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Aggiornato al 24/10/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Madre di Dio del Segno - Russia - Scuola di Mosca - Inizio del XIX Secolo - Fondo oro - tavola da Iconostasi

 

Perché tanto interesse, oggi, verso l’Icona?

di Giovanni Boschetti

 

La Bellezza, che in ogni testo di iconologia russa è l’essenza stessa per poter “scrivere/dipingere” un’Icona, è un termine ancora poco conosciuto da parte di chi osserva un’Icona, senza vedere il messaggio che la medesima vuole e deve dare.

Pavel Florenskij scriveva: “La bellezza dell’Icona esprime la manifestazione dell’Invisibile nel visibile perché la Bellezza stessa è Icona ed è simbolo del rapporto tra il Creatore è la creatura.”

Pavel Evdokimov in <Teologia della Bellezza - l’Arte dell’Icona> scriveva: Per incontrare la Bellezza a volto svelato, per attingere alla ricchezza della sua Grazia occorre, mediante una trans-ascendenza, mediante il superamento del sensibile e dell’intellegibile, oltrepassare le porte del Tempio ed è l’Icona. Dio si è fatto uomo, Cristo è il volto umano di Dio. Egli inaugura la nuova economia in cui tutto diviene, alla sua Luce, Sacramento di Dio. Attraverso il visibile, l’Invisibile si lascia intravedere, contemplare e tale contemplazione trasforma l’uomo di luce in luce, di gloria in gloria: è la Divinizzazione.

Se è vero che “la Bellezza salverà il mondo (Dostoevskij) allora questa Bellezza non potrà essere altro che la manifestazione dell’Invisibile nelle cose visibili; sarà l’incanto tra l’esperienza estetica, etica, Sacra.

L’Icona diventa così un’espressione artistica in grado di esprimere la rivelazione di Dio e lo svelare la Verità all’uomo; essa, l’Icona, non è un quadro a soggetto religioso che esprime eventi della storia della salvezza per fini di evangelizzazione, ma l’Ineffabilità di Dio e la Verità dell’uomo.

Ma perché tanto interesse oggi verso l’Icona? Le risposte sono molte. L’uomo di oggi ha bisogno di Bellezza, di incontro e di relazioni vere. La “bellezza” che ci viene proposta dalla società odierna ha dentro di sé la sfida, la competizione, l’antagonismo, la provocazione, l’annientamento dell’altro. È bellezza che dura pochi attimi, che ci stravolge perché dobbiamo uniformarci in un unico vessatorio modello.

L’uomo si ritrova solo, stanco, ha nostalgia della Bellezza e la cerca. Il suo essere creato ad immagine e somiglianza a Dio lo porta a cercare la Bellezza che è già dentro di lui.

L’Icona si offre come questo luogo di incontro desiderato, si apre a questa Bellezza, Bellezza crocifissa e disarmata, Bellezza liberante e misericordia che è Dio stesso.

La nostra tradizione più autentica che condividiamo pienamente con i nostri fratelli ortodossi, ci insegna che il linguaggio della Bellezza, messo a servizio della Fede, è capace di raggiungere il cuore degli uomini e di far loro conoscere dal di dentro Colui che osiamo rappresentare nelle immagini, Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo…” (Giovanni Paolo II).

 

Inserito il:28/05/2019 17:02:03
Ultimo aggiornamento:28/05/2019 17:09:38
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