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Aggiornato al 21/09/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Emil Nolde (Danimarca, 1867 – Nord Germania, 1956) – Three Russian Men

 

Un pezzo di Storia della Federazione Russa ormai dimenticato

di Giuseppe Silmo

 

Frugando fra i file relativi al mio incarico di Project Coordinator del progetto Europeo TACIS “Russian Officers Re-Training Programme” (Vedi il mio articolo su Nel Futuro, Olivetti. L’ultima sfida: L’Armata Rossa del 16/07/2020) ho ritrovato il testo di un mio intervento sull’economia russa a un seminario tenutosi a Ivrea tra imprenditori Canavesani e Russi. Il progetto da poco terminato (gennaio 1994 - gennaio 1997), prevedeva la formazione di 16.000 ufficiali in dodici diversi tipi di profili manageriali per il loro reimpiego nella vita civile.

La sfida è stata vinta formandone 17.000, di cui il 60% già impiegati appena ultimati i corsi.

Molto di più di quanto l’Unione Europea si aspettasse.

Le attività, che avevano coinvolto diversi partner europei, avevano avuto come centro Ivrea, sede dell’ELEA, società di formazione della Olivetti (capofila del progetto). Un consistente numero di formatori Russi, partecipanti ai corsi appositamente studiati dall’ELEA, era stato ospitato per parecchi mesi in città. Si erano quindi creati legami che avevano portato a una iniziativa di collaborazione tra industriali Canavesani e imprenditori Russi, per l’utilizzo del Programma dell’Unione Europea JOP, volto a promuovere la costituzione e lo sviluppo di joint venture tra imprese comunitarie di piccole e medie dimensioni e partner localizzati in Stati dell’Europa centro-orientale. Altri tempi!!!

Mi è parso interessante riportare il testo di questo mio intervento, perché è una fotografia dell’economia russa nell’arco degli anni 1990-1997 basata su dati ufficiali (allora era possibile), che credo sia ormai ampiamente dimenticata.

Negli anni Novanta la Federazione Russa, a seguito della Perestroika di Gorbaciov, e della proclamazione, nel dicembre1993, di una nuova Costituzione simile a quelle occidentali, ha goduto di notevole libertà politica e apertura verso l’Occidente, in particolare verso l’Unione Europea.

 

 SEMINARIO-RUSSIA

Opportunità di collaborazione industriale attraverso il Programma dell’Unione Europea JOP - Ivrea 22 Aprile 1997

L'ATTUALE CONDIZIONE ECONOMICO-POLITICA DELLA RUSSIA.

Sig.re e Sig.ri buonasera, un particolare saluto ai nostri amici Russi, che hanno voluto venire a Ivrea, dove per altro alcuni di essi erano già stati in occasione del Programma Europeo TACIS per la riconversione degli ex-ufficiali alla vita civile. Progetto che ha permesso la riconversione di 17.000 ufficiali da parte di un consorzio Europeo guidato da ELEA.

Venendo a parlare del nostro argomento: la situazione economica e politica in Russia, va innanzitutto detto che mai come in questo caso la situazione politica è strettamente correlata alla situazione economica. Situazione economica in via di stabilizzazione significa anche situazione politica più stabile.

Avendo osservato l'Economia Russa molto da vicino, per più di tre anni durante il progetto TACIS, possiamo dire che vi sono alcune indicazioni che fanno ritenere che l'economia russa stia finalmente cominciando a uscire, anche se lentamente, dalla profonda crisi economica che è seguita al crollo dell'economia pianificata.

Quando nella primavera del 1994, nell'ambito del progetto citato, venne fatta la prima Analisi economica a livello Regionale da parte di consulenti stranieri, ovviamente in stretto collegamento con le autorità locali, la situazione era al punto più basso dal 1990.

La nostra analisi (pubblicata poi dalla Commissione Europea) metteva in evidenza come il PIL fosse diminuito del 42% tra il ‘90 e il ‘93 e la produzione industriale si fosse ridotta del 45% nello stesso periodo.

Nel primo trimestre del ’94, la produzione industriale ebbe un ulteriore crollo del 24% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ma in alcuni settori produttivi il crollo fu particolarmente serio, uno per tutti quello delle macchine utensili, con una riduzione del 48%.

Da questa situazione vi è stato un lento, ma progressivo miglioramento.

Nel 1995, il deficit del bilancio statale è stato il più basso dal 1992, l'anno iniziale del processo di trasformazione, il tasso di cambio è rimasto sufficientemente stabile, le riserve in valuta pregiata si sono accresciute (di oltre il 200% nel ‘95). Questa tendenza positiva è continuata nel 1996, quando si è assistito, in particolare, a una notevole riduzione dell’inflazione (32% contro il 200% del 94). Questa tendenza si è ulteriormente rafforzata nel 97, attualmente l'inflazione è al 18%.

