Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni dei cookie clicca su Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK, ho capito]
Aggiornato al 11/07/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Joaquín Sorolla y Bastida (Valencia, 1863 - Cercedilla, 1923) - Child’s Siesta

Pubblichiamo con cadenza variabile, sotto il titolo “La siesta”, spunti, pensieri e osservazioni di Gianni di Quattro relativi a fatti di attualità, principalmente di politica nazionale ed internazionale. Ci auguriamo che questo possa favorire un interscambio di idee con i lettori i quali sono invitati a commentare ed a dibattere sia in caso di accordo che di disaccordo col pensiero dell’autore.

 

La siesta (22)

di Gianni Di Quattro

 

Perché Renzi è osteggiato dalla politica ufficiale, dai media e dalle società di analisi e sondaggi di questo paese? Certamente il suo modo di fare, la sua esibita e sfacciata presunzione non procura simpatie in linea di massima in qualunque ambiente. Ma il motivo vero, se ci riflettiamo bene, è un altro e cioè che il personaggio fa politica in modo inusuale e brutale ed allora molti non capiscono e si rifiutano di capire. In particolare i media non sanno cosa e come interpretare.

Renzi ha idee e visione di futuro tuttavia e questo speriamo sia sempre più vero per tutti i leader politici (purtroppo oggi non lo è), a prescindere che si condividano o meno i loro pensieri. La lotta delle idee è preferibile a quella dei pregiudizi.

Gli attentati continuano, qua e là, in qualche paese, contro la gente comune, contro gli ebrei o gli immigrati, contro qualche consolato o qualche supermercato. Una maniera presunta per qualche persona disperata di tentare un riscatto, un modo per essere dopo la morte quello che non si è riuscito ad essere nella vita, un modo per scappare da una vita senza futuro, per sperare che ci sia qualcosa di diverso. E, naturalmente, per organizzazioni terroristiche l’occasione per approfittare. Quando le differenze sociali sono forti, quando i paesi cercano di rifiutare o semplicemente disattendere, mettere in difficoltà qualche categoria di persone perché immigrati, di colore, di razza o di religione diversa l’attentato è sempre dietro l’angolo.

Prima o dopo il mondo si convincerà a fare politiche di accoglienza delle genti che si muovono in cerca di pane, lavoro, pace, sicurezza e capirà che è l’unica strada per creare una maniera diversa di futuro per tutti e non solo per privilegiati senza merito.

Se il reddito di cittadinanza lo si vuole lasciare come sussidio alla povertà, per chi non ha i mezzi sufficienti per vivere, e lo Stato se lo può permettere, lo si può lasciare, è una bella cosa. Magari cambiando le regole e i controlli per l’assegnazione del contributo. Ma togliamo di mezzo l’idea che sia uno strumento che consenta a far trovare lavoro da parte di chi non sa cosa cercare, a parte vedere gli annunci economici o i bandi su internet, per chi non ha professionalità di interesse o non (in qualche caso) ha interesse proprio a trovarlo un lavoro. Allora uscire dagli equivoci sarebbe moralmente apprezzabile, eliminare i tre mila facilitatori (o come si chiamano) che non sanno cosa fare dalla mattina alla sera (molti non hanno neanche il computer), cercare un modo diverso per affrontare la società, il lavoro e i suoi problemi.

Mike Bloomberg non è simpatico agli altri candidati del Partito Democratico negli Stati Uniti e probabilmente alla maggior parte dei suoi maggiorenti. Troppo diverso dai democratici, con un passato repubblicano, ricco, con decisioni del passato (quando era sindaco di New York) che sono state considerate razziste o quasi, uno snob insomma.

È vero che molti dicono che ha più possibilità di altri di battere Trump perché ha soldi e influenza sui gruppi di influenza, ma bisogna ammettere che le prime mosse di Bernie Sanders stanno riscuotendo molto successo.

Certo che quando si va in banca a fare qualsiasi operazione tipica bancaria, nelle agenzie si trova poca gente, i pochi che si vedono sono anziani con qualche rara eccezione. Ormai la gente è sulla rete a fare ciò che si può fare in filiale. Gli uffici di marketing delle banche non inventano, il management comunque non approva, le regole consentono poco. Si capisce che cominciano ad avanzare migliaia di persone e che si pone il problema di chiudere centinaia di filiali. Ma forse qualcosa si potrebbe fare per utilizzare il personale, i locali, soprattutto la clientela.

Sino ad ora la banca è stato il settore più protetto della economia, adesso si comincia ad avvertire che le cose cambiano o meglio possono cambiare.

Il segreto di Amazon è di avere una struttura, di avere un sistema informatico che funziona e di avere un marketing capace di creare di continuo nuove iniziative in grado di sfruttare la struttura e il sistema, ma anche di continuare ad ampliare i servizi proposti. È incombente, ammazza i mercati, cancella la nostalgia, ma bisogna ammettere che Amazon interpreta al meglio (dal punto di vista professionale e cinico) come si può fare per fare affari e per leggere e cavalcare gli orientamenti delle persone.

Un ricatto degli Stati Uniti alla Europa? La dichiarazione di non condividere più dati sulla sicurezza se l’ Europa non esclude Huawei dal 5G. In altri termini, quella gente pensa che chi si adegua alle loro decisioni è un amico e chi non lo fa è un nemico e va combattuto e boicottato (in pratica costretto ad obbedire, la cosa va avanti da decenni).

 

Inserito il:27/02/2020 17:35:38
Ultimo aggiornamento:27/02/2020 17:44:31
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
Questo sito utilizza cookies.
Cookie policy | Privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology