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Aggiornato al 27/05/2018

Michael Echekoba (East Dulwich, Londra - Contemporaneo) – Endless Conferences

 

Ancora sul governo

di Giorgio Panattoni

 

In attesa che si sciolga il nodo mi pare utile fare qualche considerazione sul governo che ci attende.

Innanzi tutto qualche sottolineatura sulle affermazioni dei leader.

  • “dobbiamo avere grande attenzione per il voto popolare, dando al paese il governo che questo ha scelto”. Affermazione un po’ osé’, perché la Lega ha preso nel proporzionale alla Camera il 46,8% del totale dei voti della coalizione di centro destra, cioè una quota minoritaria. E questo non autorizza a sostenere che quegli elettori abbiano scelto la coalizione che sta andando al potere e la delega alla Lega, che si siede da sola al tavolo delle trattative. Anzi. La spaccatura tra Forza Italia e la Lega lo dimostra ampiamente e francamente credo che molti elettori di centro destra non condividano molte delle misure programmatiche di Salvini.
  • Di Maio “devo fare il presidente del consiglio perché questo governo altrimenti sarebbe troppo di destra”. Eppure si parla con insistenza di un programma condiviso, frutto di estenuanti trattative. Basta un presidente per cambiare segno a quanto deciso? E che fine fanno gli accordi presi?
  • Di Maio “stiamo scrivendo la storia”. E’ vero, non era mai capitato prima, e al personaggio sfugge la involontaria ironia di questa affermazione.
  • Casaleggio “il programma una volta concluso l’accordo, sarà sottoposto al voto telematico degli iscritti Cinque Stelle”. Mah, qualche decina di migliaia di voti per trovare quella presunta condivisione popolare fatta su un sistema privato gestito dal Casaleggio stesso. E poi, se per caso il programma fosse respinto che cosa diavolo succederebbe? Ipotesi ovviamente improbabile, essendo il voto blindato. In quel caso salterebbero baracca e burattini (in senso letterale). Quando la smetteremo di pensare che queste verifiche siano una effettiva legittimazione popolare?
  • “Al Quirinale porteremo un solo nome per la Presidenza del Consiglio, mica facciamo una squadra di calcio (Salvini)”. In questa situazione sarà più facile per il Presidente della Repubblica esercitare i poteri che la costituzione italiana gli riserva nella decisione su programma, ministri e Presidente del Consiglio. Già, molti se lo sono dimenticati.

Staremo a vedere, certo la situazione non appare né facile né serena.

Spero solo, come detto altre volte, che Mattarella ponga un limite al continuo slittamento dei tempi, i problemi incalzano e sarebbe bene affrontarli con un Governo in carica.

 

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Inserito il:15/05/2018 11:05:45
Ultimo aggiornamento:15/05/2018 11:14:34
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