In questo sito utilizziamo dei cookies per rendere la navigazione più piacevole per i nostri clienti.
Cliccando sul link "Informazioni" qui di fianco, puoi trovare le informazioni per disattivare l' installazione dei cookies,ma in tal caso il sito potrebbe non funzionare correttamente.Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK]
Aggiornato al 18/11/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Gianni Marrone (Miglianico, Chieti, 1972 - ) - Gli Immigrati

 

Invasione di immigrati sulle coste italiane?

di Vincenzo Rampolla

 

Da quando M.Salvini non è più Ministro dell’Interno si susseguono ossessivamente cifre e percentuali, a sottolineare come siamo di fronte ad un’invasione, secondo le sue dichiarazioni del 6 ottobre che contestava l’operato di L.Lamorgese, nuovo inquilino del Viminale dal 5 settembre, un mese di Governo. Sono disponibile ad un confronto sui numeri – afferma il segretario – Quasi il triplo sono stati gli sbarchi, in totale 2.498 rispetto ai 947 di settembre 2018, con gli arrivi sulle nostre coste che hanno subito un’impennata del 264%.

A ottobre 2019 in realtà sono finora 762 gli sbarchi contro i 1.007 dell’intero mese nel 2018. Se guardiamo però la settimana dal 7 al 13 ottobre, gli arrivi nel 2019 sono stati 237 mentre nel 2018 erano stati 408, quindi il 58% in meno.

Secca la risposta del Ministro dell’Interno su La Repubblica: Nel 2019 gli arrivi sono stati circa 9.600 rispetto ai 22.000 di tutto il 2018. I dati a cui si fa riferimento sono relativi al solo mese di settembre. Raffrontando gli sbarchi di settembre 2018 e 2019, in effetti l’incremento numerico c’è stato, ma è riconducibile soprattutto all’aumento degli sbarchi autonomi, che non costituisce un fenomeno nuovo.

In mattinata istantanea la replica di Salvini: Il ministro Lamorgese dimostra di non conoscere nemmeno i dati ufficiali del Viminale, affermando che gli sbarchi sono aumentati solo a settembre: sono invece cresciuti sia a settembre (2.498 nel 2019 contro i 947 del 2018) che a ottobre (2.015 contro i 1.007 di un anno fa), ovvero da quando c’è lei. Nodo della polemica è il da quando c’è lei, bugiarda e incompetente, rea di avergli usurpato il trono. Senza dimenticare che Lamorgese ha parlato solo di settembre, perché l’accusa è del 6 ottobre, data in cui erano disponibili i dati di settembre appena trascorso, mentre i dati su ottobre sono stati diffusi sabato 2 novembre!

E Lamorgese impassibile polverizza uno a uno agli attacchi di Salvini, non solo sugli sbarchi ma per l’accordo di Malta e la presunta invasione, i rimpatri e l’intesa con la Germania sui dublinanti, ovvero i migranti che in base agli accordi di Dublino (approvati anni fa dalla Lega e che la Lega mai ha voluto modificare) vengono rispediti indietro in Italia. Il regolamento di Dublino prevede che i migranti debbano presentare la domanda di asilo nel Paese di primo accesso che in molti casi è l’Italia. Al tempo di Salvini i dublinanti non entravano forse? È vero che lui non ha mai firmato gli accordi con Seehofer, ma i dati del 2018 parlavano di 2.707 rimpatri dalla Germania all’Italia da gennaio a novembre. Di questi 1.692 erano stati effettuati nei primi 6 mesi dell’anno, cioè da giugno a novembre, quando al governo c’era la Lega di Salvini e ne sono arrivati altri 1.015, con una media di 203 entrate al mese. Altro che i 50 al mese che dovrebbero arrivare ora. Di fatto la Germania non ha mai smesso di rispedirci al mittente i migranti, nemmeno quando c’era Salvini e ne aveva pieno diritto.

