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Aggiornato al 16/12/2017

John Durang (Lancaster, Pennsylvania, 1768 – Filadelfia, 1822) - Dwarf Dance - Watercolor

 

Italiano Marrano! Nani e Ballerine

di Davide Torrielli

 

Indiscutibile è la constatazione triste e desolata dell’essere nuovamente nel mezzo di una campagna elettorale. Noi italiani nel dopoguerra abbiamo avuto circa un governo ogni nove mesi, un parto che si ripete nel tempo lasciandoci perennemente in una condizione di costante ed incancrenito dibattito elettorale.

Orde di politici e pseudo tali vivono di quello nella continua e cristallizata preparazione di un assalto e critica dietro l’altra ciucciando denaro in modo costante come idrovore perennemente assetate.

Il carrozzone colmo di nani e ballerine prosegue nella sua folle corsa.

Il cittadino barcollante si dimena con poche forze, ormai, alla ricerca di un obiettivo sul quale poter contare ed al quale aggrapparsi per cercare di credere e proseguire a farlo. Tutto inutile, uno dopo l’altro, i nostri riferimenti sono saltati tutti e si sono dimostrati per quello che sono, dei crumiri senza Patria, pronti a svendersi al primo bucaniere e saltare sulla sua nave non appena questa ci si affianca.

Che immane tristezza vedere che, ad ogni campagna elettorale salta fuori sempre la stessa compagnia di orchestranti travestiti da questo o da quello ma sempre e solo gli stessi, animati dal solito obiettivo dell’arricchimento personale e del fagocitare tutto quello che circola, denaro, sesso, potere e corruzione come contorno.

Ormai, cari amici, credo sia difficile salvarne qualcuno ed il povero cittadino prosegue nel buscare colpi di maglio come Apollo da Balboa.

Vedo e conosco tanta tantissima gente e non faccio altro che sentire sempre le stesse lamentele con crescente acredine e rabbia da destra e da sinistra, in un ormai stravordante dissenso totale che tracima nel completo disamoramento.

Alla domanda che mi piace ripetere su che cosa si intende fare per correggere questa situazione, non viene mai espresso un comportamento teso a manifestare il proprio dissenso in modo concreto ed evidente, da cittadino serio ma solo e sempre lamentele su lamentele verso uno stato che non è in grado di esprimere strutture tali da proporre ai cittadini un serio ed onesto ricambio al potere fatto di veri gentiluomini, pregni del loro incarico, orgogliosi di aver ricevuto un imprimatur riservato a pochi eletti e di avere una enorme responsabilità verso i cittadini presenti ma soprattutto, futuri, i nostri figli.

Niente da fare, gli indegni “eletti” in un italiano incomprensibile proseguono a mimare situazioni teatrali nelle quali loro sono attori di prosa da provincia degni di recitare al Grande Fratello e postare video su Facebook.

Tragedia ma non greca, o presto, sì, anche quella.

Siamo in effetti sulla strada buona per unirci alla “stessa faccia, stessa razza” frase che i figli di Giove ripetono sempre quando conoscono un italiano.

Poveri loro, venduti per trenta denari ai mangia-wurstel e costretti a pagare interessi su cose da loro razziate nella più europea indifferenza. Tutti zitti mentre i patatoni si appropriano di tutti gli aeroporti greci facendoli pagare proprio a loro!

Tranquilli che ci salvano loro perché noi tutti necessitiamo di tanta Europa e poco nazionalismo che rimane vecchio e stantio.

Moderno è europeo, globale senza chiedersi veramente niente, mazzate ad Apollo che barcolla vieppiù, ma sinora, grazie a Dio ed a non so a chi altro, non molla.

Nuovo incontro, nuova conoscenza, nuovo lamentio e di nuovo la domanda: ma che farai alle elezioni per esprimere concretamente il tuo dissenso verso i cialtroni?

Ma, non saprei, forse i radicali, i 5 stelle, la Lega … ricomincia il girello già visto tante e tante volte: quello sì che cambierà le cose.

E nel frattempo, colui che è stato vent’anni, un ventennio ma solo per caso, al governo si è fatto la doccia, un po’ di cremina, due gocce di Ch5 e via, di nuovo sulla scena!

Incredibile pensare che ci siano nuovamente potenziali elettori che possano nuovamente mettere il nostro paese nelle mani del nano tacchettato in versione rivista e riverniciata.

E così, non solo per lui: siamo di nuovo davanti all’ennesimo proscenio dello spettacolo che va in scena di nuovo; cose già viste!

Concludo il mio solito turpiloquio con una considerazione che vuole rappresentare una situazione di vero dissenso, una espressione sincera di sentimenti concretamente contrari: al voto, obbligatorio andare, è un dovere oltre che un diritto.

Ci si presenta da cittadino educato, compassato, con il vestito della domenica. Certificato elettorale ben tenuto nelle mani, carta di identità.

In fila rispettoso, davanti ai rappresentanti del seggio, si consegna Carta e certificato, si attende la conferma della registrazione ed al momento di ricevere scheda elettorale e matita, …, finalmente un atto eroico di vero dissenso, la nostra fascia nera al braccio giapponese, …, il rifiuto della scheda.

“Grazie, no, rifiuto la scheda in quanto l’offerta di possibilità su cui votare non mi consente di poter onestamente e compiutamente esprimere un voto degno di essere chiamato tale”.

Un sorriso, e si attende … verbale un po’ complesso e dichiarazione da ripetere.

Viene restituita carta e certificato, timbrato, io sono andato a votare ma non è stato possibile.

Le possibilità di voto non lo consentivano.

Magari, se una decina di milioni di votanti si esprimessero in questo modo forse, qualcosa arriverebbe, oltre alle ballerine, … più in là, …. ai nani.

C’è chi l’ha fatto, e lo rifarà.

 

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Inserito il:01/12/2017 18:46:09
Ultimo aggiornamento:01/12/2017 18:55:53
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