In questo sito utilizziamo dei cookies per rendere la navigazione più piacevole per i nostri clienti.
Cliccando sul link "Informazioni" qui di fianco, puoi trovare le informazioni per disattivare l' installazione dei cookies,ma in tal caso il sito potrebbe non funzionare correttamente.Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK]
Aggiornato al 18/11/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

John D. Benson (Baltimore, Maryland, USA - Contemporary) - The White House

 

I germi dell’impeachment di Donald (2)

di Vincenzo Rampolla

 

A Minneapolis la sera del 10 ottobre Donald ha parlato per 102 minuti. 20.000 persone su 100.000 prenotate per occupare l’arena, prima tappa del rally elettorale 2020 preteso da lui in anticipo. Discorso insolito per un debutto. Infarcito qua e là di bassezze, di attacchi virulenti contro gli oppositori politici, di bordate all’ex vicepresidente Joe Biden e a suo figlio Hunter: Tutta colpa dei democratici che hanno avviato un'indagine di impeachment, uno sfacciato tentativo di rovesciare il nostro Governo. Io, l’unico candidato alle elezioni 2020 con una visione positiva dell’America.

Per tre settimane ha scritto e riscritto il discorso per quel raduno, praticamente ogni giorno, da quando i due russi che lavoravano per Rudy Giuliani sono finiti in galera e Rudy è sotto il torchio dei PM federali. Galera e PM, tanfo di guai.

Da quel momento l’impegno di Donald ha passato ogni limite, con una frenetica attività al telefono, con interventi pubblici rabbiosi e sempre più violenti e con un senso di vittimismo più ostentato che mai. I suoi attacchi incontrollati, le indagini del procuratore R. Mueller e l’arresto del suo ex consigliere speciale Stone, tracciano un periodo unico e speciale nella sua presidenza.

Nelle stanze dei bottoni aleggia un senso condiviso: l’America è entrata in una nuova e delicata fase della presidenza di Donald. Inquietante e incerta. Gli interventi sull'Ucraina e la sua telefonata in Cina per avviare una propria indagine su Biden e figlio hanno suscitato un forte senso di allarme.

È innegabile che il Paese sia entrato in un periodo critico che metterà alla prova la forza della democrazia americana e delle sue istituzioni. La crisi delle ultime settimane dovuta alle azioni illecite e non etiche del Presidente Trump è diversa e più dannosa rispetto a qualsiasi altro coinvolgimento di Presidenti passati dell'ultimo mezzo secolo. La condotta di Trump nello scandalo ucraino è qualitativamente differente e mai così impegnativa per la nostra democrazia, scrive N.Burns, ex sottosegretario di Stato in pensione e critico feroce, come viene a galla dai suoi twitter. A.Card, Capo di Stato Maggiore della Casa Bianca sotto G.Bush, ha definito gravemente inadeguati i contenuti della conversazione tra Trump e il Presidente ucraino Zelensky e condivide l'apertura dell'inchiesta.

Mentre valuta la piega che l’affaire ha preso, aggiunge: I social media hanno parlato molto della condotta da tenere. Mai visto nulla del genere. Tutti hanno la loro parte di colpa, ma al Presidente piace sfruttare le emozioni della folla. Si vede, se ne approfitta e penso che alcuni leader del Partito Democratico ne trarranno vantaggio dando vita a loro volta a nuove forme di emozioni.

Si sono aperte numerose vie di indagine e spuntano i primi bubboni dei danni prodotti. Una nebbia sta velando l’immagine di Trump. È densa.

La scorsa settimana i sondaggi hanno messo in luce il grado di orientamento dell'opinione pubblica sull'impeachment, con 52% a favore dell'inchiesta avviata dei democratici, dopo mesi in cui la maggioranza e la Presidente N.Pelosi era titubante e restia e contro il procedimento.

