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Aggiornato al 17/06/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Axel Scheffler (Amburgo, 1957 - ) -Idea for a EU heraldic animal (Drawing Europe Together 2018)

 

Democrazia e informazione

di Giorgio de Varda

 

In coincidenza con le elezioni europee ancora una volta torna alla ribalta il problema della democrazia, dell'informazione e della loro stretta interconnessione.

L’Europa è la più grande conquista della nostra generazione, recitano alcune opinioni che personalmente condivido, un cappio al collo che soffoca l'economia per altri.

Nell’affollarsi e accavallarsi delle informazioni vere o false sul tema che provengono da tutte le fonti, non possiamo non notare il grande assente, proprio lei, l'Europa, che non può parlare al grande pubblico, ma si esprime solo con gli astrusi comunicati dei commissari o con la pubblicazione di notizie e sondaggi come l’eurobarometro.

La ragione fondamentale perché l'Europa non ha ad esempio una sua trasmissione TV non è certo la mancanza di frequenze, ma il fatto che la comunicazione con i cittadini rimane ai singoli stati nazionali e inoltre i contenuti delle televisioni hanno dei limiti nelle licenze o dei diritti d’uso confinati in genere agli stati nazionali.

Nemmeno con internet si può superare agevolmente i confini dell’informazione televisiva nazionale, come ognuno di noi può verificare, in quanto la televisione via streaming, quella del futuro, non viene erogata in genere proprio per questi motivi se la richiesta viene da un server sito in un altro stato.

Questa è la prima contraddizione in quanto dobbiamo limitarci a informazione cucinate in casa nostra per qualcosa che è molto più grande di casa nostra e che incide pesantemente su di essa.

Per concludere, il rapporto tra potere europeo e cittadini europei è sbilanciato rispetto a quello di altre democrazie, che hanno una comunicazione diretta con gli elettori.

Naturalmente è questa la nostra proposta: l’Europa deve avere una sua voce a livello di tutta l’unione. Le cose si possono cambiare col volere degli stati a costo praticamente zero.

In futuro il rapporto tra democrazia e informazione ci porterà come in altri campi grandi cambiamenti.

In genere gli stati inondano i propri cittadini di informazioni o imposizioni di tutti i tipi sui mezzi più diversi, mentre il vero feedback del cittadino agli stati si limita a pochissime informazioni, in genere alla scelta dei propri rappresentanti ogni tot numero di anni con tecnologie del tutto tradizionali e legate al passato.

Non ci rendiamo conto che la tecnologia ha compiuto dei passi da giganti tuttora in corso, e quando c'è una possibilità del tutto diversa ed enormemente ampliata, è molto probabile che da qualche parte del mondo questa venga sfruttata anche per il potere e dal potere, e da qui pian piano si diffonda agli altri paesi.

Ogni giorno vengono generati normalmente da ognuno di noi migliaia e migliaia di informazioni che vengono sfruttate, alcune volte per indirizzarci verso una meta stradale, ma per lo più per permettere alle offerte commerciali di perseguitarci ovunque noi siamo, mirando ai nostri presunti desideri o riproponendoci spesso quello che abbiamo usato precedentemente.

In questa enorme massa di dati praticamente nessuna informazione serve a migliorare o indirizzare chi ha il potere o perlomeno a trasmettere la nostra volontà: in genere dobbiamo aspettare degli anni per fornire quei pochi bit che designeranno i nostri rappresentanti.

Le tecnologie usate per questo non sono molto diverse e più evolute di quelle usate nei secoli passati dagli ateniesi, come descrive Aristotele nella Costituzione di Atene, che usavano l’alzata di mano e avevano un sistema per contare i voti attraverso i ciottoli, questi descritti nei dettagli come le anfore che li raccoglievano.

Nei secoli e millenni successivi ben poche migliorie tecnologiche si sono attuate per cogliere la volontà popolare, se si esclude il voto nell'urna e credo negli ultimi due secoli anche talvolta l'introduzione del voto a distanza per posta.

Nei decenni più recenti e soprattutto nell'ultimo la diffusione capillare di internet ha portato per altro a tentativi assai interessanti di consultazione popolare attraverso il web.

Ad esempio segnaliamo un passo positivo dell'Unione Europea che ha sottoposto ai cittadini un giudizio su una cosa abbastanza importante come il gradimento o meno dell'ora legale.

In Europa mi pare ci siano stati 5 milioni di voti, ma di questi solo una piccola manciata degli italiani che non sono stati coinvolti minimamente, forse per demerito delle autorità nazionali.

Anche in Italia la legge denominata buona scuola è stata sottoposta alla consultazione via internet che era molto completa e interessante, ma a cui hanno aderito pochissimi (tra cui il sottoscritto) anche per la contrarietà dei sindacati sulla consultazione diretta.

In Francia Macron ultimamente ha sottoposto a una grande consultazione popolare, credo sempre via internet, le nuove possibili proposte dopo la contestazione dei gilet gialli prima di esternare le sue conclusioni dopo che, credo, milioni di feedback sono arrivati.

In Italia noto con grande interesse l’esperimento attuato per il Movimento 5 Stelle di una forma di partecipazione popolare estesa.

Per conoscere bene le modalità dei voti degli iscritti bisognerebbe aderire al movimento, cosa che io non intendo fare, ma da quello che capisco, nonostante la demonizzazione della piattaforma Rousseau fatta dai maggiori media e dai più autorevoli giornali, credo che sia un esperimento di grandissimo interesse e prodromo di una sua diffusione per il futuro.

Con questo non voglio affermare che le forme di democrazia diretta che vengono o verranno proposte dal governo attraverso il ministro Fraccaro siano tutte positive, perché credo che un conto è la consultazione e un conto la decisione su materie complesse che non può essere presa alla leggera o solo attraverso un sì o un no, ma occorre comprendere un quadro completo, in quanto forse ben pochi sono in grado di far quadrare il cerchio.

Che la consultazione diretta popolare sia destinata ad affermarsi in maniera sempre più consistente, io credo sia un fatto indubbio la cui certezza è legata alla diffusione della tecnologia e la sua vincita sempre su altre forme di interessi corporativi o di difesa dell'esistente.

Certo che anche attraverso i social media possono essere veicolate fake news notevoli come hanno dimostrato le recenti prese di posizione di Facebook che hanno annullato migliaia di pagine sorgenti ritenute non aderenti ai codici etici di Facebook stessa, e per fare ciò hanno usato intensamente, come hanno dichiarato, anche l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Su questo punto dobbiamo riflettere perché l’intelligenza artificiale è destinata a cambiare profondamente il mondo anche sul tema della democrazia e noi non ne abbiamo ancora piena consapevolezza.

 

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Inserito il:20/05/2019 22:41:52
Ultimo aggiornamento:20/05/2019 22:48:19
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