Aggiornato al 27/09/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Mikhail Mishchenko - Flags of  Italy and Algeria inside chat bubbles illustration

 

Dialogo Strategico fra Italia e Algeria

di Vincenzo Rampolla

 

La politica estera algerina riflette il carattere di un Paese che è crocevia tra vari spazi: quello mediterraneo/europeo, quello arabo/islamico e quello africano. L’attenzione del Paese si rivolge perciò al Mediterraneo, al Maghreb, al MO, al Continente africano, all’Europa e al Sahel *.

Fatto salvo il principio della non ingerenza negli affari interni degli altri Paesi, l'Algeria conduce una politica estera attiva, utilizzando anche i canali multilaterali. Rilevante è infatti l’azione della diplomazia algerina in ambito ONU, in particolare nel movimento dei Paesi non allineati e nel Gruppo dei 77. Inoltre, l’Algeria ha un ruolo importante all'interno dell'Unione Africana ed è uno dei principali contributori al bilancio dell'Organizzazione. Algeri collabora attivamente alle iniziative di cooperazione nel Mediterraneo Occidentale, in particolare al Dialogo 5+5 (insieme a Francia, Italia, Libia, Malta, Marocco, Mauritania, Portogallo, Spagna e Tunisia - ultimo aggiornamento 25 gennaio 2022).

Il 29 marzo 2022 si sono tenuti alla Farnesina i lavori del Dialogo strategico Italia - Algeria, importante meccanismo di consultazione tra i due Paesi sulle relazioni bilaterali e sulle più importanti tematiche politiche e di sicurezza globale. Nel suo intervento inaugurale, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, a complemento della sua missione ad Algeri lo scorso febbraio, ha sottolineato come l’Italia guardi all’Algeria come a un partner strategico a 360° gradi, con cui il nostro Paese intende rafforzare ulteriormente la cooperazione politica ed economica, con particolare attenzione alle questioni energetiche.  Dopo la sessione di apertura, co-presieduta dal Segretario Generale della Farnesina, Amb. Ettore Francesco Sequi, e dall’omologo algerino, Amb. Chakib Rachid Kaid, le delegazioni – con oltre 60 partecipanti di vari Ministeri ed enti di entrambi i Paesi – si sono riunite in 3 gruppi di lavoro dedicati alla globalizzazione e alla tutela dei beni comuni del Mediterraneo. Al termine dei lavori, i due Segretari Generali hanno sottoscritto un documento che individua i principali ambiti nei quali le Amministrazioni italiane e algerine realizzeranno iniziative e progetti comuni nel corso del 2022.

A margine dei gruppi di lavoro, gli ambasciatori Sequi e Kaid hanno avuto un colloquio per approfondire alcuni temi oggetto del Dialogo. In particolare, hanno concordato sull’importanza di proseguire nel percorso di intensificazione dei contatti politici di alto livello e di rafforzamento della cooperazione economica e energetica. Successivamente hanno avuto uno scambio di vedute sulla guerra russo-ucraina, sulla transizione libica e hanno fatto il punto sulla situazione nel Sahel.

Durante il successivo incontro del 27 maggio 2022 con il Presidente Abdelmajid Tebboune, tra Italia e Algeria ci sono legami naturali e affidabili, ha detto il presidente Mattarella tracciando un perimetro delle relazioni che va dall’energia alla sicurezza, dal Mediterraneo al Sahel.  

La visita del Presidente Tabboune in Italia per noi è molto importante, perché fa capire come l’energia non sia l’unico tema che lega i nostri due Paesi, secondo Ishak Kharushi analista economico algerino. Durante la visita del Capo di Stato nordafricano sono stati firmati una serie di accordi di carattere commerciale, che dovrebbero ulteriormente aumentare l’interscambio italo-algerino. E dalle discussioni in corso in questi due giorni emerge che altri accordi sono in costruzione e saranno siglati nei prossimi mesi. Sono in aumento anche le imprese italiane che lavorano in Algeria in diversi campi e va ricordato che l’Italia importa dall’Algeria il 29 % del suo fabbisogno di gas (per 21 Mld m³ gas). Sul tema energetico è stato anche firmato un memorandum d’intesa tra il presidente di Sonatrach, Toufik Hakkar, e l’AD di Eni, Claudio Descalzi, per l’accelerazione dello sviluppo di campi a gas in Algeria e alla decarbonizzazione attraverso idrogeno verde. L’accordo, specifica una nota dell’Eni, permetterà ai gruppi di valutare il potenziale a gas e le opportunità di sviluppo accelerato di alcuni giacimenti già scoperti da Sonatrach.  

Il Presidente algerino — aggiunge Kharushi —ha anche parlato della volontà di costruire una rete elettrica che attraversando il mare collegherà i due Paesi e l’Algeria con l’Europa: di questo discuteranno gli algerini nelle prossime settimane con il premier italiano, Mario Draghi, avviando una trattativa. La fotografia dei rapporti tra Italia e Algeria è stata tracciata al Quirinale dal Presidente Mattarella con Tebboune: I nostri Paesi sono tradizionalmente aperti al dialogo e al confronto. Siamo partner naturali e affidabili. Desideriamo esser parte con voi della costruzione di un orizzonte di stabilità e prosperità nel Sahel, regione segnata da una minaccia terroristica e impoverita da flussi migratori e irregolari. Secondo l’analista Anwar Malek, la visita del leader algerino va inserita nella serie di visite e relazioni precedenti che i rappresentanti italiani hanno compiuto in Algeria negli ultimi mesi e sono legate al consolidamento delle relazioni commerciali ed economiche tra i due Paesi. Se da un lato ci sono legami storici tra Italia e Algeria dall’altro ci sono anche importanti sfide per i nostri due Paesi in particolare nel settore energetico, alla luce della guerra in Ucraina, ma anche nel settore della sicurezza e riguardano tutta la regione. L’Italia — commenta Malek— ha interessi nel coltivare questo rapporto, in particolare nel settore energetico dovendo fare a meno del gas russo, ma anche l’Algeria ha i suoi interessi perché dopo il riconoscimento da parte degli Usa e della Spagna della sovranità marocchina sul Sahara occidentale, Algeri ha avuto il timore che questa presa di posizione si potesse allargare all’intera Europa. Per questo ha bisogno dell’Italia, Paese che oggi ha una posizione neutrale sulla vicenda.

 

*    Il Sahel è la fascia di territorio dell'Africa subsahariana, estesa tra il deserto del Sahara a nord, la savana sudanese a sud, l'oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est; copre gli Stati del Gambia, Senegal, la parte sud della Mauritania, il centro del Mali, Burkina Faso, la parte sud dell'Algeria e del Niger, la parte nord della Nigeria e del Camerun, la parte centrale del Ciad, il sud del Sudan, il nord del Sudan del Sud e l'Eritrea. Costituisce una zona di transizione, ovvero un'area di passaggio climatico dall'area arida del Sahara a quella fertile della savana sudanese.

 

(consultazione:    ministero affari esteri e cooperazione internazionale; mediterraneo, commercio e sicurezza – relazioni italia e algeria: f!formiche emanuele rossi e massimiliano boccolini; )

 

Inserito il:29/05/2022 11:45:46
Ultimo aggiornamento:29/05/2022 12:06:53
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