Aggiornato al 02/04/2026

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Voltaire

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Come cambia la popolazione italiana

di Bruno Lamborghini

 

L’ISTAT ha pubblicato il dato 2025 della popolazione italiana pari a 59 milioni, un dato che rimane stabile rispetto al 2024, mentre ci aspettavamo che calasse dato che le nascite si riducono. Infatti i nati nel 2025 sono stati 355.000 con una riduzione del 3,9% (-15.000) rispetto all’anno precedente con circa il 10% dei nati figli di famiglie di origine straniera. I morti nel 2025 sono 652.000 e superano i nati di 296.000 unità.

La stabilità della popolazione è consentita dal flusso di immigrati (440.000) meno gli emigrati (144.000) che fa appunto 296.000 compensando totalmente il calo demografico. Gli immigrati nel 2025 rispetto al 2024 diminuiscono di 12.000 unità, mentre maggiore è la diminuzione degli emigrati (- 45.000 23,7%).

Chi sono gli immigrati? Del totale di 440.000, gli immigrati di origine straniera sono 383.000, mentre gli italiani di ritorno sono 56.000. Se analizziamo la provenienza degli immigrati stranieri, 110.000 provengono dall’Africa (Marocco, Tunisia, Egitto), 116.000 dall’Asia (Bangladesh, India, Pakistan), 76.000 dal Centro-Sud America.  Per quanto riguarda i 144.000 emigrati, si tratta di 109.000 italiani (di cui 68.000 verso paesi dell’Unione Europea) e 35.000 stranieri.

Se calcoliamo le differenze tra i dati di immigrazione e i dati di emigrazione suddivisi tra italiani e stranieri, al netto dei rientri escono 52.000 italiani ed entrano 348.000 stranieri e quindi si determina il contributo di 296.000 unità che compensa il calo demografico e rende invariata la popolazione italiana nel 2025 rispetto al 2024.

I cittadini di origine straniera in Italia sono 5.560.000 pari al 9,4% della popolazione totale con un aumento di 188.000 unità rispetto al 2024 (+3%) e, data la parità della popolazione totale tra 2024 e 2025, ne consegue un corrispondente calo della popolazione di origine italiana. La popolazione italiana è in aumento nel Nord e in diminuzione al Sud, in particolare in Basilicata, Molise e Sardegna.

E’ interessante l’analisi dell’ISTAT sulle famiglie italiane che mette in evidenza il trend in atto nella composizione famigliare, in cui un terzo delle famiglie nel 2025 è costituita da una sola persona, il 37,1% contro l 25,9% del 2005, mentre appaiono crescere le famiglie senza figli. E’ nettamente crescente il numero di famiglie italiane, nel 2025 sono 26,6 milioni contro 21 milioni nel 2000, si tratta di nuove famiglie di single o senza figli mostrando la netta riduzione dei tradizionali nuclei famigliari.

L’indice di fertilità femminile rappresentato dal numero di figli per donna in Italia nel 2025 è ulteriormente disceso da 1,18 a 1,14, registrando il più basso indice in Europa (media UE 1,34, ,Germania 1.34, Svezia 1,43 e più in alto la Francia con 1,69).

L’Italia ha in Europa la popolazione più anziana, con gli oltre 65enni pari al 25,1% (14,6 milioni) e di cui gli oltre 85enni sono 2,5 milioni (4,2%). La popolazione tra 15 e 65 anni che costituisce la forza lavoro è di 37,7 milioni (63,2%). Gli occupati sono 24,1 milioni (63% della popolazione, una quota nettamente inferiore alla media europea, attorno al 73%), mentre la popolazione inattiva è pari al 33,7% e la partecipazione femminile al lavoro risulta nettamente inferiore alla media europea.

Quali considerazioni si possono trarre dal quadro che ci presenta l’ISTAT? L’elemento certamente più preoccupante è il calo demografico determinato dal calo delle nascite che comporta prospettive di netta riduzione della popolazione e quindi della forza lavoro e dell’occupazione e conseguentemente della crescita economica.

Il 2025 mostra che si può mantenere stabile il dato della popolazione attraverso l’apporto di immigrati stranieri ed il rientro di cittadini italiani dall’estero. Sarebbe quindi opportuno ed urgente programmare una entrata non casuale di immigrati stranieri ed il loro rapido inserimento-integrazione nelle attività produttive come del resto avviene in altri paesi europei come la Spagna, assieme ad interventi che favoriscano il rientro di “intelligenze” italiane dall’estero.

Occorre anche considerare che a livello internazionale vi è una crescente esigenza di migliorare le condizioni del rapporto tra vita e lavoro e la ricerca di benessere (wellbeing) attraverso ambienti di lavoro localizzati in luoghi naturalmente piacevoli e salutari. Sono già in atto in Italia trasferimenti di attività aziendali dall’estero o di singole persone specie se operanti anche in remoto nell’high tech al fine di soddisfare nuove esigenze di vita e lavoro. Sotto questo aspetto l’Italia rappresenta un unicum per la bellezza e benessere del suo territorio e quindi appare opportuno cercare di attuare interventi che promuovano e facilitino l’attrarre persone e aziende in questa direzione, non solo con strumenti fiscali come si sta già cercando di fare, ma favorendo la localizzazione di attività straniere in collaborazione con enti italiani di ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico.

Va soprattutto considerata la possibilità di invertire il trend negativo delle nascite attraverso adeguate politiche di sostegno alle famiglie italiane. La Francia dimostra che con impegnative politiche per favorire le famiglie si può almeno rallentare il trend demografico negativo e consentire una ripresa delle nascite. In Italia causa bassi salari e alto costo delle abitazioni e della gestione dell’infanzia vi sono fattori che impediscono in particolare ai giovani di poter costruire una famiglia e avere figli. Di fronte a questo, non sono sufficienti le parole, ma occorrono iniziative concrete su punti precisi.

L’invecchiamento della popolazione italiana, da fattore di crescente costo sanitario e disagio individuale e sociale, può e deve divenire motore di sviluppo e soddisfazione sociale, consentendo agli anziani di essere parte attiva e vitale della società (silver economy), come dimostra quanto si fa in Giappone e in diversi paesi europei, tra cui eccellono le politiche in atto in Danimarca.  

 

Inserito il:02/04/2026 14:47:53
Ultimo aggiornamento:02/04/2026 21:30:58
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