Oggi è cresciuta anche la percentuale di persone che dicono che Donald dovrebbe essere messo sotto accusa e rimosso dall'incarico. Sorprende che un sondaggio sia di Fox News (canale mediatico a pagamento del Gruppo 21 Fox Century, attivo in 86 nazioni) da sempre prediletto da Donald e da lui violentemente condannato.

Crudele la reazione pubblicata:

Dal comportamento del Presidente trapela che ciò che è successo non si possa cancellare. Ne è cosciente e deve combattere con tutta l'energia che sa raccogliere. L'urgenza e la difesa delle sue dichiarazioni e l’incisività dei suoi attacchi a coloro che gli sono stati e sono vicini non fanno che sottolineare le frustrazioni e la rabbia. Quante volte ha ripetuto che l’accordo con Zelensky era perfetto? L’edizione di venerdì 11 è caustica: A volte Trump farebbe meglio a modificare i suoi tweet. Dice cose più forti di quello che dovrebbero essere.

Tra i repubblicani (GOP), N.Gingrich, ex portavoce della Camera attacca l'indagine sull'impeachment, la qualifica colpo di stato incostituzionale e dice che Trump emergerà vittorioso e sarà rieletto; eppure il politico fa parte della schiera di quelli che avvertono un crescente livello di umiliazione e di irruenza da parte del Presidente. La maggior parte dei dirigenti GOP mantiene il silenzio. Per molti: Ciò che succede è preoccupante, anche se non impossibile. In questo momento l’indagine sul Presidente non porta a nessun guadagno e forse dà molto da perdere.

Forte critica del senatore GOP M.Romney (Utah) per gli interventi di Donald in Ucraina e Cina ma contrario all'impeachment. Ha esagerato e si sta ancora leccando i segni delle nerbate rifilategli.

Altri si tengono in disparte, lontano da media e interviste, attenti a commentare la sua decisione di sguarnire il nord della Siria per consentire alle forze turche e governative di penetrarvi e attaccare i curdi, i più fedeli tra gli alleati d'America nella lotta contro lo Stato islamico, ma ferocemente odiati dal Presidente Assad e dal suo regime.

Perfino un lealista come il senatore L.Graham (S.Carolina) ha condannato la decisione. A suo dire: Uno dei peggiori errori di politica estera di Trump e che ha creato momenti tra i più critici e vulnerabili della sua presidenza.

Con Donald sono 4 i processi di impeachment, 3 dei quali nell'ultimo mezzo secolo.

A.Johnson nel 1868 nel periodo di ricostruzione dopo la guerra civile accese una feroce lotta con il Congresso sulla razza e l'uguaglianza e causa scatenante fu quando ignorò un atto del Congresso, dichiarato in seguito incostituzionale.

R.M. Nixon fu incastrato da un furto, motivato politicamente. Alla fine rivelò le trame per sovvertire la Costituzione e il suo ruolo per tentare di coprirlo fu la causa scatenante.

Bill Clinton infine fu accusato di falsa testimonianza e abuso di potere, ma causa scatenante fu la sua relazione con una stagista della Casa Bianca.

Come finirà l’indagine su Donald? Questione aperta, con i democratici prudenti e impreparati: fino a che punto spingere le indagini?

Nancy Pelosi, Presidente democratico della Camera, ha le mani legate dovendo ancora ottenere con il voto il via libera della Camera per attivare il procedimento. Non è previsto, ma nei casi precedenti si è votato. Dal canto suo, A.B. Schiff (Calif.), Presidente democratico del Comitato di Intelligence della Camera, ha commesso due errori imperdonabili e pienamente contestabili: leggere in pubblico una versione ritoccata della telefonata tra Donald e il Presidente ucraino e dichiarare poi l’assenza di contatti con l'informatore prima che la denuncia fosse resa nota.