Cifre alla mano, Lamorgese sferra l’affondo: Non siamo di fronte ad alcuna invasione. Non mi risulta. Basti pensare, come ho già detto, che nel 2019 gli arrivi sono stati circa 9.600 rispetto ai 22.000 di tutto il 2018. I numeri dicono che nel 2018 i migranti approdati qui con piccole imbarcazioni sono stati circa 6.000, mentre dall’inizio di quest’anno sono circa 7.500, e la tendenza all’incremento si era registrata già dal mese di aprile. Un fatto importante si è verificato con l’ultimo sbarco della Ocean Viking, in quest’occasione Francia e Germania hanno offerto la disponibilità a accogliere 72% dei migranti, dando di fatto già attuazione al pre-accordo di Malta, che comincia quindi a dare i primi risultati. L’unica sostanziale novità è che è aumentato il numero di migranti intercettati dalla Guardia Costiera libica e riportati in Libia, Paese dove c’è la guerra - per ammissione stessa di Salvini di qualche giorno fa - e che quindi non può essere considerato un porto sicuro.

Durante la trasmissione Cartabianca, Bianca Berlinguer ha ricordato a Salvini che gli sbarchi in questi mesi ci sono sempre stati, anche se si è parlato solo di quelli che arrivano con le navi delle organizzazioni non governative, coi barchini fantasma ne sono arrivati molti di più di quanti ne sono arrivati con le navi delle ONG. Ed è vero, i migranti arrivati a bordo delle ONG da gennaio a settembre 2019 sono stati 472, gli altri 4.553 sono arrivati con altri mezzi, a bordo di navi mercantili italiane (Asso 25 e altri) o assetti della Marina Militare e della Guardia Costiera.

Salvini ribatte ostinatamente che non sono sbarchi fantasma, ma tutti censiti uno per uno, tutti identificati e tutti messi nei centri. Ed è vero che con sbarchi fantasma si intendono quelli che arrivano sulle coste e riescono a dileguarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, ma non compaiono nelle esternazioni della Lega, pur essendo ben evidenti dai dati del Viminale.

 

L’andamento degli sbarchi della gestione Salvini (blu) e di quella Lamorgese (rosso) è confrontabile… esempio di come si possa essere giocolieri con le cifre e sollevare perplessità e timori tra i lettori, a causa dell’eruzione di un fantomatico vulcano degli sbarchi.

Lamorgese continua con la sua analisi e parla delle attività di rimpatrio promesse da Salvini in numeri stratosferici (600.000 l’anno), ma durante il suo impero calati rovinosamente.

Ci siamo attivati per intensificarle. Mi spiego. A ottobre sono sbarcati sul territorio italiano 379 tunisini e siamo riusciti a rimpatriarne 243, di cui 138 sbarcati nello stesso mese. In questo modo la percentuale dei rimpatriati rispetto agli sbarcati è di oltre 60%.

Questa la risposta alla domanda dell’intervistatore: Avete da poco attivato procedure accelerate nelle zone di frontiera?
Abbiamo da pochissimo individuato 5 aree di transito alla frontiera, in queste il richiedente asilo viene ascoltato entro 7 giorni e la decisione segue nei 2 giorni successivi. La procedura, applicata per la prima volta proprio a Lampedusa dove arriva il maggior numero di barchini, riguarda chi ha eluso o tentato di eludere i controlli. Sono per lo più quei migranti rintracciati appena dopo lo sbarco autonomo.

E come andavano le cose all’epoca di Salvini?

I 600.000 rimpatri che aveva promesso in campagna elettorale (nel contratto di Governo si parlava di almeno 500.000 irregolari) erano impossibili da realizzare nell’arco di una legislatura e i leghisti lo sapevano bene. Ma ai tassi attuali pure di un’intera vita, visto che per rimpatriare tutti gli irregolari potrebbe servire almeno un secolo, come dichiarò G.C.Blangiardo, Presidente dell’Istat. Eppure c’è stato un tempo in cui Salvini si vantava del fatto che i rimpatri erano più degli sbarchi, anche questo però non era vero. E i numeri dei rimpatri, presi da soli non riflettono la realtà del fenomeno visto che nel 2018 gli stranieri formalmente espulsi sono stati 36.000.

