Aggiornato al 19/05/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Robert Bruno (Brooklyn, New York) - President Zelensky

 

A ruota libera: che il Grillo ucraino si decida!

di Davide Torrielli

 

I giornali di mezzo mondo ruotano violente immagini di quanto temevamo di vedere e nel nostro inconscio e che ci aspettavamo di vedere comparire all’orizzonte laddove c’è una guerra in corso: tutto come da copione.

Che i russi si siano macchiati di orribili delitti è ovvio ma come avrebbero fatto, mi viene da dire, gli eserciti di mezzo mondo in fase di guerra.

La convenzione di Ginevra è un controsenso nel suo stesso intendimento richiamando alla moderazione chi, accecato dall’odio verso l’aggredito, mette in atto qualsiasi strumento a sua disposizione per far male, il più male possibile.

Interpretare completamente la convenzione svizzera è come dire ad un ladro che qualora decida di entrare in gioielleria, lo faccia ma rispettando le suppellettili, stando attento a non fare troppo male e spaventare in modo esagerato la commessa e rubando il giusto.

Di qui, pare ovvio quindi che invece, chi è in guerra tiri fuori il suo arsenale al completo e lo usi con tutta la forza possibile. La mia opinione è che quindi, laddove non intervengano modifiche sostanziali nel parlamento russo, purtroppo, dobbiamo aspettarci anche l’uso di armi atomiche da parte di un pazzo scatenato al quale abbiamo consentito di produrne oltre 5.000.

La mia riflessione, però, qui intende andare oltre e condividere con voi, cari formiconi provati da mesi ed anni di stress, ansia ed angoscia, quale che sia invece il corretto atteggiamento che una nazione, leggi Europa Unita, debba delineare di fronte ad un capo di stato che, asserragliato in qualche buco come Zelensky, sta forse prendendo posizione da chiarire meglio.

Mi spiego.

Cinque giorni prima che i russi mettessero sul territorio ucraino il primo carro con la sua Zeta tatuata sopra, per tramite del cancelliere germanico, all’Ucraina fu proposto da parte dei russi di soprassedere alla “visitina” che si stava delineando ai confini, se loro avessero accettato la neutralità ed il riconoscimento pieno della Crimea. A questa ipotesi, il Grillo ucraino rispose orgoglioso che, no, noi ci autodeterminiamo e le scelte sul nostro futuro in merito all’appartenenza a questo od a quello, le facciamo noi.

Cinque giorni dopo, detto fatto, ecco i russi che arrivano e questi non scherzano perché quando sono imbottiti di vodka, sono cattivi e non combattono come gli australiani ed i canadesi.

Ora, dopo 40 gg di morti, missili, sterminio e di tutto di più, lo stesso Zelensky, accetta di pensarci e mi viene automaticamente da considerare come forse, un capo di stato responsabile, avrebbe dovuto farlo prima di far morire stuprare migliaia e migliaia di persone inermi, come è normale, aggiungo, in guerra.

L’indignazione, il rispetto della libertà e l’orgoglio di un popolo, non sono sufficienti a giustificare una condotta simile da parte di un vero statista.

Di qui, ora, occorre che ci chiariamo bene con questo signore: caro Zelensky o questa guerra  riguarda dei principi fondamentali, inalienabili per il tuo popolo, per i quali siete pronti a farvi staccare la pelle fusa sulle ossa dopo 10 missili ben assestati,  o questa guerra è tra l’Ucraina e la Russia e quindi ve la vedete tra di voi, oppure, caro Zelensky, se necessiti di aiuto ed invochi assistenza, ben cosciente di quanto ci costa e costerà in termini di povertà, flussi migratori, disoccupazione e dissesto economico, allora devi sapere che al tavolo delle trattative con il pazzo furioso ci veniamo anche noi e se decidiamo che gli devi dare la Crimea, la neutralità, o cos’altro, accetti di buon grado con un sorriso e tante scuse che decidiamo noi per casa tua. Altrimenti, sai che c’è, caro Zelensky, veditela da solo con Vladimir perché trovo scandaloso che tu decidi di posizionare il tuo paese su di una linea di resistenza a tutti i costi, ma con le armi nostre e costi di chi ti aiuta, incalcolabili che non saranno meno dolorosi dei tuoi.

Non sono affatto d’accordo su una linea che prevede che tu scelga e noi paghiamo per le tue scelte; se desideri aiuto, devi essere pronto ad accettare che le scelte saranno dolorose e prese da chi ci mette la faccia e permettimi, anche il deretano.

In questo, auspico una forte quanto determinata presa di distanza del nostro paese da una situazione affatto chiara che ci condurrà a soluzioni non condivise negli intenti e nei risultati.

Sarebbe davvero positivo per una volta nella storia, vedere il nostro presidente che, sì, accetta di fare assistenza militare, ma mettendo nero su bianco quali che siano le nostre condizioni, perché se pago, il menu lo scelgo io.

Ed in chiusura, mi viene da lasciare qui inespressa una domanda su come reagiremmo noi se a Briançon mettessero una bella batteria di missili che fanno da contraltare ad un’altra altrettanto luccicante a Lugano.

Mah, magari qualche pauretta ci verrebbe e qualche minaccia la faremmo anche noi.

Nel frattempo, più che a Putin, è bene chiedere a Zelensky cosa intende scegliere.

 

Inserito il:07/04/2022 12:27:58
Ultimo aggiornamento:07/04/2022 15:08:16
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