La causa scatenante dell'impeachment può partire dalla scelta di Donald di fare pressioni su un Paese straniero, per raccogliere elementi per incastrare i rivali politici, Biden in testa, sfidante candidato nella corsa del 2020. Se si aggiunge la complicità di Giuliani, suo avvocato personale, nel raggiro del Dipartimento di Stato e del Consiglio di Sicurezza Nazionale con una avventata manipolazione della realtà e cambiando le carte in tavola, il tocco finale può essere l’arresto il 3 ottobre di Parnas e Fruman i suoi due tirapiedi beccati in aeroporto e pronti a fuggire dagli Usa con biglietto di sola andata per l’Austria.

Un’occhiata al feed twitter di Trump dalle prime rivelazioni sulla telefonata con il Presidente ucraino Zelensky e l'esistenza della denuncia di un informatore (validata dall'Ispettore Generale dell'Intelligence Nazionale), mostrano un Presidente sotto stress e agitato nella tenzone. Ancora un'altra storia di notizie false. Non finisce mai! twitta la mattina del 19 settembre, mentre il Washington Post stava divulgando i primi dettagli della telefonata. Qualcuno è così stupido da credere che direi qualcosa di inappropriato a un leader straniero mentre facevamo una chiacchierata ascoltata da chissà quanti? Il 20 attacco ai radicali democratici di sinistra e ai loro ipocriti partner dei media, guidati di nuovo da “Little” Adam Schiff. Il 21: Il finto scandalo ucraino è un altro tentativo sedizioso e perfido per proteggere la banda Obama - Clinton. Lunedì 23 mentre è alle Nazioni Unite, invia 11 tweet-retweet, per annunciare che avrebbe rilasciato una trascrizione della telefonata. Altri 9 tweet partono quella notte tra le 22:25 e le 23:45. II 24, nel giro di 15 minuti, risponde a 11 tweet di persone che hanno tirato in ballo la debole prova della trascrizione rimaneggiata. Non ho fatto nulla di male, ripete all’infinito e spara attacchi contro i democratici.

La mattina del 26, giorno in cui J.Maguire Direttore ad interim dell'Intelligence Nazionale testimonia davanti al comitato di Schiff, tra le 7:00 e le 8:35 esplodono 40 tweet-retweet.

Il testo di un tweet è in lettere maiuscole: LA PIÙ GRANDE TRUFFA NELLA STORIA DELLA POLITICA AMERICANA! Durante la settimana, intensifica gli attacchi a Schiff e si difende: IL DIALOGO CON IL PRESIDENTE DELL'UCRAINA È STATO PERFETTO!

La mattina del 28 in pochi minuti schizza 3 tweet: MOLTO PRESIDENZIALE! - RENDI DI NUOVO GRANDE L’AMERICA - STO PROSCIUGANDO IL PANTANO!

La notte del 28, dopo le 22:00 volano 24 retweet e prima di mezzogiorno del 29 ne spara altri 24. Quella notte si accanisce contro l’informatore e Schiff: Le sue bugie sono state dette forse nel modo più sfacciato e sinistro mai visto alla Camera. Nei giorni seguenti inveisce contro altre denunce di Schiff, dei democratici e dei suoi accusatori. Descrive Schiff come uomo dalla squallida esistenza, bolla i democratici come fannulloni, perditempo e capaci di occuparsi solo di stronzate. Il 2 ottobre, trasferisce la sua rabbia dai twitter alle imprecazioni nell’ufficio ovale della Casa Bianca mentre è a colloquio con S. Niinisto, Presidente della Finlandia. Gli dice che Schiff dovrebbe essere ricercato per tradimento. Non sazio paragona Schiff al Segretario di Stato M.Pompeo e va giù pesante: Meglio che chiuda la bocca perché la gente mi accusa poi di dire cose orrende… ma come fa quel tipo a andare in giro con un reggipalle vuoto? Parlo di Schiff, mi segui? E non si dà pace con i morbosi attacchi ai media: Non esistono media più disonesti dei nostri. Non puoi immaginarlo. E ai giornalisti dice: Dovreste vergognarvi. Paragona l’informatore a una spia e definisce Biden e Hunter corrotti e insiste: Penso che Biden non sia mai stato un ragazzo intelligente e ora lo è meno di quanto non lo sia mai stato. Chiude l'incontro con un: I media sono il nemico del popolo e un: Buona giornata a tutti. Inventatevi qualche storia da scrivere. . . ancora un altro giorno in Paradiso.

