Aggiornato al 04/10/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Edvard Munch (Løten, 1863 - Oslo, 1944) - L'urlo

 

Come gestire il caro energia

di Achille De Tommaso

 

(A richiesta di Giorgio Porazzi completo e aggiorno il mio articolo a titolo “Quando capiremo che le sanzioni alla Russia sono inutili…”)

 

Le guerre hanno sempre un costo; e, in guerra, quando si colpisce ci si deve sempre aspettare una risposta. L’Occidente deve quindi prendere atto che ha dichiarato una guerra economica alla Russia, e adesso deve accettare di farsi carico dei costi.

 

***

Ma la UE e l’Italia hanno mancato di oculatezza: questa guerra è in essere dal 2014 (con avvisaglie dal 2008), con le relative sanzioni alla Russia; ciononostante ha permesso che nel 2013 venissero firmate, dal governo di Gianni Letta 28 accordi di finanza-energia-industria con la Russia. Nel 2018 l’Italia era diventato il sesto paese per volumi di scambi con la Russia e il secondo più grande importatore di gas russo in Europa. Il che ci vedeva dipendere per più del 40% delle importazioni di gas dalla Russia.

Ci sono quindi delle responsabilità politiche nel: 1. Dipendere così tanto da uno stesso paese e 2. Dal non prevedere quale catastrofe economica avrebbe prodotto la nostra “guerra” alla Russia. Altro che “spegnere i condizionatori”, come diceva l’eccelso Draghi: qui si tratta che, a queste condizioni, a molte imprese conviene chiudere. O hanno già chiuso.

Le sanzioni stanno funzionando?

Ciò che sappiamo è che le sanzioni al momento stanno sicuramente danneggiando noi; la Russia verrà danneggiata, ma in seguito. Finanziariamente, come ho scritto, la Russia al momento non ne risente. Non è facile avere notizie bilanciate, perché tutti i canali informativi russi sono stati oscurati in Europa. Da quello che mi dicono alcuni amici a Mosca, i problemi economici non sono ancora molto sentiti; per fare un esempio: il pane e la benzina sono diminuiti di prezzo. Ricordiamo anche che, per molti russi andare al supermercato, è ancora un lusso; e che molte famiglie si approvvigionano, per i beni di prima necessità, da piccole strutture, che producono autonomamente. Comunque, oggi, dei 260 miliardi di transazioni annuali con l’Europa, che nel 2021 era il suo secondo partner commerciale, una gran parte è stata spostata verso Cina e India; con migliori guadagni per la Russia. Putin è inviso alla popolazione? Pare di no: la popolazione lo confronta con Eltsin, l’ubriacone. Il quale, nel 1992, diede luogo alle privatizzazioni selvagge, con un’inflazione che raggiunse il 2500%. Tra il 2 e il 4 ottobre del 1993 le forze armate, su ordine di Boris Eltsin, bombardarono la Duma, ovvero il Parlamento russo, colpevole di essersi opposto alle manovre illegali e incostituzionali del governo da lui presieduto.

Quali sono i miei consigli? Dovrei essere un taumaturgo per poter dare dei consigli sicuramente validi ora e nel futuro. Da parte del capo della UE, Ursula Von der Leyen, del resto, non mi pare ci siano migliori idee, se non quella di tagliare del 10% i consumi. Mi limito, quindi, a citare ciò che leggo, aggiungendo alcuni miei commenti.

Le misure per contrastare l’emergenza energetica appaiono oggi debbano essere: (la formula dubitativa indica la chiarezza di idee…)

1.         Risorse pubbliche per tamponare l’emergenza

2.         Staccare il prezzo del gas da quello dell’energia prodotta da altre fonti per tamponare la speculazione. Utile, ma quanto impieghiamo a farlo? Se ne parla da settimane.

3.         Cercare di renderci autosufficienti: massimizzare le estrazioni, installare degassificatori, aumentare investimenti sulle rigenerabili, e ricominciare col nucleare. Suggerirei di negoziare contratti di gas/petrolio in eccesso del necessario; per l’imprevedibilità del sistema geopolitico e circa i nuovi fornitori su cui ci si affida.

4.            Price cap. Mi pare che siamo in alto mare perché i paesi UE non si mettono d’accordo. Ma può essere comunque una misura palliativa. Il problema non è solo che il prezzo del gas è alto, ma che non ci sarà abbastanza gas. E ovviamente, chi ce l’ha, lo venderà a chi gli offre un prezzo più alto.

