Aggiornato al 01/04/2026

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Voltaire

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Addestramento patriottico per i bambini deportati in Russia e bambini in guerra nel mondo

di Vincenzo Rampolla

 

Dimenticare Kiev. I bambini, di fatto gli orfani che ancora non sono stati adottati, hanno raccontato ai giornalisti di Verstka e iStories - media russi indipendenti e autori di uno studio - come Mosca insegni a dimenticare Kiev. Nessuno sa con precisione quanti bambini ucraini senza genitori siano stati deportati in Russia dall’inizio della guerra senza il consenso delle loro famiglie, Kyiv ne ha stimati quasi 20.000, di cui solo 388 sono stati rimpatriati. A marzo 2023 la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto per Vladimir Putin e Maria Lvova-Belova, la Commissaria russa per i diritti dei bambini. Putin e Lvova-Belova sono accusati di deportazione e trasferimento illegale di bambini dalle aree occupate dell’Ucraina alla Federazione russa, mentre il Cremlino ha affermato di aver protetto i bambini da una zona di guerra e si è vantato della generosità delle famiglie russe che hanno accolto e dato una nuova vita a migliaia di trovatelli.       

Il Presidente russo comunque non si è mai espresso sui bambini rimasti bloccati nel sistema degli orfanotrofi del Paese: si tratta di centinaia di bambini trasferiti da alcune zone dell’Ucraina occupata in Russia nei primi mesi dell’invasione di cui le autorità russe non hanno più dato alcuna notizia.     

I giornalisti hanno scovato nei database federali 285 bambini deportati dalle regioni del Donbas, hanno confermato le loro identità, hanno parlato con loro e alcuni sono usciti dal sistema, sono stati adottati illegalmente da famiglie russe o raramente restituiti alle famiglie d’origine. L’inchiesta dei due media russi riporta alcune dichiarazioni dei cosiddetti futuri cittadini russi segregati negli orfanotrofi del Paese. Raccontano come siano costretti a subire addestramento patriottico e test di aggressività, e come quelli con problemi psicologici siano stati portati in ospedali psichiatrici: Ho trascorso lì due settimane. A causa delle pillole volevo dormire tutto il tempo, non potevo nemmeno sorridere, ha detto Marina, che non è stata ancora adottata. Più sono grandi, più hanno difficoltà a essere adottati: il 90 % dei bambini rimasti in orfanotrofio ha più di 10 anni, mentre tutti i bambini sotto i 5 anni sono già stati accolti da famiglie russe. A rimanere nei centri sono poi i gruppi di fratelli e i bambini che mantengono i contatti con i loro parenti nelle zone occupate, perché questo metterebbe in difficoltà, allarmando i potenziali tutori.

La rieducazione. Tra le misure di rieducazione delle autorità russe rientra il far dimenticare il Paese d’origine, dicendo ai bambini che i loro genitori non torneranno a prenderli e che la Russia è la loro vera casa. Sono obbligati a prestare giuramento davanti ai militari, vengono visitati da soldati che combattono in Ucraina e nelle attività extrascolastiche imparano canti patriottici. L’indottrinamento è previsto anche per le famiglie affidatarie e gli insegnanti, ai quali è fornito uno speciale corso preparatorio. pressione non è soltanto sui bambini. Se nei territori occupati vivono genitori di soldati ucraini, vengono utilizzati dai servizi di sicurezza di Mosca per minacciare e costringere i figli nell’esercito a disertare o diventare spie russe. L’estorsione sarebbe diventata il metodo più diffuso nei confronti dei prigionieri nei territori occupati dell’Ucraina.

La testata russa Meduza ha pubblicato il glossario compilato dal Ministero dell’Istruzione russo nel 2022 per informare gli insegnanti delle parole e delle frasi contenenti segni di estremismo nazionalista che i bambini ucraini dovrebbero usare a scuola. Non dire: Non preoccuparti, sono in un posto migliore o Ti stanno guardando dal cielo. Parla onestamente con il bambino del fatto che i tuoi cari sono stati uccisi o che la tua casa è stata distrutta. Di loro direttamente che sono morti, si legge nel vocabolario della rieducazione russa. Alla fine il glossario conclude: Il bambino dovrebbe iniziare a provare sentimenti di orgoglio, patriottismo e appartenenza alla Russia. Il vocabolario fa parte del programma chiamato Adolescenti di Russia creato dalla stessa Lvova-Belova, il cui obiettivo è cancellare il passato ucraino di questi bambini e integrarli nel mondo russo. Gli adolescenti, già formati rispetto ai bambini più piccoli, sarebbero secondo Mosca la categoria più sensibile perché potenziali terroristi e influenzabili dai social media. È per questo motivo che ha ideato uno speciale sistema appositamente per loro, Profilaktika, potente software che memorizza oltre 540 M di profili di adolescenti sui social media, di questi oltre 2 M mostrerebbero un comportamento distruttivo. L’obiettivo finale indicato sui documenti è che il programma copra almeno l’85% dei profili di bambini e adolescenti che vivono nei territori occupati dell’Ucraina.

