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Aggiornato al 20/09/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

George Schill (Contemporaneo - Pittsburgh, PA - USA) - Crossroads

 

Referendum: dichiarazione di (quasi) non voto

di Tito Giraudo

 

La diatriba sul SI e sul NO, mi sembra ricalchi l’autorizzazione a procedere al Truce, certo non per importanza di argomenti, quanto per incoerenze generali e, nel caso delle sinistre alla libidine di segnare nella propria porta.

E se vi chiedete cosa voterò non posso accontentarvi; non lo so, ma ve lo spiego argomentando.

Partiamo da un presupposto, quasi sicuramente vinceranno i SI. Se scendete sul marciapiede e chiedete a 10 persone di quelle comuni che non appartengono a quel 10% che legge o ascolta di politica, vi diranno che i Parlamentari sono troppi, troppo pagati e nulla facenti. I Grillini sapevano benissimo, per il fatto di appartenere a quel 90% sprovveduto, che avrebbero avuto il plauso italiota. Così sarà e quindi, prima di entrare nel merito dei contenuti, analizziamo le tattiche che sovente saranno anche disdicevoli ma in politica, necessarie.

Il Parlamento su indicazione dei Partiti ha votato la riforma pressoché all’unanimità: i Grillini convinti, le destre sovraniste quasi, gli altri, o per non essere impopolari, o per opportunismo (è il caso del PD), dopo qualche resistenza si sono allineati, mi chiedo con che faccia emergano i NO di questi ultimi giorni.

Certo la Destra ha ben poco da perdere, nell’un caso piuttosto che l’altro, al solito la figura dei “bamba” la fa la Sinistra. Se fosse per loro, un Parlamento con 10.000 peones andrebbe benissimo, tanto decidono in pochi (ma questo è comune a tutti i Partiti). Avendo la vocazione assembleare di leninista memoria, le strutture snelle e decisionali non sono nel loro DNA. Tuttavia sappiamo che la Sinistra è sfaccettata.

Prendiamo quella intellettuale e giudiziaria: sono i creatori dei Pentastellati, i quali non hanno mai fatto alcun mistero di ciò che volevano fare e quindi chi è causa del suo mal….per cui, prima di propagandare il NO abbiano, questi geniali soloni, il coraggio di ammettere di aver preso una delle loro tante cantonate.

Passiamo alla sinistra-sinistra, per intenderci i cespugli dei duri e puri (si fa per dire). Prendiamo Bersani, si è giocata l’onesta e grigia carriera sbertucciato dai Grillini quando, pur di non tornare al Nazareno li voleva in maggioranza, cosa che gli è costata la segreteria provocando la meteoritica era renziana. Invece di essere incazzato con l Movimento, pur di non ammettere di essere stato un “ciula”, si è fatto alfiere del patto giallo-rosso rivendicando il suo acume nel vedere la sostanziale appartenenza dei Grillini alla sinistra.

Il filosofo della “Magna Piacentia” ha lasciato il PD per i “vetero” vecchi e nuovi, tutti speranzosi nella fede proletaria Grillina, difendendo strenuamente l’alleanza. Morale: ci vuole una bella faccia di latta a dichiararsi per il NO.

Passiamo al PD, dopo due votazioni, ribadendo giustamente con il NO la necessità di legare la riforma a nuove regole elettorali, pur di tornare al Governo nascondendosi dietro al pretesto di negare al Truce i pieni poteri, hanno ingoiato tutto il possibile e pure l’impossibile. Nel caso della riforma, chiesero ai Grillini di porre mano alle regole prima del referendum, naturalmente i Grillini disperati al solo pensiero di tornare a votare, promisero. Esattamente come oggi promettono di farlo nel dopo referendum.

Orbene, veniamo alla genialità di questa sinistra. Invece di fare come la Destra che non ha nulla da perdere se vince il SI, ma nemmeno se vincesse il NO, dal momento che l’alleanza Giallo-Rossa questa volta traballerebbe veramente, pur sapendo, credo, (ma non si sa mai) come voteranno gli Italiani, al solito e dividendosi, salvano la loro coscienza.

Se non è il solito sinistro suicidio questo ….

Questo per quanto riguarda la tattica. Peggio sono le ragioni politiche.

Il capolavoro del PD è stato il regolamento dei conti con Renzi. Pur di disfarsi dell’unico leader che avevano sul mercato (naturalmente al netto della personalizzazione, degli errori e della spocchia di quest’ultimo), hanno appoggiando, da una parte timidamente la riforma e dall’altra, non si sono accordati con Berlusconi, al tempo ancora leader del Centro destra.

Il fantasma del Cavaliere ormai scavalierato, che piaccia o meno, rappresentava quel Centro che oggi per giustificare l’accordo con il populismo né di destra né di sinistra, invocano.

Anni di antiberlusconismo viscerale avranno anche acciaccato (ma più ha fatto l’età) il mostro, contemporaneamente però i Dem si sono incatenati mani e piedi ad una banda di scappati da casa che non avevano esitato di allearsi con Salvini spartendosi sciagurate riforme.

Mostrificare Berlusconi ha significato farlo vincere per un ventennio, ora mostrificano il Truce. Facciamo gli scongiuri: non ci impongano il Matteo di destra per un altro ventennio, in sovrappiù assistere alla santificazione del Cavaliere, magari ad opera dell’ormai “Fiattina” Repubblica e con un “fondo di quel mitico fondatore”che parla con la Madonna tramite Francesco.

Morale della favola: se vince il SI, vincono i Grillini e di riforma del Parlamento non se ne parlerà almeno per 10 anni; se dovesse vincere il NO, cosa praticamente impossibile perché a Destra gli unici indecisi sono i Forzisti rimasuglio di un glorioso (si fa per dire) passato, più nessun Partito proporrà una riforma che palesemente porta sfiga.

Eppure mai come dopo la pandemia, una riforma del Parlamento in questi mesi mortificato dall’avvocaticchio del popolo e dal protagonismo un po’ scalcagnato dei Governatori, sarebbe più che mai necessaria.

E io, con questi chiari di luna dovrei andare a votare?

Amici del NO, andate voi a suicidarvi.

 

Inserito il:03/09/2020 22:33:26
Ultimo aggiornamento:03/09/2020 22:44:01
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