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Aggiornato al 20/04/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Daniel Patrick Kessler (USA, 1956 - ) - The White House

 

Verità e opinioni americane sul Presidente Joe Biden

di Vincenzo Rampolla

 

Metà degli elettori americani si preoccupa delle condizioni mentali del neo Presidente Joe Biden, secondo un sondaggio di Rasmussen Reports, centro di ricerche e opinioni quotidiane in forte ascesa, capace di scalzare il carismatico Gallup: Il nuovo inquilino della Casa Bianca non sarebbe fisicamente e mentalmente all'altezza del ruolo. Questo pensa la gente. La maggior parte dei partecipanti al sondaggio ha espresso seri dubbi sulle sue condizioni di salute, mentre il 47 % avrebbe fiducia nelle sue capacità. Gli ultimissimi dati di venerdì scorso danno il 37% a Elevata Approvazione e il 39% a Forte Censura, con Tasso Globale di consenso (-7). Tutto dipende naturalmente dalle domande, da come sono poste e a chi e dalle tecniche telefoniche di cui Rasmussen è maestro. Con l’intruglio alla base della metodologia in voga, si scopre che i dati del monitoraggio giornaliero vengono raccolti ogni notte con sondaggi telefonici su 500 probabili elettori, riportati poi su una media mobile di tre giorni. Per pescare gli utenti dei cellulari, viene adottato uno strumento di sondaggio online che intervista partecipanti selezionati in modo casuale da una mappatura demografica. Il margine di errore per l'intero campione di 1.500 probabili elettori è, più o meno, di 2,5 punti percentuali, con un livello di confidenza del 95%. I risultati sono infine compilati su base settimanale e per i clienti di alto profilo, sono disponibili tabelle incrociate con i risultati di giorno, settimana, quindicina e mese.

Per difetto, venuta a mancare la fiducia nei sondaggi, mi oriento su episodi e fatti concreti, solide biografie, pareri di medici e di diretti collaboratori: parliamo di un Presidente.

I dubbi che crucciano gran parte dei cittadini sarebbero dettati da una serie di episodi che hanno fatto scattare l'allarme sulle condizioni psicofisiche di Joe. Tra tutti il mancato rapporto con la stampa, scaduto in un silenzio ufficiale di 50 giorni dal 20 gennaio. Mutismo tombale. Tattica suggerita. Dall’insediamento alla Casa Bianca, non ha ancora partecipato a una sola conferenza stampa, evento che ha suscitato perplessità e inquietudine. Nella storia dei Presidenti americani nessuno aveva evitato così a lungo la stampa. Quali recondite cause affliggerebbero Joe? Cittadini, elettori, media nazionali e stranieri e curiosi vogliono sapere. Joe parla al momento giusto e solo quando ha qualcosa da dire. Anche Draghi ne conviene.

Negli ultimi mesi i media conservatori lo hanno martellato, ponendo l'accento sulle numerose magre di cui da sempre si è reso protagonista, con episodi decisamente insoliti. Joe fin dai tempi di Obama si è distinto per le sue figuracce, tanto da passare pubblicamente per una macchina a gaffe. Ne vuoi una, l’ultima? Tutto scatta da una secca interruzione da parte dello staff presidenziale di una diretta, senza il minimo preavviso, nel pieno delle domande poste dai giornalisti, quasi a volerlo proteggere e tenerlo lontano da brutte figure. Erano nell’aria, da quando il 9 marzo aveva avuto un momento di amnesia. Durante un discorso in occasione della Giornata Internazionale della Donna, nell'imbarazzo generale, visibilmente Joe non ricordava nulla, neppure il nome del Ministro della Difesa Lloyd Austin. Voglio ringraziare, balbettava, l'ex generale, e continuava a chiamarlo generale. Il mio... il mio... il ragazzo che gestisce quel gruppo laggiù… con quel tipo in divisa. Nei mesi precedenti l’elezione erano esplose le prime voci di una forma di demenza del Presidente candidato, ma lui ha sempre messo a tacere le dicerie e le voraci battute, affetto, a suo dire, da una forma di dislessia.

Che dire della gaffe più clamorosa? Risale a settembre 2008, durante un grande raduno politico con energia e calde parole Joe invita il senatore Chuck Graham ad alzarsi in piedi per essere conosciuto e applaudito da tutti per il suo contributo alla campagna. Alzati dunque, che tutti ti vedano. Oh… che Dio ti benedica. Solo quando tutti si levano in piedi, Biden realizza che Graham, in prima fila è invalido, condannato sulla sedia a rotelle.