La stabilità del rublo dopo l'adozione del "Corridoio di oscillazione” nel giugno ‘95, ha indubbiamente favorito la discesa dell'inflazione e il rafforzamento nella valuta russa. Vorrei ricordare che il tasso di cambio rublo-dollaro era intorno ai 1500 rubli per 1 $ all'inizio ‘94, a fine ‘94 era intorno ai 4000, a maggio ‘95 era a 5100, da allora in quasi due anni, il deprezzamento è stato contenuto e regolare e non ha subito oscillazioni sensibili, salvo poco prima dell'introduzione del “Corridoio”.  L'attuale cambio è intorno ai 5700 rubli per 1 $.

Secondo il vice premier Ciubajs nel primo trimestre del ‘97 il PIL e la produzione industriale sono aumentati rispettivamente dello 0,3% e dello 0,7% (ancora nel ‘96 erano al -6% e al -5%).

Il problema attualmente più grave è la crisi finanziaria del Bilancio Russo, infatti il gettito fiscale di gennaio-marzo è stato soltanto del 39% rispetto al previsto. Il deficit di bilancio è praticamente al livello del ‘95, ma con minori entrate e necessariamente minori uscite, di qui la necessità di ricorrere massicciamente al credito estero. E' di martedì scorso la notizia che la Banca Mondiale concederà crediti per 6 miliardi di dollari, da utilizzare in gran parte per pagare le pensioni e gli stipendi arretrati.

Quest'anno la Russia, dopo mesi di immobilismo politico ed economico, riparte nelle mani di un nuovo governo, insieme a un Boris Eltsin nuovamente sulla scena politica. L'età media dei ministri si è drasticamente abbassata e mai si era vista una compagine così impegnata sul fronte delle riforme. Probabilmente, per queste ultime, un momento altrettanto favorevole non c'era mai stato e questo rende ancor più cruciale il compito della nuova squadra del presidente, cui si chiedono risultati concreti in poco tempo. Occorre cioè che in tempi relativamente brevi si concretizzi un aumento del benessere di cui possano beneficiare ampi strati della popolazione, e non solo una piccolissima minoranza.

Secondo gli ultimi sondaggi d'opinione, nei cinque anni passati dalla riforma economica soltanto il 6% della popolazione ha aumentato il proprio benessere.

La chiave è la ripresa dell'attività produttiva, occorre cioè portare le riforme dalla macro alla micro economia, cioè passare al livello delle imprese.

Il 1996 è stato l'anno del debutto della Russia sui mercati internazionali dei capitali, alcuni settori industriali si sono avviati sulla strada della crescita, ma la sfida principale resta di fronte: convincere gli investitori russi e stranieri che come prevede il fondo Monetario Internazionale, non è irrealistico immaginare tassi di crescita del 6% entro il 2000.

Per quanto riguarda gli operatori italiani va segnalato che forse nella seconda metà del ‘97 verranno riaperte le garanzie SACE, e che alcune Banche Italiane, come BNL, incominciano a offrire crediti a breve (un anno) per contratti fino a 5 milioni di dollari.

Con questo, penso di aver fornito un quadro sintetico della situazione attuale e delle tendenze in atto.

Mi scuso con i nostri amici Russi se ho espresso sul loro Paese il punto di vista di una persona che, essendo straniera, non vive le loro difficoltà quotidiane.

Grazie per la cortese attenzione.

Un pezzo di storia economica che non potevo lasciare nel cassetto, che mi ha riportato a quei tempi a Mosca, dove vigeva come non mai la corruzione e la mala vita era dilagante, ma ciò che veramente impressionava e faceva stare male era la povera gente che s’inventava di tutto per sopravvivere. L’inflazione aveva raggiunto, come abbiamo visto, livelli altissimi, le pensioni dei meno abbienti erano praticamente volatizzate e nessun pensionato arrivava alla fine del mese. La cuoca del nostro ufficio di Mosca, che, poi scoprimmo, era un ex maggiore del KGB, arrivava con la pensione non oltre la terza settimana del mese. Un’immagine plastica era data dallo schieramento di persone in piedi sul marciapiede opposto all’Hotel Intourist, in pieno centro, ognuna con uno o due oggetti in vendita, una volta uno addirittura con una forma di pane. Per lo più erano oggetti che avevano un valore famigliare, affettivo, come piccole icone, grossi orologi da taschino o collane e braccialetti, o oggetti (probabilmente) in avorio, statuette ecc. Stavano lì per ore indifferenti al freddo.

Dalla lettura dei dati riportati e dalla situazione sociale ricordata è chiaro perché la popolazione russa, che ha vissuto quei terribili anni, sostenga in gran parte Putin, che ha sostituito Elstin alla presidenza della Federazione Russa nel 1999, attribuendogli il merito di quel benessere diffuso, di cui gode oggi. Alle volte, la storia serve a capire il presente.

 

Inserito il:21/03/2021 16:04:49
Ultimo aggiornamento:21/03/2021 16:15:24
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