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Aggiornato al 16/12/2017

Bill Guffey (Kentucky, USA, 1964 - ) - With bated breath

 

Con il fiato sospeso

di Gianni Di Quattro

 

Ci sono i terroristi organizzati e ci sono i terroristi lupi solitari che tengono tutti in continuo allarme e ovunque nel mondo, nel medio oriente le battaglie continuano per vincere il califfato (che però conta su un network di interessi internazionale), i curdi vogliono l’indipendenza (e se la meriterebbero dopo tanta sofferenza), la Palestina non ha ancora uno Stato, Israele deve pensare al futuro e sa (almeno l’elite della sua classe dirigente più avveduta) che il suo modello sociale e politico di qualche ritocco ha sicuramente bisogno.

Ed ancora, la Siria è distrutta e permane in piena guerra civile (con gli aerei americani e russi che solcano giornalmente il suo cielo), l’Iraq tutta da ricostruire, l’Iran sempre in allarme (dopo la rottura dei patti che Trump sta per annunciare nessuna previsione è possibile e ipotizzabile a priori) e l’Arabia Saudita spera che il petrolio non finisca e che l’economia mondiale continui a dare dividendi.

Le dittature avanzano in tutto il mondo e lasciano qualche volta solo simulacri di democrazia come per esempio il voto (alla faccia di quelli che dicono che votare è uguale democrazia) e questo succede in Turchia, in Venezuela, in Brasile e in tutta l’America Latina dove le forze che si definivano di sinistra perché più attente al sociale (ma poi i leader hanno fatto purtroppo prevalentemente i propri interessi) hanno perso e stanno perdendo ovunque.

In Asia si sperimentano gli incroci tra socialismo e capitalismo come in Cina, ci sono paesi che sono andati di corsa perché non hanno molto badato ai diritti della gente e che ora si stanno fermando a riflettere come la parte sud della penisola coreana e ad un giovane coreano del nord piace giocare con i missili e l’energia nucleare (ma il suo compagno di giochi al di là dell’oceano non è da meno).

In Russia i poteri stanno pensando ad un soviet modernizzato e mascherato e possono contare su un leader che è forse tra i più preparati tra quelli che circolano sul palcoscenico mondiale. La Russia è destinata a giocare un ruolo di primo piano in un futuro che vede il decadimento americano soprattutto da un punto di vista strategico, mentre economicamente la Cina è sempre più in pole position.

In Africa la maggioranza degli Stati è nelle mani di spregiudicati corsari che illudono i paesi dell’occidente per farsi dare tanti soldi e per mantenere il loro potere. Il continente che ha dato origine alla popolazione terrestre, continuerà ad essere terra di conquista per le risorse e per la forza lavoro, ma soprattutto per gli spazi che in altri continenti si riducono in modo veloce.

L’America è nelle mani di uno spregiudicato e continua a minacciare, cancellare diritti e gestire lo Stato più potente del mondo come una sua dependance (collocando parenti, licenziando, assumendo e ristrutturando prassi e protocolli) e affascina i suoi seguaci che dicono che però l’economia americana va bene e quindi il giovanottone dalla chioma bionda e fluente può fare quello che vuole. Buffi quelli che dicono che chi fa funzionare l’economia può permettersi qualsiasi bizzarria umana e istituzionale, in genere si tratta di conservatori privilegiati egoisti e assolutamente disinteressati alla comunità, in altre epoche si sarebbero chiamati schiavisti.

Alcuni esperimenti che tanto avevano affascinato come quello cubano sono purtroppo in grandissima difficoltà per usare un eufemismo e si stanno spegnendo, speriamo non drammaticamente. Esperimenti che hanno rappresentato per molti un ideale, per altri una utopia (come si sta dimostrando) e per altri una minaccia perché avrebbe potuto, seppur in scala ridotta, dimostrare che la eguaglianza nel mondo può esistere anche al di là delle religioni (che peraltro la ipotizzano solo nell’al di là).

L’Unione Europea non ha coraggio e sinora ha vissuto prigioniera dei tedeschi, ma non potrà più farlo forse nel futuro anche perché in quella regione ormai le turbolenze sociali avanzano (le ultime elezioni sono state solo una avvisaglia, ma di grande significato per chi sa leggere queste cose). Inoltre la Germania si trova ancora una volta e in modo ricorrente nella storia di fronte al solito bivio: aiutare la democrazia collaborando e adeguandosi o inseguire le proprie mire di potere nel modo che i tempi glielo possano consentire (i poteri forti e veri del paese non danno molti affidamenti su questa scelta).