Mike McCormick ex stenografo di Joe Biden alla Casa Bianca, nell'intervista pubblicata martedì, al Washington Free Beacon a proposito del 77enne Presidente democratico ha detto: Ha perso il passo, non è mentalmente com’era quattro anni fa. È tutto un’altra persona rispetto a quello che era tra il 2011 e il 2017, nel periodo in cui ho lavorato con lui, ex vicepresidente di Obama. Nel libro Joe Biden Unauthorized, McCormick racconta del suo periodo alla Casa Bianca con un Biden che aveva uno straordinario talento per fare presa sul pubblico, anche se spesso si inceppava: Ci faceva sopra una gran battuta e riprendeva da un altro punto. Oggi non lo fa più. Durante il Comitato Nazionale Democratico, ha letto il discorso alla lettera, parola per parola... non è più lo stesso Joe Biden, sembra perso durante le interviste. L’ho visto mentre rispondeva alle domande dal suo leggio teleprompter, parlava ad alta voce, leggeva anche fine citazione e messaggio iniziale, le istruzioni e le indicazioni annotate dal suo staff.

Nelle interviste in campagna elettorale 2020, l’ex-presidente Trump ha giocato sulle fragili capacità mentali di Biden, additandolo con insolenza come quello che armeggia tra le carte e tentenna, si perde nel discorso e vaga a vuoto. E la gaffe più dura da digerire? McCormick racconta che, durante una conferenza stampa congiunta tra Biden e Putin, il leader russo ha spento improvvisamente il microfono di Biden - incidente mai riportato dai media – con i membri dello staff di Biden furiosi contro i russi. La reazione di Putin è stata inequivocabile: Sono io il responsabile della scena, sono responsabile del mio Paese e sono responsabile della sua riattivazione. Mi è stato chiesto di descrivere esattamente come il vice Presidente fosse stato interrotto a metà frase. La trascrizione ufficiale della Casa Bianca dell'incontro del marzo 2011 mostra semplicemente che i commenti di Biden all’improvviso si sono arrestati. Il perché? In realtà Joe aveva detto: Signor Primo Ministro, io mi muovo da molto tempo. La prima volta che sono stato qui è stato […] e la seconda volta che sono stato qui, ero qui per incontrare il presidente Brezhnev. Stavamo cercando di superare SALT II (ndr. Negoziati per la limitazione delle armi strategiche - 1972/1979). Chiarisce McCormick: In pratica è stato lo stesso Putin a strattonare Biden. È andata così. Voglio dire, non so come descriverlo in altro modo. Per me è stato… ecco: il nostro grande esperto di politica estera è stato trattato come una pezza da piedi. E Putin non aveva certo paura né rispetto per lui e ha chiuso l’audio di sua iniziativa.

A ottobre 2020 l'ex medico della Casa Bianca Ronny Jackson 53 anni, ha detto ai giornalisti: Sono convinto che il candidato alla presidenza democratica Joe Biden, 77 anni, non abbia la capacità mentale e le competenze per essere il comandante in capo. Conosco abbastanza bene ciò che serve sia fisicamente che mentalmente per fare quel mestiere e quali sono le esigenze di quel lavoro. Jackson ha prestato servizio nell'unità medica della Casa Bianca sotto George W. Bush ed è stato nominato medico del presidente sotto Barack Obama e del presidente Trump prima di diventare a marzo 2018 Segretario degli affari dei veterani.  E Jackson ha detto anche che la storia delle gaffe di Biden era diversa dal comportamento che ora replica durante la campagna elettorale, inclusa l’assurda affermazione di essere un candidato al Senato. Jackson ha confessato di essere preoccupato nel vedere Biden visibilmente frustrato e arrabbiato quando si era perso a metà frase. Come medico, posso dire che si tratta di un tipico espediente usato dalle persone che hanno difficoltà cognitive e vogliono andare avanti comunque per cavarsela da una situazione imbarazzante.

K.T. McFarland ex vice Consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, ha detto ai giornalisti: Conosco Joe Biden da molto tempo, è un brav'uomo ma non è un uomo forte. McFarland ha lanciato l'allarme sui rischi per la sicurezza nazionale da parte di una presidenza Biden, ipotizzando che non sarebbe stato in grado di reggere il confronto con i marpioni avversari all'estero. Non vedo come Biden non si renda conto di quanto il mondo sia cambiato negli ultimi dieci anni con la Cina, le sue ambizioni e le sue capacità, neppure condivido l’ostinazione a volerle tener testa con il suo atteggiamento sprezzante per il Paese, considerandola una minaccia permanente.

