Aggiornato al 01/09/2026

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Immagine realizzata con strumenti di Intelligenza Artificiale

Clicca qui per ascoltare (In lavorazione)

 

Fedorov, la corruzione dimenticata e il prezzo pagato dall'Europa

di Achille de Tommaso

Le proteste che mi hanno spinto ad approfondire i lati ignorati di una vicenda. Osservando le recenti manifestazioni di piazza in Ucraina, non mi ha colpito soltanto il fatto che migliaia di cittadini siano scesi in strada; ma soprattutto il contesto nel quale ciò è avvenuto. L'Ucraina è un Paese sottoposto alla legge marziale, dove molte libertà civili sono limitate dalle esigenze della difesa nazionale. In una situazione simile, assistere a manifestazioni pubbliche così partecipate rappresenta, secondo me, un evento eccezionale. Se migliaia di persone decidono di protestare nonostante il conflitto, significa che percepiscono la questione come vitale.

Attingendo a fonti non europee, abbiamo qualche risposta.

***

È accaduto due volte in un anno. Nell'estate del 2025, quando il tentativo del governo di sottoporre le due agenzie anticorruzione indipendenti (NABU e SAPO) al controllo della Procura generale, nominata dal presidente, ha portato in piazza le folle più numerose dall'inizio della guerra, costringendo Zelensky a fare marcia indietro. E di nuovo nel luglio 2026, quando la rimozione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha riempito le strade di Kiev e di altre città con migliaia di manifestanti che ne chiedevano il reintegro.[1]

Mi sono allora posto una domanda: perché il popolo ucraino ha ritenuto più urgente manifestare contro decisioni riguardanti l'anticorruzione e la guida della Difesa piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulla guerra? Con mia sorpresa, ho scoperto che gran parte della stampa europea, e italiana in particolare, ha dedicato a questa vicenda uno spazio limitato. Le prime pagine hanno continuato a parlare di droni, missili, avanzate sul fronte, aiuti militari e diplomazia, mentre molto meno è stato scritto su un'altra guerra, silenziosa ma fondamentale: quella combattuta all'interno dello Stato ucraino contro la corruzione. Ed è proprio in questo contesto che emerge la figura di Mykhailo Fedorov.

Gli oligarchi ucraini esercitano un'influenza enorme sulla politica, sulla giustizia e sull'economia; e il settore della difesa è indicato dagli osservatori internazionali come uno degli ambiti maggiormente esposti a irregolarità. Daria Kalenjuk, tra le voci più autorevoli della società civile ucraina, ha dichiarato alla Neue Zürcher Zeitung che in Ucraina la corruzione è considerata, dopo la Russia, il più grande problema di sicurezza del Paese.[2]

L'invasione russa ha accentuato questo problema; l'enorme afflusso di risorse economiche e militari provenienti dall'estero ha aumentato la necessità di rafforzare i controlli. E i fatti, come vedremo, hanno dato ragione a chi chiedeva vigilanza.

Chi è Mykhailo Fedorov

In questo scenario si inserisce Mykhailo Fedorov, trentacinque anni, la sua idea di fondo è semplice quanto efficace: il modo migliore per combattere la corruzione non consiste soltanto nell'arrestare i corrotti dopo che hanno commesso il reato, ma soprattutto nel costruire procedure che rendano molto più difficile corrompere il sistema; cosa che ha fatto attraverso la digitalizzazione dell'amministrazione pubblica e dei processi di procurement. Nel gennaio 2026, nell'ambito di un ampio (un altro…) rimescolamento delle strutture di sicurezza, Zelensky lo ha posto alla guida del Ministero della Difesa. Trasferito a quel dicastero, Fedorov ha cercato di applicare la stessa filosofia: semplificare i processi, accelerare l'adozione di nuove tecnologie, integrare droni e intelligenza artificiale nel sistema militare, e stringere i controlli sugli acquisti.  La stampa svizzera ha osservato che i suoi sostenitori speravano potesse modernizzare e snellire anche il Ministero della Difesa, un colosso ulteriormente ingrossato dall'enorme bilancio di guerra.[3]  

La rimozione e il braccio di ferro con Zelensky: "la Difesa o niente"

Però il 14 luglio 2026 Fedorov è stato rimosso dall'incarico, dopo appena sei mesi, nell'ambito del terzo rimpasto di governo dell'era Zelensky, lo stesso che ha visto l'uscita della premier Yulia Svyrydenko e l'arrivo a capo del governo di Sergii Koretskyi, ex vertice di Naftogaz. Le motivazioni ufficiali parlano di riorganizzazione dell'esecutivo; la ragione vera, confermata dallo stesso Zelensky in conferenza stampa, è il conflitto divenuto insostenibile con il comandante in capo delle forze armate Oleksandr Syrskyi, che si opponeva alle innovazioni e alle riforme promosse dal ministro.[4] Dopo la rimozione, Fedorov ha accusato Syrskyi di bloccare le riforme militari e di procurement; e di aver posto il presidente davanti a un aut aut tra le due persone. A guidare il ministero ad interim è stato chiamato Yevhen Khmara, proveniente dai servizi di sicurezza (SBU). Ed è qui che la vicenda ha preso una piega che merita attenzione; nei giorni successivi Zelensky ha incontrato più volte Fedorov, offrendogli incarichi alternativi di primo piano, tra cui quello di vice primo ministro per l'innovazione. Fedorov ha rifiutato tutto: il 23 luglio ha dichiarato pubblicamente che non avrebbe accettato alcuna posizione diversa da quella di ministro della Difesa, spiegando che nel Paese esistono oggi solo tre cariche che, insieme alle truppe sul campo, determinano davvero il corso della guerra: il presidente dell'Ucraina, il ministro della Difesa e il comandante in capo delle forze armate.[5] In sostanza: la Difesa o niente: il controllo del ministero che gestisce il più grande bilancio del Paese.