Più tardi nella conferenza stampa congiunta con Niinisto, Donald assicura a viva voce: Collaboro sempre. Quando però gli viene chiesto se l'Amministrazione avrebbe collaborato per le citazioni alla Camera, Donald si irrita e bolla l'inchiesta: crimine fraudolento per il popolo americano. Il suo consigliere invia subito al Congresso una nota ove dichiara incostituzionale l’impeachment e che non ci sarebbe stata alcuna collaborazione. Durante la conferenza stampa, J.Mason (Reuters) gli chiede a proposito di Biden: Che cosa mai vuole sapere dagli ucraini? Donald svicola e tergiversa. Mason rincara la dose, lo provoca e pone più volte la domanda. Nessuna risposta.

Nelle notti del 3 e 4, con una sfilza di tweet rivendica il potere di fare ciò che aveva fatto con l'Ucraina: Come Presidente degli Usa, ho il diritto assoluto, forse anche il dovere, di indagare o di aver indagato sulla CORRUZIONE e ciò includerebbe la richiesta ad altri Paesi o la proposta di aiutarci! Il 5 se la prende con Romney, ex candidato GOP alla Casa Bianca: È un culo pomposo, non ha mai saputo vincere, uno sciocco a cui piace andare a braccetto con i democratici. Quei fannulloni! IMPEACH ROMNEY! La scorsa settimana, davanti all’esplosione di critiche per la sua decisione di ritirare i militari Usa dal nord della Siria, dando alla Turchia il via per attaccare i curdi, lancia un altro tweet, rivelatore della visione che ha dei suoi poteri: Come ho già affermato con forza, e solo per ribadire, se la Turchia fa qualcosa che nella mia grande e incomparabile saggezza io penso sia off limits, distruggerò e cancellerò totalmente l'economia della Turchia (l'ho già fatto una volta).

Interviene ancora Gingrich: Temo che parte di ciò che è successo, sia solo una forma di fatica e di esaurimento. Si sente rinchiuso in un ciclo vizioso da cui non sa uscire. Quel ciclo sembra farlo impazzire. Penso che Trump sia un ottimo combattente e in un modo o in un altro arriverà alla fine di questo ciclo. Si è reso conto che così non può andare avanti. Arriverà un momento in cui scalerà la marcia e adotterà la sola modalità vincente che gli resta: tenere duro.

Secondo P.Hart, sondaggista democratico, Con il temperamento che ha, Trump non è in grado di affrontare una prova come l’impeachment. Si tratta di un processo lungo e complesso e lui vede ogni nuovo giorno come uno scontro tra lanciafiamme e si chiede: quante cose posso fare oggi per reggere o controllare la mia giornata? Ogni giorno è per lui un nuovo giorno e una nuova guerra. T.Ridge, ex Segretario della Sicurezza Nazionale e Governatore della Pennsylvania, fin dall’inizio ha criticato duramente il comportamento di Trump: l'impeachment l'ha portato alla ribalta probabilmente in un modo drammatico e ben diverso dal previsto. Nella sua posizione di Presidente degli Stati Uniti lo smodato uso di twitter è il peggior modo scelto per comunicare e affrontare i problemi.

A.Card dà un ultimo pensiero: Sento che oggi la nostra democrazia si è oscurata. Mi darò da fare per cercare di ridarle il suo volto. È l’urna che deve sempre scegliere e castigare i leader. Non si scappa, l'impeachment è una macchia. C’è, è lì e va rispettato. Va preso molto sul serio, senza troppe fantasie.

 

Inserito il:18/10/2019 15:40:05
Ultimo aggiornamento:18/10/2019 16:03:29
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
Questo sito utilizza cookies.Informazioni e privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology