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Aggiornato al 18/11/2018

Brice Marden (Bronxville, NY, USA, 1938 - ) - Event (2004-7)

 

Storie di ieri e vicende di oggi - Capitolo 3

(seguito)

di Tito Giraudo

 

Abbiamo visto nei due precedenti capitoli che le similitudini tra i “populsovranisti” di oggi e quelli di ieri, pur esistendo, non sono tali da definire certamente come neofascisti i nostri giovani eroi e, occorre dire, che giovani erano anche i fascisti a partire da Mussolini che andò al Governo che aveva 39 anni.

Di Maio, ne ha 32 e Salvini 45, tra i tre il vero matusa.

La componente dell’età ha sicuramente giocato un ruolo importante nelle simpatie dell’elettorato, soprattutto per quel che riguarda i 5Stelle che, aggiunta alla verginità dal potere, è stata una miscela scatenante per il consenso dei giovani e non solo. Certo, la stampa e i commentatori televisivi ci hanno messo del loro nel trasformare una vecchia classe politica, tutto sommato inadeguata, in mostri, oltre ad aderire al dictat grillino delle partecipazioni televisive senza contradditorio.

Grillini e Leghini, si lamentano sentendosi accerchiati, dimenticando il putiferio che si scatenò sul patto del Nazareno, presentando come blasfemia un semplice patto tra opposizione e Governo per uscire dalla crisi.

Vero, che dietro al pensiero dei due leader c’era il retro pensiero di conquistare, l’uno l’elettorato dell’altro, ma questo ha sempre fatto parte del gioco politico.

Se nel capitolo precedente, a livello personale, Salvini può ricordare il giovane Mussolini, a livello dei Movimenti i 5stelle sono più simili al Fascismo. Entrambi nascono in sordina per esplodere in breve tempo. Il Fascismo dal 19 al 22 detiene però il primato assoluto, dal momento che i Grillini nascono nel 2009 e dopo otto anni, esattamente il doppio, andranno al Governo.

Discorso diverso per la Lega, Salvini è giovane e profondamente innovatore sul piano ideologico rispetto alla lega di Bossi e Maroni. Tuttavia la sua classe dirigente è in gran parte quella delle origini e quindi meno disposta alle innovazioni che non siano quelle dottrinarie nell’ aver cambiato il separatismo italiano con quello europeo.

Mussolini, nel corso di quattro anni, si è servito dello squadrismo, ma poi conscio che con quei metodi il Movimento sarebbe andato a sbattere, prima propose un patto di pacificazione con i Socialisti, poi fu ancora più compromissorio entrò nel blocco Nazionale con Giolitti e i Nazionalisti, ottenendo però solo 35 seggi.

Aiutano lo sviluppo fascista, soprattutto i Socialisti. Non avevano saputo frenare gli eccessi del biennio rosso pur subendo la scissione Comunista. Cacciano i riformisti. Provocano soprattutto la nascita di Confindustria compattando così il capitalismo italiano.

Il movimento 5 stelle fa opposizione dura e pura, fino ai risultati elettorali della scorsa primavera, ottiene un grande consenso senza però avere la maggioranza parlamentare.

Conquistato il Governo, Mussolini, con il suo violentissimo discorso alla Camera dà il contentino al Fascismo movimentista e rivoluzionario, nel contempo forma il primo Governo tenendosi i ministeri chiave come gli Interni e gli Esteri, riempiendo il governo di liberali, cattolici (De Gasperi voterà quel Governo), nazionalisti e indipendenti (è il caso di Giovanni Gentile).

Il suo programma è ben chiaro. Ristabilire l’ordine soprattutto quello sindacale, non per niente propugnando la riforma corporativa detiene anche il ministero delle Corporazioni, sostituendo la lotta di classe, con la collaborazione di classe: certo, opinabile sul piano del pluralismo democratico ma efficacie per il ritorno alla normalità produttiva.

Altra storia per il Movimento 5Stelle: efficace nella contestazione globale della vecchia politica, è spiazzato nella trattiva di Governo. Il “contratto” stipulato con la lega, nemico giurato fino alla vigilia delle elezioni, è la grande anomalia politica dal momento che somma istanze, giuste o ingiuste che siano, sostanzialmente divergenti tra loro.

Il risultato per ogni riforma, è un compromesso che non dovrebbe scandalizzare, perché la cosa è sempre avvenuta, ma mai su due piattaforme sostanzialmente alternative come in questo caso.

Certo per Mussolini ciò non si verificò, anche se il Governo era di coalizione.

Ovvio che il mio, è stato un giochino per cercare, anche un po’ forzando la mano, analogie della situazione attuale con il primo fascismo.

Non credo però sia corretto considerare 5Stelle e Lega un possibile unicum, non tanto per ciò che dicono molti commentatori, facendo passare i primi come sostanzialmente di sinistra e i secondi di destra, anzi di estrema destra (che vorrei sapere che è), quanto perché rappresentano territori e mentalità profondamente in contrasto, soprattutto negli interessi tra il Nord produttivo, feudo leghista e Sud, aimè assistenzialista e clientelare, per ora appannaggio grillino.

L’abilità di Mussolini fu di rassicurare il Re e le classi dirigenti del paese. Nel 1922 si sarebbe anche potuto ipotizzare la deriva autoritaria. Ma qual era l’alternativa di sinistra? Un’altrettanta deriva autoritaria in compenso pure antiliberale e, se non fermata, avrebbe spazzato via l’ancien regime. In parole povere tra un compromesso con i Fascisti (che ci fu) e quello con le sinistre, il primo parve più conveniente. Il regime poté governare un ventennio perché la politica di Mussolini, al di là dei roboanti proclami, fu soprattutto compromissoria.

Oggi, le sinistre, o quello che rimane di loro, non rappresentano certo un pericolo poiché: “ fanno fine e non impegnano” e poi, mai come in questi anni, la borghesia che conta ha notoriamente il cuore a sinistra anche se il borsellino sempre a destra.

La profonda differenza nella pratica di governo, da quello che possiamo capire di questi pochi mesi rispetto al primo e anche il secondo Governo Mussolini, è l’attenzione che questi prestò all’economia e all’istruzione, anche tagliando fuori il fascismo della prima ora, poiché nel frattempo era l’opportunismo fascista a farla da padrone.

Qualsiasi cosa si pensi di Mussolini, sul piano economico e legislativo, il Fascismo fu una svolta, impose la pace sindacale, in compenso aumentò il PIL. Inoltre nel 29 la politica economica per uscire dalla grande crisi dell’epoca fu citata anche in ambito internazionale a esempio.

Ciò non toglie che quello che successe dopo, sarà tremendo. Ma anche per il regime.

Mentre scrivo, a Torino migliaia di cittadini si stanno organizzando per una grande manifestazione pro-tav. Sarà anche un feticcio ma quando…… ce vo’ ce vò, ce vò’.

 

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Inserito il:01/11/2018 10:39:58
Ultimo aggiornamento:01/11/2018 10:46:23
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