Durante un'intervista in periodo elettorale, Errol Barnett corrispondente della CBS (primaria emittente radio tv), ha chiesto a Biden se avesse fatto un test per misurare la propria capacità mentale. Biden ha confermato di non averlo mai fatto, l’esatto contrario delle dichiarazioni di giugno, quando affermò di essere stato costantemente testato per il declino mentale. No, ha detto, non ho fatto un test. Perché diavolo dovrei fare un test? Innervosito, ha poi continuato: Coraggio, amico. Stai cercando di provocarmi. È come chiedermi, prima di iniziare questo programma, se ho fatto un controllo per sapere se mi sono fatto o meno di coca. Cosa ne pensi, eh? Faccia da cane bugiardo' Sei un drogato?

Ad agosto 2020, Sean Hannity scrittore di successo e popolare conduttore televisivo e radiofonico di Fox News (tra le maggiori reti televisive al mondo) partecipa a un dibattito in cui attacca Joe per la sua evidente confusione mentale, per la stanchezza che lo affligge, per il gesticolare nervoso e i frequenti cambiamenti di umore. Con lui è presente il dr. Marc Siegel, corrispondente medico della Fox e docente di clinica medica al Langone Medical Center di New York. È Siegel che parla della salute di Biden e riporta la platea a conoscenza di fatti di dominio pubblico, non segreti di stato: Ha avuto una storia di aneurisma cerebrale con intervento nel 1988, soffre di fibrillazione atriale e fa uso di anticoagulanti per evitare complicazioni e trombosi. Siegel ha osservato che l’insieme di questi fatti, unito all’età, è portatore di un costante rischio di infarto e ha raccomandato che Biden sia sottoposto a una approfondita serie di analisi e controlli medici.

È di mercoledì il primo discorso alla nazione in diretta tv. Era ora, tattica azzeccata. L’America è a un punto di svolta. Joe Biden punta a celebrare il 4 luglio come il Giorno dell'Indipendenza dal coronavirus e annuncia che ordinerà agli Stati di rendere i vaccini disponibili per tutti entro il primo maggio, avvertendo che l'obiettivo dei 100 milioni di vaccini in 100 giorni non sarà solo raggiunto, ma anche superato. Ci risiamo con i famosi primi 100 giorni di presidenza… Entro il suo 60mo giorno in carica, i prossimi 10 giorni: Tutti gli americani adulti potranno ottenere il vaccino non più tardi del primo maggio, scrive su Twitter a un anno dallo scoppio della pandemia: Ordinerà a tutti gli Stati, le tribù e i territori che ogni cittadino adulto possa essere vaccinato entro il primo maggio, lui che si era fatto vaccinare in diretta Tv presso una clinica di Newark (Delaware) nel pomeriggio del 21 dicembre 2020, prima ancora della nomina ufficiale a Presidente. Tutto previsto e calcolato.

Ha appena firmato l’American Rescue Plan Act, una mastodontica legge di 592 pagine da $1,9 trilioni, un gesto da inondare gli americani di assegni da $1.400 e rafforzare i programmi sociali e elargire sussidi per il coronavirus. Cambia il paradigma, ha detto, parlando del piano di sostegno dei lavoratori della classe media e bassa. Per la prima volta, una legge mette al primo posto i lavoratori della nazione. Poche ore dopo, ripresa alle Tv nazionali per glorificare l’evento. Nel pomeriggio, con i leader democratici al Congresso, per il rito di celebrazione al Rose Garden (piccolo giardino - 40x18 m - voluto da JFK e Jacqueline nel ‘61 dedicato ai ricevimenti di massimo livello. Fu lì che Trump a fine settembre 2020 si beccò il virus durante un gremito ricevimento per la nomina di un giudice della Corte Suprema).

Tutti gli occhi sono ora puntati su Kamala Harris, la vice presidente che si è scelto, meglio si è fatta scegliere, dominante, ambiziosa, estroversa e di massima fiducia, carismatica e dalla indiscussa capacità di comando. Non tutti prevedono che un personaggio di tale profilo andrà d'accordo con un Biden, di natura gregario instabile e conciliante. Tutto previsto e calcolato.

(consultazione:   slanted from sharyl attkisson; a.goodman - washington free beacon; il giornale; ny times; joe biden unauthorized, mccormick;  )

 

Inserito il:14/03/2021 18:19:23
Ultimo aggiornamento:14/03/2021 18:23:52
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