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Aggiornato al 20/02/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

David Hettinger (Aurora, Illinois, 1946 - ) - The Siesta

 

La siesta (18)

di Gianni Di Quattro

 

Lo spostamento verso i paesi asiatici dei lavori di alta qualità ha determinato un abbassamento del valore medio delle retribuzioni in occidente e, naturalmente, meno lavoro in assoluto non compensato dalle attività legate allo sviluppo tecnologico. Se si considera che questo fenomeno è destinato a continuare e in più sarà aggravato dalla introduzione della intelligenza artificiale è facile prevedere una grave crisi sociale. Bisogna ripensare al sistema con maggiore attenzione all’uomo, l’abbassamento dell’orario di lavoro, l’innalzamento del salario minimo, la maggiore protezione delle piccole iniziative, la concentrazione dei contributi sulle nuove opportunità. Insomma ripensare alla interpretazione del capitalismo adattato alle nuove realtà sociali, demografiche e politiche. Certamente sarà necessario un piano di formazione di grandissima portata.

Ogni tanto viene da pensare come mai su questi temi, fondamentali per il futuro e inoltre affascinanti, si sente un grande silenzio da parte di certe organizzazioni imprenditoriali, per non parlare dei sindacati e della classe politica. È su questi temi che un movimento politico dovrebbe concentrarsi per parlare soprattutto ai giovani, ma anche a tutti coloro che amano la vita e non credono nei miracoli.

Il mercato del software va bene e si muove verso livelli di interesse, come quello delle telecomunicazioni. Per acchiappare tutte le opportunità però è necessario investire di più nella formazione non solo tecnica, scommettere sulle nuove tecnologie, ripensare strutture organizzative e politiche di marketing.

Intanto Engineering è passata tutta di mano a due fondi di investimento con una valutazione di un miliardo e seicentomila euro (rimane Cinaglia Presidente e Pandozy amministratore delegato).

Nella classifica di queste società tecnologiche dopo viene Reply, la cui valutazione non è lontana da quella di Engineering e forse ha una produttività maggiore, una maggiore presenza all’estero e una quasi fanatica attenzione alla tecnologia. In questo caso la famiglia, che ne è maggiore azionista, è coesa e coinvolta, aspetta, direi, l’occasione ghiotta.

In merito al mercato del software va detto che senza un piano di supporto nel paese da parte delle pubbliche istituzioni le piccole imprese sono destinate ad essere assorbite dalle grandi od a non potere andare avanti. A meno che non si scelgano un ruolo di aziende slave di qualcuna grande. Troppo ingenti gli investimenti necessari per potere essere competitivi.

Come mai non si sente alcuna notizia in merito alla formazione professionale e non ci sono annunci di nuove iniziative, di nuovi investimenti a proposito? Eppure il mercato esiste ed è in fase di ampliamento, potrebbe essere un business di non poco valore. Non tanto rivolto agli aspetti tecnici perché su questo aspetto non mancano le attività, anche se ci sarebbero ancora dei margini. Soprattutto dal punto di vista manageriale, organizzativo e orientato al cambiamento delle culture, delle imprese, del mercato.

Fare una nuova legge elettorale è giusto, ma una volta per tutte non potrebbero convincersi che una soluzione di tipo francese (doppio turno) sarebbe la formula vincente, garantirebbe stabilità, non sarebbe nell’interesse di questo o di quello ma di tutti, della democrazia insomma. È possibile che il dibattito e lo scontro politico nel nostro paese sia così di basso livello e così poco democratico?

Le aziende in crisi ufficialmente, i cui dossier sono nelle mani del Ministro dello Sviluppo Economico, stanno per licenziare, lasciare a casa migliaia di lavoratori. Ma ci sono anche aziende con bilanci positivi, a cominciare dalle grandi banche per esempio, che hanno già registrato in bilancio la fuoriuscita di migliaia di lavoratori come condizione per non entrare in crisi. La reazione del governo è quella di rimandare, rimandare, rimandare e sperare nel miracolo o nelle prossime elezioni vicine per non perdere voti. La reazione dei sindacati è quella di proclamare qualche sciopero qua e là, come se questo potesse convincere gli imprenditori a tornare sui loro passi e non invece a rafforzare le loro decisioni. Viviamo in un paese bello certamente, ma assolutamente scriteriato, senza cultura e senza umanità.

Diciamocelo anche con coraggio, il paese ha anche una classe imprenditoriale di basso livello. Gente che non ama il rischio, cerca le protezioni massime, le strade contorte per tenere il mercato e le forniture, scaricare sul pubblico i fallimenti, utilizzare il denaro in prestito e conservare il proprio, centellinare gli investimenti. Poi ci saranno anche motivi per cui gli imprenditori sono quello che sono, ma questa è la storia comunque.

 

Inserito il:13/02/2020 16:44:37
Ultimo aggiornamento:13/02/2020 16:50:21
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