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Aggiornato al 22/07/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Mino Maccari (1898 - 1989) - Raccolta Dux - Mussolini - 1943

 

Fascismo e antifascismo, quando se ne potrà parlare storicamente?

di Tito Giraudo

 

Viviamo in un fase storica di profonda crisi delle istituzioni e delle forze politiche che le hanno generate e dirette (o maldirette). E’ un fenomeno che riguarda soprattutto l’occidente erede del protestantesimo prima e dell’illuminismo poi.

Il concetto moderno della democrazia rappresentativa viene minacciato da spinte che a mio parere vengono definite, di volta, in volta, qualunquiste e ora populiste, le si addebita alla propaganda di chi le rappresenta e si trascurano invece le cause che le provocano. Al punto di far crollare gli elettorati di riferimento. Tipico il fenomeno di una sinistra che non rappresenta più i ceti popolari ma la borghesia cittadina.

Ma sono fenomeni nuovi?

S’invertono gli addendi ma la somma non cambia.

In questi giorni avviene un dibattito demenziale sulle cosiddette riforme costituzionali (io pensavo che il valore della Costituzione fossero i princìpi e non le forme elettorali, tantomeno la composizione delle Camere). Come sempre succede in questo Paese, si è scomodato Fascismo e Antifascismo. In particolare: il Ministro Boschi che si sarebbe permessa di criticare le intenzioni di voto del Presidente dell’Anpi per il “no”, sostenendo  che i veri partigiani sarebbero per il “Sì”.

Io me li vedo questi Partigiani, i quali, settant’anni dopo (come minimo sono dei novantenni preoccupati di cosa la badante servirà per cena), arrovellarsi sulla riforma renziana.

Io non c’ero (o se c’ero ero bambino), per poter valutare il peso dell’Associazione Partigiani nel dopo guerra; so però, che dopo la scissione con il partigianato non legato alle sinistre comuniste e socialiste, anche l’Anpi diventò di fatto una delle tante associazioni fiancheggiatrici del PCI.

Se fa scandalo, il cosiddetto fallo di reazione della Boschi, che dire delle dichiarazioni di un arzillo novantaduenne che presiedendo un’associazione composta nella quasi totalità da autoproclamatisi eredi, entra a gamba tesa nella polemica interna al PD per schierare la Madonna di Lourdes resistenziale?

Mi servo di queste amenità per aprire (sollecitato) un dibattito su Fascismo e Antifascismo. In Autunno, il Centro Pannunzio commemorerà Renzo de Felice, senza dubbio il più grande storico del Fascismo. Dopo gli attacchi iniziali alla sua monumentale biografia mussoliniana, è subentrato da parte dell’intellighenzia progressista il silenzio. Non potendo confutare una ricerca storica ineccepibile,  perché ampiamente documentata, si preferisce cercare di far cadere nell’oblio le tesi defeliciane sul Fascismo, sulla sua genesi e sulla sua storia.

Qualche anno fa in preparazione dei miei libri che in qualche modo hanno sempre indagato sul Fascismo, mi sono cimentato nello studio dell’opera “di una vita” di De Felice cambiando radicalmente l’idea superficiale che avevo del fenomeno. 

I temi principali riguardano:

Le origini e il DNA del Movimento Fascista

Le cause che ne favorirono l’ascesa

E infine l’interpretazione, anche ideologica, del ventennio.

A cascata emergono tutti gli interrogativi sugli anni che vanno dalla caduta del Fascismo fino alla sconfitta del Fronte Popolare:

Si può parlare di lotta di liberazione o più propriamente di guerra civile?

Quali furono i veri intenti delle forze politiche dietro la Resistenza?

La Carta costituzionale fu un nobile parto di Padri della Patria o un pragmatico compromesso?

Quanto avviene in questi anni:

La crisi / sparizione dei vecchi Partiti dell’arco costituzionale

La difficoltà di sopravvivenza degli eredi

Il Leaderismo e il cosiddetto populismo.

Non possono non rimandarci al passato. La tendenza di regolare i conti con il Renzismo, oggi, si serve di richiami storici che evocano, ma non chiariscono.

Penso che se non si ha il coraggio di guardare al passato da storici e non da politici con il fiato corto e la visione miope, anche riforme, che personalmente non considero poi tanto fondamentali, ma soltanto utili, sono oggetto di forse inconsapevoli ed esagerate strumentalizzazioni.

Su tutto questo, vogliamo approfondire e dibattere?

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Inserito il:26/05/2016 10:37:49
Ultimo aggiornamento:26/05/2016 10:49:11
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