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Aggiornato al 21/05/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Tarsila do Amaral (Capivari, Brasile, 1886 – San Paolo, 1973) – Operarios (1933)

 

Ma cosa succede in Brasile?

di Graziano Saibene

 

Proprio mentre si sta preparando al secondo turno elettivo, che stabilirà chi sarà il suo nuovo Presidente per i prossimi quattro anni, guardando a ciò che è successo al primo turno, e al modo in cui si è svolta finora la campagna elettorale, viene da chiedersi se il Paese reale non sia di fatto in maggioranza conservatore, con alcune sacche liberali; e che, essendo in una fase di rabbia diffusa, non stia cercando affannosamente qualcuno che lo rappresenti.

La Storia mostra come non sempre la maggioranza abbia ragione. Anzi, assai spesso non ce l'ha per nulla: infatti c'è sempre pochissima ragione, e molte emozioni e sentimenti, nelle scelte delle moltitudini appassionate, che diventano cieche e sorde verso tutto ciò che contraddice la loro fede del momento.

Per puro caso (ero in viaggio di lavoro a Buenos Aires) ho visto coi miei occhi il popolo argentino nella Plaza de Mayo applaudire in delirio la dittatura dell'inqualificabile generale Galtieri, quando ha dichiarato guerra alla Gran Bretagna. Ma in Europa era già successo di peggio ai tempi di Hitler e Mussolini, o della rivoluzione francese.

E ho visto pure Fernando Collor il “cacciatore di maragià” esaltare le masse con le sue pagliacciate. E poi stravincere le elezioni, ed essere cacciato per manifesta corruzione!

Un mio amico brasiliano, che si vanta di essere sempre contro la maggioranza, mi ha detto: “ Oggi ancora di più, davanti alle opzioni tenebrose che sono state scelte al primo turno, chiunque vinca, dal giorno seguente sarò all'opposizione!”

E mi ha spiegato che è un incubo immaginare certi personaggi del PT di Lula di nuovo al potere, mettendo nei posti chiave delle statali, e dei fondi pensione i loro correligionari per aiutarli nel saccheggio; economisti populisti; e la vergogna di un Presidente della Repubblica che riceve ordini da qualcuno in carcere, come succede nelle fazioni criminali.

Povero incolpevole Haddad, che sconta l'egoismo e la vanità di Lula, che ha fatto di tutto per boicottare l'alleanza del PT con un candidato munito di preparazione ed esperienza come Ciro Gomes, probabilmente l'unico che sarebbe stato in grado di aggregare quasi tutta la sinistra, e, con il suo stile aggressivo, competere con qualche chance contro Bolsonaro.

Secondo molti, il maggior elettore di Haddad è Lula, e di Bolsonaro è ancora Lula. Ed è anche abbastanza logico pensare che il rigetto massiccio contro il PT di Lula smentisca qualunque ipotesi di cospirazioni delle “elites”, dei “midia” che vogliono il golpe, del giudice inflessibile Sergio Moro e dei suoi colleghi magistrati della “Lava-a-Jato” (la versione brasiliana della nostra Mani Pulite): tutti uniti per perseguitare Lula.

Lo pensa anche il nostro Gianni D'Alema, in compagnia di altri “acuti” osservatori internazionali.

Mi viene da concludere che invece sì, il Brasile reale è conservatore e arrabbiato; e sente il bisogno di qualcuno che lo rappresenti.

Forse si è già inconsciamente innamorato, ma, come succede nelle passioni d'amore, all'inizio ancora non lo sa: gli manca forse la certezza di avere incontrato l'oggetto della passione, il manichino che vestirà le sue fantasie, e che il tempo e la realtà inesorabilmente prima o poi denuderanno.

Il mio amico brasiliano – sempre quello di prima, con cui spesso mi confronto su temi “colti”, - questa volta ha voluto citarmi il Re Lear: “Tristi i tempi in cui i ciechi sono guidati dai pazzi, verso l'abisso”.

P.S.: chissà perché, ma mi è venuto in mente che anche in Italia sta succedendo proprio la stessa cosa..........

 

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Inserito il:21/10/2018 13:07:19
Ultimo aggiornamento:21/10/2018 15:14:09
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