Un ministero che cambia troppo spesso: cinque ministri, gli stessi scandali

Per capire perché la piazza difenda Fedorov, occorre guardare alla storia recente del dicastero. Khmara è il quinto responsabile della Difesa in meno di cinque anni di guerra su vasta scala. E quasi ogni passaggio di consegne porta con sé un'ombra di corruzione.

Oleksii Reznikov, ministro dal novembre 2021, fu travolto da una serie di scandali sugli approvvigionamenti: le uova acquistate per i soldati a 17 hryvnia l'una quando nei negozi di Kiev ne costavano circa 7, le patate pagate più del doppio del prezzo di mercato, e i 33 milioni di dollari spesi per "abbigliamento invernale" fornito da una società turca che si rivelò abbigliamento estivo. Fu rimosso nel settembre 2023.[6] Il suo successore, Rustem Umerov, è rimasto in carica fino all'estate del 2025, per poi passare alla guida del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Il suo nome è riemerso nel novembre 2025 nella più grande inchiesta anticorruzione della storia del Paese, l'operazione Midas del NABU: secondo la procura anticorruzione, da ministro sarebbe stato "influenzato" da Timur Mindich, ex socio in affari di Zelensky, e avrebbe firmato, dopo un incontro con lui, un contratto da 218 milioni di hryvnia per diecimila giubbotti antiproiettile non certificati, poi risolto perché i giubbotti risultarono difettosi. Umerov non è stato incriminato e nega ogni coinvolgimento.[7]

L'operazione Midas merita di essere ricordata anche per i suoi dettagli, perché sono i dettagli a spiegare la rabbia degli ucraini. Le indagini su Energoatom, il monopolista statale del nucleare, hanno documentato un sistema di tangenti sul valore dei contratti, comprese le opere di protezione delle centrali elettriche sotto attacco russo, e un riciclaggio stimato in circa 100 milioni di dollari. Nell'appartamento di Mindich, fuggito in Israele poche ore prima delle perquisizioni, gli investigatori hanno trovato borse piene di contanti e un bagno con sanitari placcati in oro: il water d'oro, appunto, diventato in poche ore il simbolo mondiale dello scandalo.[8] La NZZ svizzera ha ricostruito come lo scandalo abbia fatto cadere il ministro della Giustizia Halushchenko, che tentò la fuga attraverso la Polonia, e la ministra dell'Energia Hrynchuk, e come abbia lambito l'ex vicepremier Chernyshov, accusato di aver ricevuto oltre 1,2 milioni di dollari in contanti, fino ad arrivare al capo di gabinetto Andriy Yermak, l'uomo più potente del Paese dopo il presidente, rimosso e oggi indagato.[9] Mentre i soldati morivano al fronte e le città restavano al buio, una cerchia vicinissima al vertice dello Stato tratteneva percentuali sui contratti destinati a proteggere le centrali elettriche. Ecco perché gli ucraini scendono in piazza; ed ecco perché difendono il ministro che, per una volta, i controlli sugli appalti li stringeva invece di allentarli.

Rimpasti continui e risultati di guerra

Forse che Fedorov sia stato licenziato per i poveri risultati della guarra? Assolutamente no: proprio nei sei mesi di Fedorov il fronte si è stabilizzato. Secondo l'Institute for the Study of War, le avanzate russe del giugno 2026 sono state una frazione di quelle del giugno 2025, appena una trentina di chilometri quadrati netti in un mese, e l'offensiva russa di primavera-estate 2026 non ha conseguito avanzate operativamente significative.[10] Il che rende il licenziamento del ministro ancora più difficile da giustificare sul piano militare, e conferma il sospetto che la vera posta in gioco fosse un'altra: il controllo delle riforme, degli appalti e degli equilibri di potere interni.

L'Europa e il prezzo della guerra

Esiste a questo punto una riflessione che riguarda direttamente noi cittadini europei: l'Unione Europea sta sostenendo costi economici enormi per ridurre la propria dipendenza energetica dalla Russia; l'aumento dei prezzi dell'energia ha inciso profondamente sulla competitività dell'industria europea, provocando la chiusura o il ridimensionamento di numerose imprese e costringendo molte aziende a delocalizzare parte della produzione. Parallelamente, l'Europa ha destinato all'Ucraina decine di miliardi di euro sotto forma di assistenza economica, finanziaria e militare: la lotta alla corruzione non rappresenta soltanto un problema interno ucraino: è una questione che riguarda direttamente i contribuenti europei.