In chiusura Lamorgese conferma: L’attacco sulla Germania e su Conte che si prende gli immigrati della Merkel, propalata da Salvini in collaborazione con Il Giornale, è una bufala.

Stando a indiscrezioni giornalistiche, l’Italia sarebbe pronta ad accettare voli charter con i cosiddetti dublinanti dalla Germania, è vero?
È una notizia totalmente destituita di fondamento, in quanto ci sono state già con il precedente governo interlocuzioni con il ministro dell’Interno tedesco sull’applicazione del regolamento di Dublino, che attribuisce al Paese di primo ingresso la competenza a decidere sulla richiesta di asilo e, quindi, l’obbligo a riaccogliere l’interessato qualora sia stato rintracciato in un altro Paese. D’altra parte, già nel 2018, in applicazione del regolamento di Dublino, sono state trasferiti in Italia 2.331 richiedenti asilo. Dal primo gennaio al 31 agosto 2019 altri 1.351. Attualmente ci sono contatti in corso con le autorità tedesche, ma nulla è stato ancora deciso.

Quanto basta per fare ripartire da capo il Capitano Salvini, con nuovi attacchi al vetriolo, veri o falsi che siano. Vince chi ne spara di più…

L’indomani 3 novembre, il miracolo. Non baci a rosari né vangeli branditi sono serviti a acquietargli anema e core, ma la Chiesa, in prima persona, nell’autorevolissima persona di S.E. il cardinale Camillo Ruini, ex presidente CEI. Per chi l’avesse scordato, CEI è l’organismo che cura i rapporti tra i politici membri delle istituzioni italiane e i vescovi cattolici italiani, gestisce i fondi dell’8 per mille destinati alla Chiesa cattolica (ma no?) e collabora con Mediaset per la realizzazione del programma TV Le frontiere dello spirito (davvero?).

Ora Ruini in un’intervista al Corriere della Sera dice: Non condivido l'immagine tutta negativa di Salvini che viene proposta in alcuni ambienti. Penso che abbia notevoli prospettive davanti a sé e che però abbia bisogno di maturare sotto vari aspetti. Il dialogo con lui mi sembra pertanto doveroso, anche se personalmente non lo conosco e quindi il mio discorso rimane un po' astratto. Di rimando Salvini risponde fulmineo: Lo ringrazio, spero di poterlo incontrare.

Sui migranti vale per Salvini, come per ciascuno di noi, la parola del Vangelo sull'amore del prossimo, senza per questo sottovalutare i problemi che oggi le migrazioni comportano.

Ruini continua: L'unità dei cattolici è difficile da costruire, e bisognerebbe dialogare con Salvini. Il Cardinale ha detto di non conoscere Salvini, e questo è il punto: Salvini non è Berlusconi… e a proposito del rosario baciato, chiude con un poco apostolico salamelecco: Il gesto può certamente apparire strumentale e urtare la nostra sensibilità. Non sarei sicuro però che sia soltanto una strumentalizzazione. Può essere anche una reazione al politicamente corretto e una maniera, pur poco felice, di affermare il ruolo della fede nello spazio pubblico (sic, ineguagliabile capolavoro).

Avanti tutta, Capitano. Con la benedizione di Ruini: maturare e maturare e nuovi frutti nasceranno nella Lega e nel centrodestra, nobilitando e accreditando la tua azione politica e quella culturale, di fare dell’inesperienza un valore e una virtù. Amen.

(consultazione di : ilfatto quotidiano, ilgiornale, libero, repubblica, nextquotidiano, fonteministerointerni, corrieredellasera )

Inserito il:07/11/2019 10:47:03
Ultimo aggiornamento:17/11/2019 22:04:43
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
Questo sito utilizza cookies.Informazioni e privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology