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Aggiornato al 20/07/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
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Jackson Pollock (1912-1956) - Convergenza

Draghi, Renzi e la Merkel.

Sono state scritte tonnellate di carta su intervento della BCE sì intervento no, il più delle volte con scarsa fiducia in un esito positivo.

L'analisi più significativa e affascinante è stata quella di uno scienziato della materia, che passo passo ha dimostrato che il complesso di vincoli avrebbe impedito a Draghi di fare qualunque cosa. Logica perfetta, deduzioni conseguenti, conclusioni poco discutibili. E totale assenza della elasticità del compromesso politico.
Allora non se ne doveva far nulla.

Ma come al solito la buona politica sa trovare il compromesso, che su qualche punto scontenta alcuni ma che viene votato all'unanimità, perché tutti sono convinti che la cosa si deve fare.

Convinto il falco vicepresidente UE che si occupa di affari economici, convinta la presidente del Fondo Monetario Internazionale.
Si poteva fare di meno: 30-40 miliardi al mese invece che 60, sino a marzo 2016 invece che a settembre.

Si poteva fare di più: 60% del rischio sulle banche centrali nazionali anzi che l'80%.
Il compromesso è stato quello di una maggiore iniezione di liquidità nei sistemi nazionali per aiutare e supportare l'uscita dalla recessione a fronte di una maggiore assunzione di rischio.

Ora c'e' spazio per tutti. I guastatori permanenti, quelli del tanto peggio tanto meglio, diranno che non va bene, tanto il sistema va abbattuto, gli irriducibili interni diranno che si poteva fare di più, e che questo governo mostra chiari cedimenti alla destra. Ognuno cioè continuerà la sua politica tesa a cambiare gli equilibri e non a intervenire su una realtà complessa e difficile.

Ma intanto per fortuna per la prima volta si è deciso insieme di fare, che non è poco.

E il nostro scienziato troverà le coordinate giuste per costruire la teoria dell'impossibile, non capendo che qualche volta ci si può mettere anche d'accordo, pur con grande rispetto della scienza.

Ora che anche gli altri hanno fatto la loro parte l'Italia deve fare la sua. Ha un anno per fare le tanto auspicate riforme.

Lo capiranno i nostri bravi rappresentanti in parlamento? Probabilmente no. E continueranno, con tutte le altre corporazioni, ad opporsi al cambiamento.

La Merkel, prima di arrivare a Firenze, ha detto, bravo Renzi a venire a Davos e a parlarci di riforme. Ora immersa in quelle che ho definito una volta "the impossible beauties" (e in Italia c'è ne sono più di una) dirà la stessa cosa, e Renzi chiederà per l'ennesima volta una UE più flessibile.

Ma si troveranno d'accordo, lei coi suoi falchi al governo, lui con i suoi dissidenti ideologici interni, e probabilmente andranno avanti insieme, perché serve a tutti e due i paesi.

Adagio, ovviamente, e con i compromessi del caso.

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Inserito il:24/01/2015 11:47:03
Ultimo aggiornamento:03/03/2015 19:52:21
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