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Aggiornato al 18/03/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Jennifer Owens (Irlanda, 1982 - ) - Discussion Developed (2008)

 

Servirebbe tornare a ragionare di cose concrete e non di opinioni

di Giorgio Panattoni

 

Il dibattito che si sta sviluppando sul nostro sito a proposito delle azioni e dei comportamenti del nuovo governo mi pare prenda sempre di più la piega di confronto tra teorie, opinioni, pensieri anzi che concentrarsi sulle cose.

Non è giusto dare del fascista a Salvini, non è giusto pensare che il cambiamento proposto dalla nuova compagine sia solo una realtà negativa, non è giusto arroccarsi dietro le appartenenze storiche a priori, giudicando sbagliato tutto il diverso.

Su questi punti credo si sia tutti d’accordo, perché fanno parte della buona regola di discutere di politica e confrontare opinioni.

Ma per portare il dibattito sul terreno delle scelte occorre entrare nel merito delle questioni e non fermarsi alle categorie astratte della nostra discussione.

Solo così, indipendentemente dalle posizioni di partenza di ognuno, il dibattito può entrare nel vivo e proporre analisi e scelte motivate, al di fuori delle questioni di principio, che tanto servono a poco. E vorrei dire che al di là dei partiti e delle organizzazioni mi pare contino i cittadini, che sì hanno votato per il nuovo e per la diversità, non tutti, anzi una minoranza degli italiani, ma non per questo governo.

Giustamente qualcuno ha ricordato che le posizioni di Lega e Cinque Stelle erano al momento delle elezioni molto diverse, a volte del tutto contraddittorie, ma poi si è trovata la quadra sacrificando le differenze sull’altare della gestione del potere.

Un equilibrio difficile, come si vede nel dibattito quotidiano tra le due forze. Compito difficile, complesso, qualche volta faticoso per chi si ferma agli schieramenti.

Vediamo qualche punto, tra i più importanti, non tutti, ovviamente, ma ci sarà tempo, se si vuole, di completare le analisi.

  1. La nuova legge sulla legittima difesa. L’attuale codice penale recita “«Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa.»
  2. La nuova legge invece incentiva la reazione anche senza offesa diretta, con ciò favorendo la diffusione di armi presso la popolazione.
  3. Siamo tutti d’accordo? l’esempio degli USA non è inquietante?
  4. Certo il problema della sicurezza è importante, ma andrebbe affrontato in modo più collegiale, ad esempio convocando la magistratura, ricordo un potere indipendente dello Stato, che avrebbe tante cose da dire. Ma con questo governo non usa.
  5. Il reddito di cittadinanza. Inventato per catturare il consenso del sud, cosa avvenuta in misura massiccia. Ora il problema nasce per essere coerenti con la componente xenofoba della coalizione, e quindi sarà applicato solo agli italiani. Misura del tutto incostituzionale.
  6. Siamo di nuovo d’accordo, a prescindere dalla sostanza della misura, ampiamente discutibile e costosa? Del resto sono molti i processi di discriminazione di cittadini in regola con le norme italiane, come dimostra la recente presa di posizione di alcuni sindaci, discutibile sotto il profilo giuridico, ma comprensibile sotto quello del diritto umano.
  7. E dà fastidio sentire il ministro dell’interno della repubblica italiana di fronte a un problema così spinoso, dire che i sindaci che hanno qualcosa da dire si dimettano e che è finita la pacchia dei sindaci.
  8. La legge di bilancio, per dirla in forma abbreviata, approvata senza passare dalla commissione bilancio e con un voto di fiducia alla Camera su un testo quasi sconosciuto. Procedimento che esautora il parlamento, quindi anch’esso incostituzionale. Del resto i due esponenti di governo hanno a più riprese parlato di fare del parlamento un organo praticamente privo di competenze. Un vizio grave, che non può essere tollerato, perché tocca i fondamenti stessi della nostra repubblica.
  9. La distruzione della legge Fornero. In un paese indebitato tanto e di più come l’Italia è per lo meno assurdo pensare di cancellare questa riforma, anche se discutibile in qualche suo aspetto. Meglio modificarla, senza toccarne l’impianto. Ma anche questa volta vale la cattura dei voti di una larga fascia di popolazione in un paese che invecchia. Anche questo è un pilastro della propaganda del governo, e si capisce, visto l’obiettivo da realizzare
  10. I rapporti con l’Europa. Anche qui si potrebbe discutere a lungo delle affermazioni altisonanti su uscire, anzi no, restare ma molto diversi, anzi chissà, vedremo l’esito delle elezioni del prossimo maggio. E le colpe italiane saranno tutte dell’Europa, magari da riformare, ma non distruggere. Siamo di nuovo in logica elettorale.
  11. La flat tax. Questa volta la questione è più spinosa. Ridurre le imposte è un obiettivo che si sono posti tutti i governi, ma proporre come obiettivo il 15% sino a 100.000 euro e il 25% al di sopra, è davvero un calcio in faccia alla progressività dell’aliquota, uno dei capisaldi della nostra costituzione. E con quali soldi? Di nuovo ricorrendo all’aumento del debito? Che cosa lasceremo ai nostri figli? Un paese in bancarotta? E intanto si incomincia con la legge di bilancio del 2019. Ecco un altro baluardo della politica elettorale di questo governo, tanto a dire di no sarà di nuovo l’Europa.
  12. Jobs Act. La distruzione di questa legge è uno dei progetti portanti di questo governo. Perché? Peccato che sulla questione Pernigotti è stata proprio una norma del Jobs Act, riesumata per l’occasione, per permettere la erogazione della cassa integrazione ai lavoratori colpiti.

Per il momento mi fermo qui, ma appare evidente come ci siano essenziali problemi di metodo e di sostanza.

E a me pare sbagliato interpretare le osservazioni di merito come preconcetta avversione al governo, come conferma di una linea passata, come il rifiuto del cambiamento. Troppo comodo fermarsi alle categorie generali, alle opinioni di principio, alle affermazioni di forma.

E vedo che questo approccio trova qualche consenso anche al nostro interno.

Sarebbe utile che la “piazza”, cioè tutti i cittadini, si esprimesse su questi concetti e su questa politica, smettendola di fare una opposizione becera, del “tanto tu sbagli”, che non porta da nessuna parte. Non si tratta di opporsi per principio, ma di valutare metodo e forma di quello che si fa, perché in una democrazia si usa fare così, e sottoporli al giudizio dei cittadini.

E’ proprio la mancanza di questo dibattito che rende oscuro il nostro futuro, diverso dal passato, ma pericolosamente inclinato da un lato che appare pericoloso per il paese.

 

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Inserito il:03/01/2019 23:46:39
Ultimo aggiornamento:03/01/2019 23:59:59
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