Aggiornato al 07/04/2026

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Voltaire

Pubblicità 2024 che chiama all'arruolamento nell'esercito a San Pietroburgo

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Nuove reclute razziate in segreto da Putin per il fronte

di Vincenzo Rampolla

 

In gran segreto, è iniziata una nuova mobilitazione per reclutare migliaia di soldati in tutta la Russia. Aziende, fabbriche e Università dovranno selezionare uomini e ragazzi da inviare al fronte come riservisti. L’iniziativa è stata lanciata dal Ministero della Difesa per contrastare le perdite sul fronte ucraino, ove l'esercito russo ha subito – vedi articoli precedenti – oltre 1.000.000 di perdite, tra morti e feriti. Non è bastata la prima chiamata di 300.000 persone nell’autunno 2022, neppure quella primaverile del 2023 con 147.000 richiamati e 130.000 a novembre. E nemmeno le 150.000 reclute del 2024 corredate da una campagna di giganteschi cartelloni (vedi foto) e da un video per un’aggressione benedetta da mani celesti. Che dire del 2025, anno in cui Putin ad aprile ha ripreso ad ammassare160.000 nuovi soldati e altri 135.00 a ottobre con una leva obbligatoria?

Mobilitazione segreta. Nel 2026, dalla sfarzosa pubblicità del 2024 si è passati a un’operazione nascosta e riservata. Secondo quanto ricostruito dall’agenzia di stampa spagnola Efe, la chiamata alle armi non è stata resa pubblica a seguito del fiasco della coscrizione riservisti a settembre 2022 che scatenò il malcontento popolare e l'esodo di massa di 1M di uomini in età militare.

A Ryazan firmato il decreto per il reclutamento. La mobilitazione avviata dal Cremlino è un chiaro segnale, confermato anche dagli esperti: il Presidente Putin intende continuare a battersi sul fronte ucraino. Sabato 4 aprile 2026 si sono consumati 1.500 giorni di guerra e Putin non si aspetta che l'Ucraina ritiri volontariamente le sue truppe dal Donbass entro il nuovo termine di 2 mesi concesso a Kiev. Per la prima volta, come riportato dal CIT (Conflict Intelligence Team), portale di notizie russo, le autorità della regione di Ryazan hanno provato ufficialmente l'esistenza di quote per il reclutamento di volontari.

La novità. Il Governatore Pavel Malkov il 20 marzo ha firmato un decreto che impone alle aziende di selezionare i candidati al servizio militare tra lavoratori a contratto. Crisi acuta nei bilanci dei Comuni di tutte le Regioni russe: gli incentivi alla leva, i premi economici, i cosiddetti bonus di arruolamento in vigore dall’inizio del conflitto, dopo 5 anni vengono dimezzati. Mancano i rubli.

Mancano i volontari reali, esauriti, costringendo a recuperare dal tessuto produttivo del Paese.

Le quote reclutamento per le aziende. Dal 20 marzo al 20 settembre, le aziende con più di 150 dipendenti, pubbliche o private, dovranno fornire 2 - 5 volontari, come riportato nel documento, pubblicato originariamente una settimana fa sul quotidiano regionale Ryazanskie Vedomosti. Le aziende con meno di 300 dipendenti dovranno selezionarne 2; quelle con un numero di dipendenti compreso tra 300 - 500 dovranno indicarne 3 e quelle con più di 500 dipendenti, almeno 5.

Scuole e università: 78.000 studenti reclutati per il fronte. Coloro che hanno firmato i contratti sono più che sufficienti per assolvere tutte le missioni militari, ha dichiarato il Vice Capo del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev all'Agenzia di stampa Ria Novosti, in un'intervista in cui ha stimato 400.000 volontari e oltre 80.000 già quest'anno.

Con il pretesto di creare unità di produzione di droni, a fine 2025 il Ministero della Difesa ha puntato i riflettori su Università e Istituti di Formazione Professionale. Secondo un articolo di questa settimana del sito web Faridaily, il Ministro della Scienza e dell'Istruzione Superiore, Valery Falkov, ha informato i Rettori delle principali Università russe che, da inizio anno, almeno il 2% degli studenti deve firmare contratti con il Ministero della Difesa. Ciò significa che le Università russe, dove studiano 2,2 M di giovani, devono reclutare almeno 44.000 soldati, cifra che salirebbe a 76.000 includendo anche gli Istituti Tecnici.

