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Aggiornato al 01/03/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Michael Sismanidis (Alexandroupolis, Grecia, 1979 -  ) - Time travel

 

L’esperimento di Filadelfia dei viaggi nel tempo

di Achille De Tommaso

 

Era l'estate del 1943 e gli Stati Uniti avevano completato due anni sanguinosi di seconda guerra mondiale; con i cacciatorpediniere americani che combattevano con le unghie e con i denti contro i sottomarini u-boat nazisti per ottenere la supremazia sui mari.

Nel frattempo, gli scienziati americani stavano conducendo alcuni esperimenti segreti nel cantiere navale di Filadelfia. Come parte di questi esperimenti, un cacciatorpediniere appena varato, chiamato “USS Eldridge” fu equipaggiato con diversi generatori ad alta potenza e con molti altri aggeggi elettromagnetici per condurre un esperimento top-secret, che serviva per vincere le battaglie nell'Atlantico e in altri mari.

L'obiettivo dell'esperimento era quello di creare una tecnologia che rendesse le navi invisibili ai radar nemici. Secondo quanto era stato riferito, l'esperimento aveva avuto già dei gradi di successo, con la nave vuota; ma era venuto il momento di provare il sistema con l'equipaggio a bordo e in pieno giorno.

Gli interruttori che davano il via all’esperimento vennero accesi il 28 ottobre 1943.

Quello che successe dopo, come vedremo, non è mai stato chiaro: ha, di sicuro, sconcertato gli scienziati e alimentato speculazioni selvagge e cospirazioni per 75 anni. La letteratura denomina oggi questi fatti come “L'esperimento di Filadelfia sui viaggi nel tempo”.

Viene infatti riferito che, una volta attivati gli interruttori degli apparati, i testimoni elaborarono diverse osservazioni che vennero poi, si dice, ulteriormente distorte e ingrandite nel corso dei decenni. Tuttavia, il consenso generale sulle osservazioni è che, ad un certo punto, un inquietante bagliore verde-blu aveva cominciato a circondare lo scafo della nave. Dopodiché, improvvisamente e inspiegabilmente, la nave era scomparsa. In realtà il fatto che fosse “scomparsa” poteva fare pensare che l’esperimento avesse avuto successo, e la nave fosse diventata invisibile ai radar.

In realtà il cacciatorpediniere non solo era scomparso dai radar ma anche, letteralmente, nel nulla, insieme all'equipaggio!

Poi, ore dopo, riemerse; ma nel cantiere navale di Norfolk in Virginia, e, nel giro di poco tempo, riemerse di nuovo a Filadelfia. Più che della nave, erano scioccanti le immagini dell'equipaggio che appariva completamente disorientato e aveva terribili ustioni sul volto e sui corpi. La cosa più impressionante è che alcuni membri dell'equipaggio erano stati trovati parzialmente saldati nello scafo d'acciaio della nave, ancora vivi, ma con gambe o braccia sigillate sul ponte.

Alcuni erano impazziti. Alcuni svilupparono più tardi una misteriosa malattia da radiazioni; e la maggior parte di loro subì gravi traumi fisiologici per tutta la vita.

Così andò la storia del “fallito” esperimento di Filadelfia ampiamente citato come uno degli esperimenti governativi più segreti degli USA.  Dopo il fallimento, tutte le registrazioni di bordo furono misteriosamente cancellate; la USS Eldridge fu trasferita in Grecia nel 1951 e successivamente venduta per essere demolita negli anni '90.

Fantascienza? Un esperimento che è andato terribilmente storto? Comunque sia il “Philadelphia Experiment” è sopravvissuto nella mente dei “paranormalisti” dilettanti e dei teorici del complotto per gli ultimi 75 anni; nonostante le diverse smentite e chiarimenti del governo nel corso degli anni.

Ma non è finita qui.

In realtà l'uomo che mantenne viva l’idea della cospirazione era un uomo a sua volta misterioso di nome Carl M. Allen, il quale aveva lo pseudonimo di Carlos Miguel Allende. Nel 1956, Allende inviò una serie di lettere a Morris K. Jessup, astronomo e autore del libro, “The Case for the UFO”.