Come stanno le cose sul fronte della rendicontazione? I meccanismi di controllo esistono solo sulla carta: lo Ukraine Facility da 50 miliardi di euro fino al 2027 prevede un Audit Board dedicato, che ha presentato il suo primo rapporto, e una collaborazione con l'ufficio antifrode europeo OLAF; ma già nel 2016 la Corte dei Conti Europea giudicava "fragili" i risultati dell'assistenza all'Ucraina e rilevava che l'UE aveva erogato grandi somme rapidamente e senza prima concordare una strategia; e ancora oggi non esiste un rendiconto pubblico consolidato che permetta al contribuente europeo di seguire l'intero percorso dei fondi, in particolare di quelli militari, che viaggiano su canali bilaterali e sul fondo European Peace Facility, assai meno tracciabili dell'assistenza civile.[11]  

Il silenzio dei media

Ma ciò che mi colpisce maggiormente è il diverso peso attribuito dai media ai vari aspetti della guerra ucraina. Da mesi, anni, leggiamo analisi dettagliate sui sistemi d'arma, sulle offensive, sui missili e sui droni. Molto meno spazio è dedicato agli scandali corruttivi, e alle profonde tensioni interne che accompagnano il processo di modernizzazione dello Stato ucraino. Non sono il solo a notarlo, e non è una fonte sospetta di simpatie russe a dirlo: la Neue Zürcher Zeitung, in un commento di grande franchezza, ha scritto che ai media occidentali riesce difficile scrivere della corruzione ucraina, in quanto questi partner “alleati” hanno investito talmente tanto, in denaro e in capitale politico, che uno scandalo capace di toccare direttamente le istituzioni dello Stato ucraino metterebbe a rischio il consenso interno agli “alleati” necessario, non solo a proseguire gli aiuti; ma le stesse posizioni di vertice di Bruxelles[12] , e di altri paesi europei.

Ed è forse questa la vera storia che avremmo dovuto sentirci raccontare con maggiore attenzione.

 

[1]Neue Zürcher Zeitung, "Selenski entlässt Verteidigungsminister Fedorow: Aufschrei in der Ukraine", luglio 2026.

[2]Neue Zürcher Zeitung, intervista a Daria Kalenjuk, "Selenski hat kein Interesse an rechtsstaatlichen Reformen", maggio 2026.

[4]Il Post, "Zelensky ha rimosso il ministro che ha trasformato la guerra contro la Russia", 16 luglio 2026; ZDF heute, "Offener Machtkampf in Kiew: Was hinter Fedorows Ablösung steckt", 16 luglio 2026.

[5]Kyiv Independent, "Fedorov turns down Zelensky's offers, seeks return only as defense minister", 23 luglio 2026; Associated Press, "Ukraine's ousted defense minister rejects Zelenskyy's offer of a different government role", 23 luglio 2026.

[6]Kyiv Independent, "Reznikov's tenure as defense chief ends after latest corruption allegations", 6 settembre 2023. I dati sui prezzi provengono dalle inchieste di ZN.UA e del progetto investigativo Nashi Groshi (gennaio e agosto 2023).

[7]LIGA.net, "Mindich tapes: why Umerov went to NABU", 26 novembre 2025. Nel corso di un'udienza presso l'Alta Corte Anticorruzione, un procuratore della SAPO ha sostenuto che l'allora ministro della Difesa Umerov possa essere stato "influenzato" da Mindich; Umerov non risulta incriminato e respinge ogni addebito. L'atto d'accusa pubblicato dal deputato Oleksiy Goncharenko cita un contratto da 218 milioni di hryvnia per 10.000 giubbotti antiproiettile non certificati, poi risolto.

[8]Neue Zürcher Zeitung, "Korruption im Umfeld Selenskis: die explosive Operation Midas", 12 novembre 2025; RFE/RL, "Ukrainian Businessman Embroiled In Massive Corruption Scandal Fled To Poland In Luxury Taxi", 15 novembre 2025. Il ritrovamento del bagno placcato in oro e delle borse di contanti nell'appartamento di Mindich è stato riportato dal Financial Times.

[9]Neue Zürcher Zeitung, "Die ukrainische Regierung wird von einer Korruptionsaffäre erschüttert", 19 novembre 2025.

[10]Institute for the Study of War, "Russian Offensive Campaign Assessment", 3 luglio 2026.

[11]Corte dei Conti Europea, Relazione speciale n. 32/2016, "L'assistenza dell'UE all'Ucraina"; Ministero dell'Economia dell'Ucraina e Transparency International Ukraine sul primo rapporto dell'Audit Board dello Ukraine Facility (50 miliardi di euro fino al 2027).

 

Inserito il:01/09/2026 14:44:41
Ultimo aggiornamento:01/09/2026 15:00:40
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)


Questo sito non ti chiede di esprimere il consenso dei cookie perché usiamo solo cookie tecnici e servizi di Google a scopo statistico

Cookie policy | Privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology | 04451716445