Che succede se non si aderisce? Il CIT sospetta che anche alcune Regioni possano aver emesso alle proprie aziende e amministrazioni direttive di rifiuto, senza però pubblicarle sui media ufficiali. Guai in vista. Se un'azienda non rispetta la quota di reclute prevista, rischia una multa di 1M rubli (circa $12.200) o l'arresto amministrativo del suo Dirigente o Amministratore Delegato per 30 giorni, come riportato dal portale di notizie Meduza.

Secondo la stampa, sebbene sia possibile presentare ricorso, le autorità potrebbero ricorrere a misure non ufficiali per rivalersi sull'azienda, ad esempio tramite ispezioni o minacce. Nella sua sentenza, il Governatore Malkov cita 2 decreti emanati da Putin nel 2022. Esperti legali indipendenti ritengono illegittimo il provvedimento adottato a Ryazan. Secondo Timofei Vaskin, avvocato dell'organizzazione Recruit Schools’, i decreti presidenziali obbligano le Regioni a farsi carico dei costi sociali e economici della guerra, non a imporre il reclutamento forzato di volontari nelle aziende. Il sistema scarica la responsabilità del reclutamento direttamente sui datori di lavoro, che si ritrovano a dover scegliere quali dipendenti sacrificare e da inviare al fronte come riservisti sotto contratto, nel tentativo di soddisfare le richieste del Cremlino entro il termine del 20 settembre.

È una mossa disperata per preservare la stabilità politica a Mosca e San Pietroburgo. Estraendo pochi uomini da ogni azienda invece di chiamare intere classi di leva, il Governo spera di rendere il peso della guerra meno visibile e meno esplosivo per l'opinione pubblica, metodo che però crea un clima di sospetto e paura all'interno dei luoghi di lavoro, dove il diritto al lavoro viene subordinato alla disponibilità a diventare carne da trincea. Il rischio? Scatenare una nuova emorragia di manodopera qualificata, con dipendenti che preferiscono licenziarsi o imboscarsi pur di non finire nella lista dei candidati stilata dai propri capi o datori di lavoro. E tutto avviene mentre il Cremlino continua a sostenere pubblicamente che nei piani sono escluse nuove mobilitazioni e il vice capo del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, afferma che non ce n'è bisogno.

Il Ministero della Difesa prevede di reclutare 78.800 giovani, incluse le donne, solo per le truppe addette ai droni. Di questi, 20.800 saranno selezionati tra reclute e personale militare di altre unità, secondo quanto riportato dal portale di notizie Vazhnie Istorii.

Minacce di espulsione al rifiuto. Le Organizzazioni per i diritti umani hanno segnalato che i contratti, teoricamente annuali, in realtà sono a tempo indeterminato, inoltre, non vi è alcuna garanzia che queste reclute non vengano inviate al fronte. Pertanto consigliano agli studenti il Niet: non firmare alcunché. La stampa ha sottolineato che, finora, pochissimi studenti hanno firmato i contratti, nonostante le allettanti promesse di vacanze accademiche, tasse universitarie gratuite o la minaccia di espulsione per gli studenti con ottimi risultati accademici.

Consultazione : Quotidiano Nazionale - Mosca, 2 aprile 2026; Agenzia di stampa spagnola Efe; Conflict Intelligence Team – portale russo; Ryazanskie Vedomosti quotidiano regionale; Agenzia di stampa Ria Novosti; Faridaily sito web; Meduza portale di notizie; Pavel Malkov governatore; Timofei Vaskin, avvocato dell’Organizzazione Recruit Schools; Vazhnie Istorii portale di notizie; Ministro della Scienza e del’l'Istruzione Superiore, Valery Falkov; La nuova scuola.

 

Inserito il:07/04/2026 17:27:30
Ultimo aggiornamento:07/04/2026 18:45:36
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