Morris Ketchum Jessup era un insegnante di matematica e astronomia all’Università del Michigan, era un esperto di elettromagnetismo e della teoria del campo unificato di Albert Einstein.

Nelle sue lettere a Jessup, Carlos Miguel Allende parlava del suo interesse nella teoria del campo unificato confermandone la validità; e affermava che la Marina Americana aveva sperimentato questa teoria nel 1943 per svolgere esperimenti su un cacciatorpediniere, che, a seguito dell’esperimento, era diventato invisibile insieme al suo equipaggio. Spiegava poi che la nave scomparve e che qualche minuto dopo fu vista e identificata a oltre 600 chilometri di distanza, dove era rimasta per qualche minuto prima di scomparire di nuovo per tornare a Philadelphia.

Jessup rimase scioccato da questa lettera, studiò e cercò informazioni a riguardo per fare chiarezza su questo misterioso esperimento. Morris K. Jessup aveva scritto tempo prima un libro sugli ufo e stava scrivendone un secondo. Nel capitolo dove parlava dell’elettromagnetismo, secondo lui utilizzato dalle tecnologie extraterrestri parlò dell’esperimento Philadelphia.

Poco tempo dopo venne chiamato dal Reparto di Ricerca della Marina Americana, per dare spiegazioni su ciò che aveva scritto. In particolare volevano sapere come era venuto a conoscenza di questo esperimento e cosa ne sapeva.

Il 20 aprile del 1959, Morris Jessup venne trovato morto nella sua auto. Le indagini portarono all’ipotesi di suicidio ma la famiglia continuò a rifiutare questa tesi. Dopo l’accaduto, la Marina Americana improvvisamente mostrò interesse per chiunque chiedesse informazioni sulla nave USS Eldridge.

Apro una parentesi: la teoria unificata dei campi in fisica è il tentativo di legare assieme tutti i fenomeni noti, per spiegare la natura e il comportamento di tutta la materia e l'energia esistente. A metà del XIX secolo, James Clerk Maxwell formulò la sua teoria dell'elettromagnetismo trovata universalmente valida per tutta la materia. Più tardi Albert Einstein sviluppò la relatività generale; una teoria della gravitazione che pure si applica a tutta la materia. In parole povere, la teoria unificata sosterrebbe che l'elettromagnetismo e la gravità non sono altro che diversi aspetti di una singola teoria di base relativa alla materia.  

La teoria unificata, a parte dare soddisfazione ai fisici, che la inseguono da tempo, si dice che avrebbe anche molte fantastiche applicazioni pratiche come, ad esempio: energia pulita illimitata, armi potenti e, la più straordinaria, la capacità di viaggiare nel tempo o il teletrasporto di qualsiasi materia.

Tornando a Jessup; durante il suo interrogatorio al Centro Ricerche della Marina, si dice che era emerso il fatto che i ricercatori avevano ricevuto un pacchetto anonimo contenente il libro di Jessup con annotazioni che dettagliavano la teoria unificata dei campi, insieme a tutti gli intricati dettagli dell'esperimento segreto, “fallito”, di Filadelfia.

Chi scrisse quelle annotazioni dettagliate sul libro di Jessup e chi le inviò alla Marina USA? Non si sa.  Allende non fu contattato ulteriormente, e scomparve.

Jessup, come detto, in seguito fu trovato morto nel 1959, ma il libro commentato sopravvisse e divenne la fonte della verità per centinaia di teorici della cospirazione, che affermarono in seguito che il governo stava conducendo un'operazione clandestina sotto copertura durante la seconda guerra mondiale, con conseguenze spaventose, e mantenute sotto segreto.

Qualche spiegazione logica accettabile?

Ovviamente i canali ufficiali si sperticarono a dare spiegazioni logiche: nel 1994, l'astrofisico francese Jacques F. Vallee pubblicò un articolo sul Journal of Scientific Exploration intitolato "Anatomy of a Hoax: The Philadelphia Experiment Fifty Years Later". L'articolo parlava delle memorie di un certo Edward Dudgeon che aveva servito come meccanico nella USS Eldridge ai tempi dell’esperimento.