L’Unione Europea è come una anatra zoppa, è stata fatta da economisti senza il contributo vero dei politici, dei filosofi, della cultura europea, è stata diretta da mediocri leader che hanno pensato più alle loro carriere e agli interessi dei loro amici banchieri che alla comunità tutta, è stata aperta ad una quantità di paesi in modo cervellotico per ubbidire ad alcuni interessi commerciali senza avere verificato la possibilità di gestirli, non ha le strutture operative per rappresentare una vera comunità politica, è stata riempita da burocrazie che hanno occupato palazzi e che condizionano i singoli paesi spesso provocando fenomeni di rigetto molto pericolosi.

In tutta Europa (soprattutto in Europa) nascono desideri di indipendenza di piccole regioni, vedi la Catalogna, che per la verità non vogliono più libertà, più cultura, più diritti, ma solo più soldi e questi desideri rappresentano segni evidenti di disfacimento della attuale configurazione politica del continente e possono avere effetti assolutamente imprevedibili. Questi fenomeni non sono nuovi per il nostro continente e rischiano di creare effetti eco di tipo populistico come si dice oggi, creando strutture assolutamente ingestibili in un mondo sempre più condizionato dalla tecnologia e dalla globalizzazione. Senza pensare alla rotture storiche rispetto al passato che possono provocare e che pure hanno una loro importanza culturale.

In questo contesto il clima sta cambiando, gli uomini ovunque non intendono sacrificare il loro modo di vivere e di guadagnare per salvaguardare il pianeta e quando lo fanno sono molto timidi e lenti, la natura insomma sta dando segnali chiari di allarme che non si vogliono vedere e che dovrebbero costringere, se si rispettassero, a modificare il modello di vita. Gli scienziati ne parlano ai convegni e ne scrivono, la gente ne parla e ci scherza, i politici cercano di mediare tra i vari interessi economici che non intendono accettare limitazioni e peraltro non vogliono neanche investire rinunciando a propri profitti, e le cose vanno avanti puntando decisamente e probabilmente verso il grande disastro.

Infine, proprio il modello che ha dominato il mondo nella seconda parte del secolo scorso a fronte di una garanzia apparente di pace (in realtà si sono sviluppate guerre localizzate mascherate), sta facendo aumentare le differenze tra ricchi e poveri, riportando quelli che si erano illusi di avere conquistato il benessere a condizioni di miseria. Sino a che punto nel mondo sarà accettabile questo fenomeno? Probabilmente dobbiamo attenderci da qualche parte (poi l’effetto eco sarà rapidissimo) qualche traumatica rottura sociale per l’insostenibilità della situazione di profonda differenza di vita tra i vari ceti sociali. E in questo caso non è difficile prevedere che ancora una volta sarà il vecchio continente ad essere il teatro dove si rappresenterà la prima in assoluto.

La cultura gioca sempre più un ruolo di poco conto, si fanno tante mostre che la gente va a vedere che sono sempre le stesse o su cose un po’ inventate e un po’ forzate ma ben pubblicizzate e sponsorizzate. Mancano i maestri del pensiero di una volta che aiutavano a riflettere, che riuscivano a vedere quello che gli altri non riuscivano a scorgere, quelli che sapevano cogliere in qualcosa che magari era sotto gli occhi di tutti, i segni di una realtà che doveva ancora manifestarsi. Mancano questi maestri, questi profeti, perché tutti hanno smesso di dargli retta indirizzati come sono dagli strumenti tecnologici ormai diffusi a qualsiasi livello e proiettati a conquistare cose, ad accumulare, ad avere, a millantare, a vivere nelle illusioni quando non si può fare nella realtà. Nella storia la cultura è stata la guida che ha provocato le grandi civiltà ed oggi il nostro degrado dipende inevitabilmente proprio dal fatto che la cultura sembra accantonata e non riesce a provocare le emozioni che spingono oltre gli uomini.

Io sono con il fiato sospeso.

 

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Inserito il:06/10/2017 23:38:15
Ultimo aggiornamento:06/10/2017 23:44:10
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