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Aggiornato al 19/09/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Reggimento “Real Marina”, Armata del Regno delle Due Sicilie - 1730/40

 

Facimm ammuina

di Davide Torrielli

 

Non sono napoletano né campano, ma ho avuto l’onore ed il privilegio di frequentare diverse aree del nostro pianeta ed in particolare, del nostro beneamato stivale italico.

In questo peregrinare di culture ho compreso pregi e difetti di tanti popoli dei quali potremmo qui divertirci a delineare i profili ma di tutti, il popolo più espressivo, aderente alla realtà e capace di sintetizzare la società è di certo il popolo di Napoli che qui propongo per una candidatura unesco come patrimonio culturale dell’umanità da tutelare.

Napoli è una città difficile, anzi difficilissima, ma che trasuda umanità, erutta sintesi sociale perché tempo da iettare non ne tenimmo.

Parole che sono ideogrammi, espressioni che comprendono un discorso intero ed una storia millenaria di chi doveva far fronte a tanti concetti con pochi termini a disposizione.

Vi sarete senz’altro accorti del grande frastuono di parole che non sottintende ad equivalente complesso di azioni vere, stia ora emergendo nel nostro day-by-day di nazione travagliata nel contesto europeo. Pare di stare all’asilo dove Pippuzzo e Mimmo, fanno un gran baccano con due mazzi di figurine in mano, mentre Hansel e Gretel pretendono di voler giocare anche loro e via urli, baccano, avanti ed indietro ma le figu, unica cosa che conta, stanno legate nel mazzo che saltella qui e là come nel famoso gioco delle tre palline di Napoli. La vedo e non la vedo…. Insomma un grande casino.

E qui interviene la cultura napoletana classica: quello a cui assistiamo a Napoli, si chiama “Facimm ammuina” con perdono anticipato della sintassi. Tale termine nato a Pozzuoli tanti anni fa, significa fare una mazza facendo intendere di fare davvero tanto.

Tale termine marinaro, veniva usato sulle navi militari ormeggiate in porto dove le cose da fare erano poche, la gente tanta ed i controlli, assenti.

Capitava poi che arrivasse l’ammiraglio pluridecorato di turno, piegato in avanti sotto il peso delle medaglie, di fronte al quale partiva il segnale … l’ammuina …. Tutti quelli sul ponte di sotto, dovevano recarsi sul ponte di sopra, trafelati, come se avessero un numero incredibile di incombenze da svolgere, quelli di sopra, dovevano recarsi equivalentemente sotto, ed avanti così.

Il risultato è un movimento meraviglioso di cose e persone come solo a Napoli si può vedere!

Urla, richiami in lingue che furono, corse a perdifiato, … fantastico ribollire di uomini sudati, impegnati a dare il meglio al proprio capo, con un risultato concreto pari allo zero.

Tutto poi sfociava in encomi di efficienza, saluti e ringraziamenti. E, chi si è visto, si è visto.

Bene, non faccio segreto del fatto che abbia inizialmente plaudito all’arrivo di Gigi e Matte, ubriaco come ero di Berlusconi, Renzi e compagnia cantante, ma qui si sta facendo ammuina con la differenza che la nave non è in porto ma in alto mare!

Gradisco alcune delle idee di Matte, ed alcune di Gigi, ma l’invito che loro rivolgo qui, è se sia possibile non sentirli parlare per due settimane di fila e stare solo a vedere il risultato di quello che fanno, in silenzio, con dedizione che sono certo, muove sinceramente i loro passi ma, in un tale casino, si perde ogni e qualsiasi idea, riferimento ed intento!

Non ci si capisce più nulla e quando è così niente esce.

Invito quindi Gigi e Matte a cancellare il deleterio, per tutti, stramaledetto profilo facebook, che in generale contribuisce solo ed esclusivamente a permettere agli altri di farsi i cazzi tuoi, nel loro caso a rendicontare un enorme pasticcio senza nulla sotto, alimentare discordia e fare solo tanto caos senza nulla di concreto.

Vero è che gli italici gradiscono il movimento alla Manvo Italiano, ma così si tratta di un Pogo forsennato nel quale rischiamo, oltre a non concretizzare nulla di quanto ottimisticamente avevamo pensato, anche di farci magari un po’ male.

Se poi il ciucco europeo e l’amico moscone si facessero un tegame di affari loro, tutti sarebbero più contenti, di certo contribuirebbero a quel silenzio Samurai di cui abbiamo tanto tanto necessità in quanto le nostre orecchie, non ne possono più: di cosette da mettere a posto a casa loro ne hanno eccome e questa Europa somiglia sempre di più all’acquedotto di Palermo.

Basta! State un po’ zitti!

Te curas.

 

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Inserito il:20/10/2018 12:23:47
Ultimo aggiornamento:20/10/2018 12:28:37
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