Secondo Dudgeon, la spiegazione dei risultati dell'"esperimento" era molto banale. A Dudgeon era stato chiesto, infatti, di installare un dispositivo sulla nave che avrebbe alterato e disturbato la sua firma magnetica (l’immagine magnetica di un corpo) usando una tecnica chiamata degaussing.

Una nave equipaggiata col degaussing non sarebbe stata invisibile ai radar; ma la cosa più importante era che non sarebbe stata individuabile dai siluri magnetici degli U-Boot. Il degaussing prevedeva l'avvolgimento della nave in grandi cavi, che faceva apparire lo scafo come una bobina ad alta tensione. Dudgeon aggiunse "Il degaussing era una pratica standard di difesa contro l'attacco u-boat”. Infatti, come si sa, un cavo percorso da corrente elettrica genera un campo magnetico (v. esperimento di Oersted). Ci si potrebbe però chiedere perché, visto che il degaussing era una normale e conosciuta pratica di difesa, fosse poi mantenuto così segreto il risultato dell’esperimento.

Ci fu anche una spiegazione  per quanto riguardava  il "bagliore verde" che avvolgeva la nave: la spiegazione era data dalla possibilità che i cavi producessero una tempesta elettrica o il fuoco di Sant'Elmo (https://www.focus.it/ambiente/natura/che-cosa-sono-i-fuochi-di-santelmo). Spiegazione, anche questa, considerata molto debole.

In un altro articolo, il Philadelphia Inquirer nel 1999 riferisce delle interviste con marinai che erano nella USS Eldridge al momento dell’esperimento. Secondo i marinai sopravvissuti, la nave non era stata mai attraccata a Filadelfia: era a Brooklyn nella sua presunta "data di scomparsa". E anche il diario della nave lo avrebbe confermato (peccato che fosse andato perso e che l’esperimento fosse stato dichiarato fatto a Filadelfia da molte fonti). Inoltre, il capitano della nave affermò che non furono mai condotti esperimenti sulla nave (affermazione non sorprendente, visto che l’esperimento era top-secret).

C’è però un’altra testimonianza; quella di Alfred Bielek.

Alfred Bielek è stato testimone dell’esperimento Philadelphia e, a suo dire, sta cercando di non lasciare insabbiare tutto dal Governo Americano. Racconta le sue testimonianze nel suo sito web e in molti convegni sul tema.

Bielek dichiara di aver fatto parte dell’esperimento, ma a quell’epoca questo non era il suo nome. in realtà allora si chiamava Edward Cameron, e faceva parte insieme ai suoi fratelli Duncan (scienziato) e Jim (marinaio), dell’equipaggio della USS Eldridge. Racconta che quando salì a bordo gli dissero che lo scopo dell’esperimento era di ottenere l’invisibilità ai radar. L’obbiettivo fu raggiunto in poco più di un minuto dall’accensione degli apparati; ma Bielek, che si trovava con il fratello in sala di controllo, non sapeva che la nave era scomparsa.

Dalle apparecchiature che servivano per l’esperimento cominciarono ad uscire delle scariche elettriche, e, impauriti, controllarono le strumentazioni di bordo, che, però, risultavano bloccate. Allora nel panico decisero di uscire. Sul ponte c’era una nebbiolina verde, alcuni marinai stavano correndo all’impazzata completamente disorientati. Si domandarono cosa stesse succedendo all’equipaggio o come contattare terra; provarono a disattivare il dispositivo per la sperimentazione, ma ogni tentativo era vano.

