere la presunta immagine di vice-premier del passato, forte di ben quattro poltrone su cui posare le sue natiche da chierico, due ministeri, la vicepresidenza e la segreteria del Movimento, si agita come una tenia tra le aspidi delle Camere e del suo stesso Movimento, incapace di riconoscere il valore simbolico di una vicepresidenza virtuale, di comodo, politica e effimera. Fa pena. Scovata dall’Adnkronos Giovanna Melodia, la sua ex fidanzata, conosciuta ai tempi delle regionali in Sicilia, ha gorgheggiato stamane: No, non parteciperò alla prossima votazione online su Rousseau: andava fatta prima di sedersi al tavolo con il Pd. Ieri era già troppo tardi! Più saggia di lui.

E da La Repubblica più arzillo che mai Scalfari sconsolato scuote il capo in silenzio, e ancora de Bortoli che scribacchia dal suo cantuccio: Fatichiamo a pensare che il bene del Paese, cui tutti mostrano di tenere, sia legato al destino personale di un vicepremier e da ultimo Beppe Grillo, dalla sua villa al mare. Istericamente composto, con patetici strilli di dolore, l’occhio appassito da forse una eccessiva dose di Fentanyl, schiaffeggia l’imberbe Di Maio e anima le folle e esalta gli iscritti con un Mai ci capiterà un’occasione come questa… mai! Franceschini ha suggerito a Conte di sopprimere le vice presidenze: non ne ha bisogno. Che farà Di Maio senza il suo mentore?

Questo il quesito per i M5s iscritti al voto su Rousseau: Sei d'accordo che il Movimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?

 

(consultazione: la repubblica 6.8.2017, il foglio 31.1.2018, associazione italiana costituzionalisti, la valigiablu 21.8.2017, il giornale 27.8.2019, agora, mediapart, start magazine, der spiegel, il blog delle stelle, il mattino 1.9.2019, rainews, sole24ore, agenzia giornalistica italiana)

 

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Inserito il:02/09/2019 12:20:40
Ultimo aggiornamento:02/09/2019 12:37:57
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