5.            Sospendere temporaneamente la transizione ecologica. Se bisogna sostituire i fossili, bisogna farlo avendo già qualcosa per sostituirli: mentre l’Europa non ha diversificato le fronti di approvvigionamento prima di abbandonare gli investimenti sul gas, trovandosi impreparata di fronte all’emergenza.

Tutti questi sono però suggerimenti con risultati a medio-lungo termine; nel frattempo sembra che dobbiamo rassegnarci a soffrire.

Togliere le sanzioni per una soluzione immediata?

Premettendo, come affermo nell’articolo, che mi pare un suggerimento fantascientifico; più si va avanti nella guerra, più mi sembra difficile che, pur togliendo le sanzioni, Putin voglia ridarci il gas alle condizioni precedenti. Secondo me, però, quando ci trovassimo in guai seri, dovremmo seriamente provare questa strada.

Aggiungo le seguenti considerazioni:

Alcuni paesi NATO, e addirittura UE, si stanno arricchendo sulle miserie di altri. E’ un suicidio, perché così, per inseguire un interesse immediato e momentaneo, si rischia di spaccare il fronte occidentale. Tutte le democrazie devono capire che, come noi abbiamo rispetto per l’Alleanza,  e paghiamo il prezzo della guerra, altri devono evitare di speculare su di noi. La mancanza di solidarietà rischia di affossare le democrazie occidentali. L’EU deve capire che difendere la tenuta sociale significa difendere la democrazia, perché il rischio è che l’opinione pubblica si rivolti, e questo aiuterebbe solo Putin.

Il governo italiano ha di recente stanziato 17 miliardi per aiuti alle imprese. La nuova premier inglese ha stanziato invece 150 miliardi come aiuti per il caro-bollette. E il Regno Unito non è indenne dalla crisi energetica, pur avendo petrolio nei Mari del Nord.

L’inefficienza endemica della UE

La UE dovrebbe agire in maniera più rapida, ma non lo fa perché non ha un “comando unificato”. Una guerra economica di queste proporzioni va condotta con una leadership globale che non esiste e con una leadership UE che non c’è. E’ come avere un comando militare di alleati, dove ognuno litiga su ciò che bisogna fare. In UE abbiamo una leadership da parata, che serve per le fotografie, ma non prende decisioni. l’Italia da sola non può fare niente. Possiamo solo fare sacrifici, mantenere in piedi le attività produttive più importanti, e coprire le classi più deboli; e poi tagliare in modo feroce dalle altre parti. In Italia, come abbiamo fatto col Covid, potrebbe essere utile nominare un Commissario Straordinario alla Crisi Energetica.

Tetto al gas? Anche a quello americano.

Le nostre imprese devono competere con quelle americane, che però pagano  sette volte di meno il GNL che vendono a noi.  Un tetto al prezzo dovrebbe quindi anche essere messo per il “gas amico”, che arriva dagli USA; la quale preme per le sanzioni, ma intanto incassa grossi dividendi. Gli USA sono gli unici, al momento, a trarre vantaggio da questa guerra; la loro moneta ha preso ben il sopravvento su euro e sterlina: le armi che regalano sono ben ripagate.

Poi è venuta fuori la notizia che la Germania, che temporeggia sul price cap, riesce a pagare il gas russo un terzo di quello degli altri partner europei. La Germania ha sempre avuto un vantaggio in termini di prezzo, grazie agli elevati volumi di gas russo acquistati negli anni. Ma esso era di appena il 10% all’inizio dell’anno, mentre sfiora i due terzi in questa estate. I dati sono stati resi noti da Destatis, l’istituto statistico federale. In altre parole, l’economia tedesca soffre sì per le minori importazioni di gas russo, ma allo stesso tempo sta accrescendo il suo vantaggio rispetto alle attività produttive nel resto d’Europa. Le stesse famiglie tedesche pagano per la bolletta, a parità di consumi, meno di quelle italiane, francesi, ecc. Sorge poi il sospetto che l’opposizione tedesca al tetto al prezzo del gas non sia più frutto di ragionamenti prettamente economici, bensì di interessi geopolitici.

Da ultimo i misteri: le informazioni circa “i livelli di stoccaggio” non sono chiare; inoltre, in certi paesi UE il gas arriva Russo ancora e, nel momento in cui scrivo, 15 settembre, il suo prezzo sta diminuendo e il “future” appare positivo.

 

Inserito il:16/09/2022 00:00:57
Ultimo aggiornamento:16/09/2022 00:07:25
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