Terrorizzati Ed e Duncan Cameron si gettarono dalla nave, ma racconta Bielek, non arrivarono mai a toccare l’acqua. Provarono la sensazione di cadere in un tunnel senza fine, senza capire dove si trovavano o cosa stesse succedendo. Si svegliarono in un letto di ospedale e trascorsero sei settimane prima di potersi riprendere a causa delle radiazioni che li avevano colpiti durante l’esperimento. Vennero curati utilizzando strani metodi, con vibrazioni e luci. Capirono di trovarsi nel 2137 (sic!). Una volta guariti furono rispediti indietro nel tempo e si ritrovarono in una base militare, di notte; e vennero scortati all’interno dalle guardie, dove incontrarono uno scienziato anziano. Si trattava del Dott. Neumann (lo stesso scienziato che dirigeva l’esperimento Philadelphia).  Era il 1983 e si trovavano a Montauk (Long Island) lo scienziato mostrò loro, increduli, alcune tecnologie per viaggiare nello spazio e nel tempo spiegando che si trovavano nel laboratorio del Progetto Phoenix. John von Neumann disse che li avrebbe rispediti indietro nel tempo, con il compito di distruggere le apparecchiature della USS Eldridge.

Neumann rispedì Edward e Duncan di nuovo sul ponte dell’Eldridge; questi, con delle asce distrussero l’apparecchiatura incriminata. Improvvisamente le cose andarono a ritroso e si ritrovarono di nuovo nel porto di Philadelphia da dove erano spariti. A quel punto, i due, si resero conto di quello che era successo al resto dell’equipaggio: alcuni marinai erano morti di attacco cardiaco, altri erano disorientati senza sapere dove fossero stati o dove fossero in quel momento. Ma la cosa più spaventosa fu che alcuni, tra cui il fratello Jim, erano rimasti “inglobati” nelle pareti della nave.

Biekek sostiene che quando il campo elettromagnetico era collassato, le strutture molecolari dei marinai si erano scomposte e chi si trovava vicino a qualcosa veniva inglobato in quella materia, come era successo a suo fratello. Edward rimase con Jim ma Duncan non resistette alla visione sconcertante e si buttò di nuovo in mare e scomparve.

Alcuni scienziati dell’esperimento Philadelphia vennero in seguito riuniti per creare il cosiddetto Montauk Project; si dice al fine di continuare le ricerche sul campo elettromagnetico e le possibili implementazioni nel viaggio nel tempo. A questo punto Edward Cameron afferma di essere stato sottoposto a lavaggi del cervello; dopodichè, col cervello lavato, gli venne assegnato un nuovo nome e gli imposero una nuova vita. Visse quindi come Alfred Bielek: si fece una famiglia, si laureò nuovamente e fece parte del progetto Montauk fino al 1988. In quell’anno, però, cominciò a riacquistare i ricordi perduti e capì che era stato strumentalizzato per continuare questi esperimenti; abbandonò quindi le sperimentazioni.

Quello che racconta Alfred Bielek è ovviamente poco credibile; ma lui sostiene di avere documenti e foto che provano tutto ciò che racconta.  E, come ho detto, le racconta in convegni e sul suo sito web. Sono quindi d’accordo con gli scettici; ma mi pongo una domanda:”se nell’esperimento non c’è stato viaggio nel tempo, cosa c’è stato? Nessuna spiegazione è stata data”.

Il mistero pertanto rimane e continua ad essere discusso tutt’oggi, con convegni, interviste, libri, e persino un film

 

***

PS: Lascio al lettore giudicare la credibilità delle affermazioni di questo articolo; che potrebbero apparire imbarazzanti; la storia che ho descritto, però, è solo la punta dell’iceberg del mistero sul tema. Infatti esso coinvolge un certo numero di esperimenti, oltre al “Philadelphia”, denominati Montaux Project, Phoenix Project, ed altri. Ha coinvolto e coinvolge anche molti scienziati di grande fama; non solo Einstein, ma anche, ad esempio, il famoso e discusso Nikola Tesla. Tesla, molto prolifico e di successo, era talvolta tacciato alternativamente, di essere un chiaroveggente, o un visionario. Lui, semplicemente, diceva di essere in contatto con una razza aliena; ma non pare lo dicesse per scherzo, perché su questa sua affermazione si era scontrato aspramente con alcuni stimati colleghi. Per altro, le bobine elettromagnetiche di cui era stata dotata la USS Eldridge, pare fossero state costruite da Tesla stesso.

 

Inserito il:18/01/2021 18:18:22
Ultimo aggiornamento:18/01/2021 18:24:47
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