Bambini in guerra nel mondo. Questa analisi stringata va completata con un cenno alle Nazioni che deliberatamente reclutano minorenni in guerra, usandoli regolarmente nei conflitti. Grazie al rafforzamento progressivo di leggi internazionali recepite dai singoli Stati, l’obiettivo Straight 18 (nessun reclutamento sotto i 18 anni) diviene faticosamente la norma. Secondo l’ONG Child Soldiers International oggi 50 Stati permettono di usare minorenni in guerra, mentre 23 li utilizzano regolarmente in forma diretta o indiretta nei conflitti. A questi vanno aggiunti i numerosi gruppi armati non governativi, attivi in varie parti del mondo.

Nella list of shame che il Segretario Generale dell’ONU stila ogni anno, compaiono i Paesi in cui i bambini vengono utilizzati più frequentemente di altri come effettivi nei conflitti. La lista del 2017 ne conteneva 5: Somalia, Sud Sudan, Sudan, Siria e Yemen. Accanto a loro, figurano anche 56 gruppi armati irregolari quali i Mai-Mai Nyatura in Congo, il Kachin Independence Army in Myanmar, i Talebani in Afghanistan e l’esercito dello Stato Islamico in Iraq e Siria: tutti usano in grandi quantità i bambini come combattenti. In alcuni casi, anche per attacchi. Oltre a quei 5 Paesi, vi sono casi documentati nella Repubblica Centrafricana, il Ciad, la Repubblica Democratica del Congo, Filippine, Iraq, Mali e Colombia. Ma anche in Costa d’Avorio, Libia, o in India, Pakistan, Israele/Palestina e Tailandia, vengono costantemente registrati casi di bambini con il fucile in mano. Si tratta di Paesi firmatari del protocollo, ma che non rispettano le norme.

L’idea di reclutare minorenni nelle forze armate non riguarda solo Nazioni in via di sviluppo. A leggere le statistiche di Stati che ammettono tra i ranghi dei propri eserciti minori di 18 anni è inquietante vedere Paesi come Australia, Francia, Germania e Usa (dai 17 anni in su) o Brasile, Canada e Inghilterra in cui si possono impugnare armi e vestire una divisa addirittura dai 16 anni. Solo 2 Paesi del G7, Italia e Giappone hanno recepito e introdotto i principi di Straight 18 nei propri ordinamenti legislativi.

La schiavitù moderna. Proprio in Italia, il 30 luglio è il giorno dei Piccoli Schiavi Invisibili, dedicato alle storie di minori vittime di tratta e sfruttamento. Rappresentano la punta dell’iceberg di un fenomeno sommerso, ampio e diffuso. Parliamo di bambini, bambine e adolescenti traditi dal mondo degli adulti che ha abusato della loro fiducia e calpestato i loro sogni. Non si parla solo di guerra e di orfani, si scrivono storie di schiavitù moderna, di lavoro forzato e di matrimonio forzato: 50 M le persone oppresse da queste 2 schiavitù, di cui 12 M minorenni. Nell’attuale contesto di conflitti in atto, impossibile ora non citare anche quelle vittime.

Un solo esempio: nel 73% dei casi, i matrimoni forzati, 9 M in Asia Orientale e Centrale, Africa e Europa, sono organizzati dai genitori delle vittime o da parenti stretti (16%) e spesso si legano a situazioni di forte vulnerabilità, quali servitù domestica o sfruttamento sessuale. Un solo esempio. Basterà a indurre l’uomo a pensare e a iniziare a recuperare il senso perduto dell’Humanitas?

 

Consultazione    Enciclopedia Treccani; Il foglio- priscilla ruggiero aprile 2024 Notizie Mondo - Diritti d'autore Yale School of Public Health’s Humanitarian Research Lab Investigation;  Sasha Vakulina 16/09/2025; https://it.euronews.com/profili/3468.

 

Inserito il:01/04/2026 15:41:26
Ultimo aggiornamento:01/04/2026 15:49:25
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