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Aggiornato al 26/05/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Phil O’Malley - (USA,Indianapolis - Contemporary) - Grasshopers, Crickets and Crows
 

Risposte alle note sul convegno 5 stelle a Ivrea

di Giorgio Panattoni


Io non credo che il problema sia "che ci azzeccano" i 5 stelle con Olivetti. Ovviamente nulla. Senza discussione. 
La questione è che intitolare al futuro un convegno nazionale e tenerlo a Ivrea è una positiva idea di marketing politico Le due cose fanno storicamente senso insieme, e una partecipazione diffusa e trasversale è il requisito per uscire da scomodi collegamenti e modificare almeno per un giorno una immagine poco adatta a una possibile prospettiva di governo.
Molte delle cose scritte nelle note pubblicate sono naturalmente giuste, ma mi pare si possano aggiungere alcune considerazioni.
La prima. A Ivrea si è verificato per la prima volta un cambio di passo del movimento, importante indipendentemente dal fatto che sia espressione di un cambiamento di sentire politico, cosa che non credo vera. Ma una novità da mettere all'occhiello e da valorizzare al momento giusto.
La seconda. A Ivrea si è attuato un test di interesse della opinione pubblica alla innovazione di linea. Test positivo, vista la partecipazione e le reazioni del dopo.
La terza. Sbagliato da parte del PD e di tutti gli altri continuare a dire tanto non è così, non vi crediamo, è un bluff. Forse sarebbe stato meglio abbandonare una arrogante supremazia del passato e magari pensare che sarebbe stato bello che questo convegno lo avesse fatto il PD, invece di rovinarsi nelle beghe interne e nelle liti di cortile. 
La quarta. La esperienza Olivetti è rivendicata da tutta la cultura e dalla intellettualità del paese, ma da nessuno coniugata al presente. Neppure a Ivrea, dove la storia di un paese rurale diventato centro del mondo con le sue realizzazioni industriali, culturali, sociali, politiche, etc. avrebbe dovuto almeno produrre un centro per documentarla e diffonderla. E per discuterla, anche e sopra tutto oggi.
No, neppure quello. Perché è meglio commemorare che fare, meglio analizzare che realizzare, meglio ricordare e rimpiangere che provare a costruire.
Il futuro, vero? Se davvero la politica italiana, almeno una parte, vuole affrontare la questione batta un colpo, smettendo di dire male, spero per invidia, di chi ci ha provato, pensando ai suoi interessi e ai suoi problemi, certo, ma aprendo una strada che con forme diverse e più positive deve essere percorsa.
La questione è aperta sarebbe utile discuterne.

 

http://www.nelfuturo.com/che-c-azzecca-il-gian-roberto-con-gli-olivetti

http://www.nelfuturo.com/un-piccolo-evento-contro-l-ignoranza

http://www.nelfuturo.com/quelli-che-parlano-di-cose-che-non-sanno

 

 

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Inserito il:18/04/2017 18:55:17
Ultimo aggiornamento:18/04/2017 19:01:30
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